La prima, mitica riunione dell’Homebrew Computer Club della Silicon Valley

Se ci fosse un compleanno del personal computer, un giorno da celebrare perché quel giorno è davvero iniziato tutto, quel giorno sarebbe il 5 marzo del 1975. Prima riunione dell’Homebrew Computer Club.

In questo Almanacco l’abbiamo già citata almeno un paio di volte (qui e qui). Ma nulla vale come il racconto in prima persona di uno dei maggiori artefici di quella stagione, Steve Wozniak, che sul tema una volta ha detto: “Senza i computer club, non ci sarebbero stati i computer della Apple probabilmente”. Il mago di Woz, questa storia l’ha raccontata nei dettagli nella sua autobiografia, che vi invitiamo a leggere, e da cui sono presi alcuni estratti. Ma prima vorrei rileggere il biglietto di invito, un testo prestampato. Questo: “Are you building your own computer? Terminal? TV Typewriter? I/O device? or some other digital magic box? Or are you buying time on a time-sharing service? If so, you might like to come to a gathering of people with like-minded interests. Exchange information, swap ideas, talk shop, help work on project, whatever… We are getting together Wednesday nite, March 5th, 7 pm, at the home of Gordon French 614 18th Ave., Menlo Park (near Marsh Road). If you can’t make this time, drop us a card for the next meeting. See ya there”.

Poi, nel biglietto conservato da Wozniak, c’erano due aggiunte a mano: “Steve”, in alto a sinistra, come intestazione; e alla fine “Hope you can make it, there will be other Altair builders there” (l’Altair 8880 era il computer di cui tutti parlavano come vedremo). Firmato: Allen Baum.

Ma ecco le parole di Wozniak: “Vi posso raccontare qual è stato il giorno in cui tutto è cominciato, quando secondo me è partita la rivoluzione del computer, quella rivoluzione che ha cambiato la nostra vita. La scintilla scattò durante la prima riunione di uno strano gruppo di persone appassionate di tecnologia chiamato Homebrew Computer Club nel marzo del 1975. Era tutta gente simile a me. La maggior parte di loro era giovane e aveva il tipico atteggiamento dell’ingegnere; nessuno aveva un bell’aspetto. Già, infatti stiamo parlando di ingegneri, ricordatevelo. Ci incontravamo nel garage di un ingegnere disoccupato chiamato Gordon French…”.

“Circa trenta persone presenziarono a quella prima riunione nel garage a Menlo Park. Era freddo e stava pioviginando, ma lasciarono aperta la porta del garage e sistemarono le sedie all’interno. Così mi sedetti lì e ascoltai la lunga discussione… Parlavano di un computer basato su un microprocessore che veniva venduto in kit. Tutti ne sembravano entusiasti. Qualcuno aveva la rivista Popular Electronics, sulla cui copertina c’era in bella vista la foto di quel computer. Era chiamato Altair, prodotto da un’azienda del New Mexico di nome Mits. Si potevano acquistare tutti i pezzi necessari e, una volta assemblati, avevi il tuo computer. Mi resi conto che tutte quelle persone erano in realtà fanatici dell’Altair e non appassionati di video terminali come credevo io…”.

“Mi sentivo proprio a disagio e fra me e me stavo maledicendo Allen Baum per avermi portato lì. Io non mi sentivo parte di quel mondo. Poi facemmo il giro delle presentazioni e quando fu il mio turno dissi sono Steve Wozniak, lavoro alla Hewlett-Packard, mi occupo di calcolatrici e ho progettato un videoterminale. Forse aggiunsi qualche altro dettaglio, ma ero così emozionato di parlare in pubblico che non ricordo proprio cosa possa aver detto…”.

“Dopodichè, scrivemmo su un foglio il nostro nome, in cosa eravamo principalmente interessati e quali erano le nostre particolari abilità, in modo da rendere queste informazioni note a tutto il gruppo (questo documento è ora di pubblico dominio e dovrebbe essere reperibile online). Su quel foglio scrissi anche che ho molto poco tempo libero. Non è divertente?…”.

“A ogni modo, anche se non mi sentivo integrato in quel gruppo, accadde un evento fortunato: un ragazzo iniziò a distribuire le specifiche tecniche di un microprocessore 8008 di un’azienda canadese, un clone dell’Intel 8008. Portai a casa quella documentazione, pensando che almeno avrei imparato qualcosa… Così compresi cosa effettivamente fosse l’Altai, il computer per il quale c’era tutto quel grande entusiasmo alla riunione. Era del tutto simile al Cream Soda Computer che avevo progettato cinque anni prima. Quasi identico, se non per il fatto che l’Altair era basato su un microprocessore mentre la mia Cpu impiegava diversi chip…”.

“Quella notte, la notte dopo la prima riunione dell’Homebrew Club, l’intera visione del personal computer era già sbocciata nella mia mente. Tutto fu improvvisamente chiaro. È andata proprio così… Quella stessa notte iniziai a buttare giù su carta il progetto di quello che sarebbe diventato l’Apple I”.

Fonte : Repubblica