The Batman è il film sul Cavaliere Oscuro più fedele ai fumetti?

The Batman, il nuovo film scritto e diretto da Matt Reeves (vi consigliamo di dare un’occhiata alla nostra recensione di The Batman), porta sul grande schermo un nuovo Cavaliere Oscuro dopo che in questi anni si sono susseguite diverse incarnazioni della figura più iconica di Detective Comics. In quest’ottica è necessario comprendere la connessione che intercorre tra la creatura del regista di Cloverfield e i racconti DC che hanno dato i natali al supereroe tormentato di Gotham City.

In generale, The Batman, per come è stato realizzato a livello narrativo e registico, è una vera e propria lettera d’amore destinata ai fumetti del Crociato Incappucciato, che hanno plasmato bene o male l’evoluzione del personaggio al cinema, ma anche nelle serie televisive e videogiochi. Come dichiarato dallo stesso autore di The Batman, ci sono due fonti principali che hanno influenzato enormemente il lungometraggio e ci stiamo riferendo a due capisaldi dell’odissea fumettistica di Bruce Wayne ovvero Batman: Anno Uno (1987) di Frank Miller e David Mazzucchelli e Batman: Il Lungo Halloween (1996-1997) di Jeph Loeb e Tim Sale.

Il cineasta non ha solamente preso spunto dalle tematiche fondanti di questi due archi narrativi, ma in alcuni casi ha riprodotto sul grande schermo delle sequenze presenti proprio nei racconti in questione, dimostrando una dettagliata conoscenza e tanto studio del background del personaggio. Il risultato è affascinante perché se da un lato non tradisce l’origine e lo sviluppo del supereroe costruiti su pagine e pagine nel corso degli anni, al tempo stesso riesce ad innovare in modo diverso dal passato, staccandosi da Nolan, Burton e Schumacher.

Batman: Anno Uno, il marciume di Gotham City e un Cavaliere Oscuro alle prime armi

Batman: Anno Uno è un’opera simbolo del rinnovamento del Pipistrello armato di soldi e gadget futuristici e per capire meglio le origini della lettura dark e maledetta del Cavaliere Oscuro nei tempi moderni bisogna necessariamente partire da qui. Bruce Wayne torna nella sua città dopo un’assenza di due anni in cui si è allenato e ha meditato a lungo.

È pronto per la sua vendetta, a pattugliare ossessivamente le strade di Gotham City ripulendole dai criminali. In parallelo, anche il tenente Jim Gordon arriva nella metropoli: in passato ha fatto degli sbagli, ma vuole difendere gli innocenti seguendo un ligio codice etico, che va contro a tutte le autorità di Gotham, invischiate in loschi giri con la malavita locale. All’interno del fumetto abbiamo modo di conoscere da vicino l’anima più marcia e sporca della megapoli, con i suoi disonesti traffici, ma anche una versione di Batman ancora inesperta, che si è appena avviato alla carriera di giustiziere notturno: ancora acerbo, spaventato ed avventato. Ecco che quindi Gordon (ma anche Dent, il procuratore distrettuale) troveranno nel Cavaliere Oscuro un alleato perfetto per proteggere l’integrità morale della città, un triumvirato che viene ripreso anche ne Il Lungo Halloween ma che è messo in discussione.

All’interno di The Batman, Gotham City è centrale (e in questo c’è molto di Burton in realtà) ed è caratterizzata in linea con la visione di Miller: una città esteticamente affascinante e ricca che però nasconde, nel suo sottobosco, trame complesse in cui non esiste il conflitto tra il bene e il male e anche i più incorruttibili poliziotti vivono di sfumature. Proprio nell’Iceberg Lounge, di proprietà di Oswald Cobblepot A.K.A. Il Pinguino (Colin Farrell), Bruce Wayne (Robert Pattison) incontra Selina Kyle (Zoë Kravitz) che conosciamo con il nome di Catwoman: apparentemente una semplice cameriera e galoppina del boss.

Questo incontro non può che ricordare quello tra il protagonista e la gatta in Anno Uno che avviene sì in circostanze diverse (in un quartiere a luci rosse, con la Kyle che è una prostituta), ma che evoca le stesse sensazioni, ovviamente tenendo conto della differenza tra i contesti storici. Il Batman di Pattinson, con solo due anni di carriera da vigilante, ha la medesima furia vendicativa della controparte di Miller, non è ancora un eroe, ma un giustiziere che si abbatte contro i crimini della città, con violenza e terrore (ma senza uccidere). Lo spavento è la sua arma più efficace e anche i suoi errori sono figli dell’inesperienza che lo portano a compiere scelte discutibili e a combattere scontri più ardui delle sue capacità.

Batman: Il Lungo Halloween, un serial killer a piede libero e lo scontro-incontro con Catwoman

Batman: Il Lungo Halloween, arrivato qualche anno dopo Anno Uno, fa parte comunque di quella scia di rinnovamento di Batman con alcune interessanti novità.

Viene narrata la nascita di Due Facce (e sì, il Cavaliere Oscuro di Nolan ha preso a piene mani da qui) e al centro della storia c’è un crimine seriale che muove le fila, trasformando questo arco narrativo in un raffinato noir investigativo. Il supereroe, all’inizio della sua attività, con l’aiuto di Gordon e Dent indaga su alcuni atroci omicidi perpetrati da un killer soprannominato Festa (Holiday in originale) che uccide membri della famiglia Falcone e Maroni durante le ricorrenze annuali partendo proprio da Halloween. Alla trama principale si intrecciano le apparizioni dei più noti antagonisti del pipistrello e un incontro-scontro con Catwoman, con Selina che delle origini diversissime dall’opera di Miller.

The Batman, se da Anno Uno ha ripreso la caratterizzazione di Gotham e la psicologia dell’Uomo Pipistrello, da Il Lungo Halloween ha catturato a piene mani il tono, un adrenalinico giallo (con picchi sopraffini da thriller) e una serie di chicche fumettistiche davvero ben contestualizzate (vi invitiamo a recuperare i 10 migliori easter egg nascosti in The Batman). Cominciamo con il dire che l’Enigmista in questa pellicola (inedito dal punto di vista estetico e riletto in grande parte da Reeves) sostituisce quello che era Festa nell’opera originale, non uccidendo durante le festività, ma colpendo bersagli ben precisi che simboleggiano la corruzione della città (nel fumetto tutti malavitosi, in questo caso tutti esponenti delle autorità invischiati in oscuri traffici).

Se è anche vero che la sfida aperta nei confronti di Batman è pura invenzione del film, che da questo punto di vista riprende Seven di David Fincher, il resto ricorda tantissimo lo straordinario antagonista de Il Lungo Halloween e anche il complicato incastro della storia, ricco di colpi di scena e misteri che si svelano in modo procedurale, sembra portare sul grande schermo le pagine dell’opera di Loeb e Sale. Anche il rapporto tra Catwoman e Batman sembra echeggiare quello visto nella versione fumettistica, con la coppia che si punzecchia a vicenda con una relazione di amore-odio efficace e dinamica.

Sempre a proposito della Kyle, nel lungometraggio scopriamo che è figlia di Carmine Falcone, elemento che è solo suggerito ne Il Lungo Halloween e che è invece cardine sia di Vittoria Oscura che di Catwoman: Vacanze Romane, due miniserie sequel. In conclusione, non sono da da sottovalutare anche le ispirazioni visive della versione cartacea: vi sono un paio di sequenze che sono riportate pari pari come accadono nelle pagine, con un caso eclatante rappresentato dal salvataggio di Falcone (John Turturro) da parte di Thomas Wayne (che però all’interno dell’opera filmica ha dei risvolti alternativi che rileggono in modo funzionale la mitologia di Batman).

Fonte : Everyeye