Vescovi filippini: anche a Manila l’accoglienza ai profughi ucraini

Sostegno dalla Conferenza episcopale all’ordine esecutivo con cui Duterte ha aperto alla possibilità di rifugio per chi scappa dal conflitto in Europa. Intanto nella società civile cresce il malcontento per la mancata condanna di Mosca in nome della neutralità proclamata dal governo di Manila. Ad alimentare le preoccupazioni il contenzioso con la Cina sui confini marittimi.

Manila (AsiaNews) – Anche la Chiesa filippina si sta attivando per la solidarietà internazionale e l’accoglienza dei profughi del conflitto in Ucraina. Dopo l’appello lanciato nei giorni scorsi dalla Conferenza episcopale cattolica filippina (Cbcp) a fermare le armi e avviare un dialogo che metta fine alle sofferenze della popolazione ucraina e l’avvio di specifiche iniziative di preghiera, il vice-presidente della Commissione per i migranti e gli itineranti della Cbcp, mons. Ruperto Cruz Santos, vescovo di Balanga, ha espresso il sostegno della Chiesa a iniziative concrete di ospitalità. In una conversazione con Radio Veritas, il presule ha parlato dell’Ordine esecutivo 163 firmato dal presidente Rodrigo Duterte per l’accoglienza ai profughi ucraini, come di “un nostro dono al mondo intero” che la Conferenza episcopale e il Centro Stella Maris sono pronte a sostenere.

Intanto, altre due voci autorevoli si sono unite alle molte che chiedono un ruolo più incisivo del Paese in questa emergenza. L’ex giudice della Corte suprema, Antonio Carpio, ha sollecitato il governo a unirsi alle pressioni internazionali su Mosca ritenendo che “una politica di difesa reciproca con altri Stati per consentite un equilibrio di forze”, sia “l’unico antidoto che uno stato debole possa utilizzare contro l’invasione o annessione di un potente Stato vicino”. Il riferimento più prossimo è alla Cina con cui Manila ha un lungo contenzioso sui mari di casa.

Di “deplorevole caso di neutralità tossica” da parte di Manila ha parlato invece Richard Heydarian, esperto di geopolitica e consigliere del governo. Sotto tiro è la politica della neutralità confermata dal presidente Rodrigo Duterte, peraltro ostile a rapporti strategici più stretti con il tradizionale alleato Usa. Si chiede un maggiore coinvolgimento che parta da “una presa di posizione morale”, suggerita da più parti sull’invasione e prevedere iniziative umanitarie anche sul territorio filippino che in passato ha ospitato un gran numero di profughi del conflitto indocinese.

Una linea che va raccogliendo consensi anche tra le forze politiche e nella società civile filippina che osserva con attenzione la situazione dei connazionali residenti in Ucraina ed è solidale con le difficoltà condivise oggi con il popolo ucraino. Per il dipartimento degli Affari esteri filippino sono finora 199 i cittadini dell’arcipelago evacuati dall’Ucraina, ma altri restano nel Paese o sono in viaggio verso la salvezza.

Fonte : Asia