Come riconoscere un Nft di valore

La collezione personale di Nft di Cozomo de Medici, aka Snoop Dogg (Foto: OpenSea)

Il fenomeno degli Nft sembra inarrestabile. OpenSea, il più grande marketplace, ha raggiunto 5 miliardi di dollari di volume nel solo mese di gennaio, scambiati da oltre 500 mila utenti. Nft.Nyc, il primo evento globale dedicato agli Nft, ha raccolto oltre 5000 partecipanti a New York City alcune settimane fa, e alcuni tra i più seguiti personaggi su Twitter hanno comprato Nft per definire il proprio avatar nel metaverso (l’ultima tra queste, Paris Hilton).

Volume mensile di OpenSea (Foto: @rchen8 su Dune Analytics)

Il mercato degli Nft è enorme: gli scambi non avvengono solo su OpenSea, e non solo su Ethereum. Ci sono tanti altri marketplace e soprattutto tante altre blockchain in cui si possono creare, vendere e scambiare Nft. Così come con le criptovalute nel 2017, anche le collezioni di NFT sono una bolla, nel senso che la stragrande maggioranza perderà il 99% del suo valore dopo pochi mesi. Ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione per capire se un Nft terrà il suo valore di acquisto, ma prima è necessario descrivere il significato di alcuni termini:

  • Collezione Nft: è l’insieme di più Nft con caratteristiche comuni
  • Floor price: è il prezzo di acquisto dell’Nft con il prezzo più basso
  • Mint (verbo inglese): è l’azione di generare un nuovo Nft interagendo con lo smart contract
  • pfp (tutto minuscolo): è l’acronimo di profile picture.

Queste definizioni sono fondamentali per capire se un Nft manterrà il suo valore nel tempo, e se davvero ha senso acquistarlo. I criteri descritti in seguito non devono essere presi singolarmente, ma un’analisi corretta deve tenere conto di tutti i criteri contemporaneamente. (Nota: con il tempo le condizioni di mercato potrebbero cambiare, così come le dinamiche di interazione tra utenti e di percezione del valore, quindi questi aspetti sono solo indicativi e da intendersi come linee guida, non come istruzioni per l’uso).

Il tipo di collezione

Innanzitutto bisogna saper riconoscere la giusta collezione di Nft. Non tutte le collezioni sono destinate a diventare mainstream o ad avere uno scopo nel mondo crypto. Tendenzialmente, ci sono tre tipi di collezioni che negli ultimi 4 anni hanno riscosso crescente successo:

  • Collezioni di arte generativa: si creano solo con il mint sul sito dedicato alla collezione. Solitamente sono a quantità limitata (spesso 10 mila unità) e ogni unità ha una caratteristica unica e irripetibile nel tempo, generata da un algoritmo con delle variabili casuali. Un esempio è la collezione Art Blocks.
  • Collezioni ‘pfp’: collezioni di avatar generati con componenti predefiniti. Solitamente ristretta a 10 mila unità, è il tipo di collezione più conosciuto. L’immagine acquisita si mette come foto profilo sui vari social, soprattutto su Twitter dove negli Stati Uniti è già possibile collegarla all’NFT vero e proprio. Un esempio è il Bored Ape Yacht Club.
  • Collezioni di personaggi del metaverso: un Nft può anche rappresentare un personaggio da usare come avatar in un gioco nel metaverso, ad esempio in The Sandbox o Axie Infinity. Si può personalizzare e potenziare con altri Nft e token, e in questo modo aumenta di valore.

Floor price e volume

Il floor price è una grande indicazione dell’interesse del mercato verso una collezione: può essere identificato anche come il prezzo a cui si può liquidare l’Nft. In poche parole: se avete un Nft comprato a 1 Eth, per esempio, e dopo mesi la collezione ha un floor price di 2 Eth, allora vuol dire che ci sono ottime possibilità che, appena messo in vendita ad un prezzo di 2 Eth, qualcuno lo compri nel giro di poco tempo. Questo ragionamento vale se, insieme ad un alto floor price, c’è anche un volume consistente: più grande è il volume giornaliero, maggiore è la possibilità che uno degli scambi che genera quel volume possa essere il vostro.

Questa board su Dune Analytics è un ottimo modo per analizzare l’andamento dei floor price nel tempo per le collezioni più conosciute.

I metadati

A differenza di come si possa pensare, un Nft non è un certificato di un bene digitale, ma è il bene stesso. Tutti vi possono accedere, come tutti possono andare al Louvre a vedere la Monna Lisa, ma solo chi ha le chiavi può vederlo nella propria collezione, venderlo o anche affittarlo. Ma molti servizi di creazione di Nft, tra cui anche OpenSea, salva le informazioni dell’Nft (ovvero gli attributi e il contenuto) sui propri server, quindi se per qualsiasi motivo quegli stessi server dovessero andare offline, o se OpenSea dovesse fallire, quegli Nft non avrebbero più attributi né contenuto, e quindi nessun valore. Per questo, è necessario controllare che l’Nft che si sta acquistando sia salvato in rete in modo permanente, tramite servizi di memorizzazione decentralizzata come Ipfs o Arweave. Fortunatamente, piattaforme come la stessa OpenSea ora mostrano dei badge sugli Nft le cui informazioni sono salvate in modo permanente.

Il badge Permanent sugli Nft della collezione Bored Ape Yacht Club (Foto: OpenSea)

L’autore

Indipendentemente dal tipo di collezione, e in prospettiva per il futuro, il valore di un Nft è dato anche dalla sua storia di creazione. Se un artista sconosciuto ha realizzato una bellissima collezione di arte generativa con formule molto particolari, il floor price di quella collezione sarà comunque più basso di una collezione di Cozomo_de_Medici, aka Snoop Dogg, solo perché l’ha creata lui. Il valore aumenta in maniera correlata all’importanza del suo autore, e alla sua attività nel mondo crypto (Snoop Dogg è stato molto attivo come trader di Nft negli ultimi 12 mesi, per esempio).

La storia

È una questione di hype anche l’ultimo aspetto del valore di un Nft: la sua storia. Se un Nft è passato per il wallet di Paris Hilton o di Tom Brady, acquista automaticamente più valore perché la storia dei passaggi di proprietà è scritta indelebilmente sulla blockchain. È l’equivalente di comprare una maglietta indossata o firmata da un famoso calciatore.

Fonte : Repubblica