Putin spaventa i romani: è corsa per costruirsi un bunker antiatomico

La crisi internazionale, i bombardamenti in Ucraina, le minacce all’Europa da parte del presidente russo Vladimir Putin: il timore di un conflitto nucleare è sempre più percepito e c’è chi pensa a come farsi trovare pronto. Sembra assurdo, ma in tanti da Roma stanno contattando le aziende che realizzano i rifugi antiatomici per un preventivo. 

Una delle principali società esperte nel settore, con un’esperienza ventennale e collaborazioni con l’Esercito e la Nato, si trova a Mantova e dal giorno dopo l’inizio dell’invasione russa in Ucraina sta ricevendo centinaia di richieste al giorno: “Solo questa mattina trenta telefonate e venti mail – racconta Giulio Cavicchioli, il titolare – e il trend non accenna a rallentare. Siamo in tre in azienda, il lavoro è diventato enorme da smaltire”. 

A quanto racconta l’esperto di bunker, inizialmente erano soprattutto i romani a chiedere lumi: “Molte richieste, sicuramente – conferma – ma poi piano piano ci si è spostati sempre più verso il nord. Purtroppo la gente ha iniziato ad agitarsi giorno dopo giorno”. Ma cos’è che chiedono? “Come fare a costruire un rifugio antiatomico – prosegue Cavicchioli – se serve un progetto, se i costi sono sostenibili. A chiamare da Roma erano soprattutto liberi professionisti, per esempio avvocati. Ma col tempo la platea si è differenziata molto”. Addirittura, dalla Sardegna, ha chiesto informazioni anche un pastore. 

I romani, però, non sanno che un bunker non è semplicemente scavare un buco sotto terra: “Ci vogliono settimane – sottolinea Cavicchioli – solo per le autorizzazioni comunali 60 giorni, per ricevere il materiale altri 60. I costi per una famiglia di quattro persone vanno dai 35.000 agli 80.000 euro”. Più o meno come un box auto a Monteverde, ma molto più sicuro. 

Fonte : Roma Today