Festa delle donne, il cortocircuito del Pd

Come ogni anno con l’avvicinarsi della giornata dei diritti della donna i sindaci della Capitale di centrosinistra provano spesso ad annunciarla con iniziative che hanno l’aspetto dei soliti spot elettorali anziché di vere e proprie proposte che potrebbero cambiare realmente la vita o la quotidianità delle donne.

Ma mai come quest’anno ho notato un cortocircuito in vista di questa giornata. Nella Roma targata Pd si pensa di promuovere le donne (se mai ce ne fosse davvero bisogno) attraverso l’aumento nei prossimi anni delle ‘quote rosa’ (ennesima discriminazione nei confronti delle donne, come se dovesse servirci una quota per garantire l’accesso nella vita amministrativa della città) nelle intitolazione di strade, piazze, parchi e aree pubbliche della Capitale. Per farla breve, sotto l’amministrazione Gualtieri le donne potranno continuare a sentirsi in pericolo ma almeno quelle strade avranno nomi di donne dall’importante valore storico. Ho capito bene?

Quindi dopo le battaglie sulla desinenza femminile da marcare anche in occasioni non richieste – una volta eletta ho saputo di essere consigliera e non consigliere dall’etichetta stampata fuori dalla porta del mio ufficio in Regione Lazio – arriva l’idea di incrementare “le quote rosa stradali” dopo che gli assessori alla Cultura e alle Pari opportunità del Comune di Roma scoprono che su 16.377 toponimi solo il 4% è intitolato a donne (il 48% a uomini e un altro 48% è “neutro”, cioè intitolato a luoghi, categorie, popoli e avvenimenti storici).

Ogni volta, in queste occasioni, il centrosinistra pensa più a come sopravvivere con spot elettorali dedicati alla giornata istituita che a vere e proprie iniziative che dovrebbero, a mio avviso, puntare su educazione e formazione per avviare una sensibilizzazione sul tema, investendo sul futuro e non solo per 24 ore. 

Anche per quest’anno così “abbiamo risolto” e ci vediamo tra 365 giorni con un’altra grande idea che cambierà di certo il futuro delle donne. Intanto il genere femminile aspetta…

Fonte : Roma Today