Cittadini cinesi bloccati in Ucraina criticano la lenta reazione di Pechino

L’ambasciata cinese ha suggerito ai connazionali di prendere treni verso i Paesi confinanti. Un cinese ferito da un colpo di pistola: ora è ricoverato in ospedale. Pechino nega la morte di studenti cinesi e continua a censurare i discorsi online contro la guerra.

Roma (AsiaNews) – I cittadini cinesi bloccati in Ucraina dopo l’invasione russa hanno criticato la lenta reazione delle proprie autorità. Gli studenti cinesi, soprattutto sul web, si sono lamentati dell’indifferenza dell’ambasciata. Un video che circola online mostra una studentessa piangente mentre chiama la sede diplomatica a Kiev: un funzionario le risponde che non erano in grado di aiutarla, suggerendo di andare alla stazione ferroviaria da sola.

Il governo cinese ha dichiarato ieri che la maggior parte dei propri cittadini ha lasciato l’Ucraina. L’evacuazione sta andando avanti però con difficoltà. La statale CCTV  ha confermato che un cinese è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco mentre cercava di scappare: ora è ricoverato in ospedale. I media ucraini sostengono che l’esercito russo abbia bombardato l’Accademia statale di cultura di Kharkiv, causando la morte di quattro studenti cinesi. Notizia smentita dal ministero cinese degli Esteri.

Il 2 marzo l’ambasciata cinese ha organizzato degli autobus per portare i propri connazionali – compresi i loro familiari di altra nazionalità – nella vicina Moldavia. Secondo l’ambasciata, almeno 6mila cittadini cinesi si sono registrati per fuggire dall’Ucraina. I media ufficiali cinesi dicono anche che c’erano “voli charter” dalla Cina alla Romania per riportare indietro i connazionali. Il sito web dell’ambasciata cinese in Romania parla però solo di “volo temporaneo”, con i prezzi determinati dalle compagnie aeree.

Date le informazioni e l’intelligence fornita prima della guerra, le missioni diplomatiche della maggior parte dei Paesi hanno abbandonato l’Ucraina e invitato i loro cittadini a fare lo stesso. Le autorità cinesi avevano annunciato l’organizzazione di voli charter per riportare i cittadini cinesi in patria dopo lo scoppio del conflitto, affermato in modo enfatico che i connazionali di Hong Kong, Macao e Taiwan potevano salire sui voli. Il piano è stato annullato a causa della chiusura dello spazio aereo ucraino.

Il governo di Taiwan ha organizzato però un autobus e trasportato i propri cittadini in Polonia. Le discussioni sull’operazione di evacuazione condotta da Taipei sono censurate in Cina. Alcuni utenti web dicono che il loro account WeChat (una nota app cinese di messaggistica) è stato bloccato dopo aver parlato del trasferimento dei taiwanesi.

Le autorità cinesi censurano anche le osservazioni degli studenti cinesi in Ucraina, che oltre a lamentarsi dello scarso aiuto della propria ambasciata, raccontano la vera condizione in cui si trova l’Ucraina. La Cina non appoggia pienamente l’azione bellica di Putin, ma evita di condannarla pubblicamente, controllando in modo ferreo il dibattito pubblico sul conflitto. 

Alla recente cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali di Pechino, nel suo discorso il presidente del Comitato paralimpico internazionale, Andrew Parsons, ha denunciato la guerra e chiesto la pace. La tv pubblica cinese non ha tradotto le parti del suo intervento che richiamavano il conflitto in Ucraina, abbassando anche il volume e fermando l’interprete del linguaggio dei segni. Sempre nello sport, la Cina ha smesso di mandare in onda le partite di calcio della Premier League inglese e della Bundesliga tedesca, perché trasmettono messaggi a sostegno dell’Ucraina.

Jin Xing, una ballerina transgender e conduttrice televisiva con oltre 13 milioni di seguaci su Weibo (il Twitter cinese), ha pubblicato un post scagliandosi contro “un pazzo uomo russo”: un chiaro riferimento a Putin. Le autorità hanno rimosso poi il post di Jin Xing e oscurato il suo account Weibo per “aver violato la legge”.

In un altro caso, l’ambasciata canadese a Pechino aveva esposto manifesti sul muro per esprimere sostegno all’Ucraina. Su uno dei cartelloni sono state spruzzate volgarità con vernice rossa. I discorsi pro-Russia e i commenti di scherno sull’Ucraina hanno causato un sentimento anti-cinese in Ucraina e messo in pericolo i cittadini cinesi bloccati nel Paese sotto attacco russo. Al riguardo, i social network cinesi hanno iniziato a rimuovere anche i messaggi aggressivi contro l’Ucraina.

Fonte : Asia