“Gualtieri vuole dare casa agli occupanti abusivi e agli amici degli amici”

L’intenzione del Campidoglio di ampliare la platea di coloro che possono beneficiare di un alloggio popolare al di fuori della graduatoria (occupanti, nuclei sotto sfratto ma anche vittime di calamità, tra i vari) ha scatenato la reazione feroce delle opposizioni. Già all’indomani del nostro articolo sono esplose reazioni nel centrodestra, poi diventate ufficiali nel corso della commissione patrimonio che si è tenuta venerdì 4 marzo.  Le posizioni contrarie, insomma, non si sono fatte attendere. 

M5S: “Zevi non torni indietro rispetto a delibera Raggi”

“Stamattina in commissione patrimonio la maggioranza ha reso chiaro il suo intendimento – denunciano Daniele Diaco del M5S e Antonio De Santis della Civica Raggi – di voler superare la delibera 131 del giugno 2021, ampliando di conseguenza la platea di cittadini che possono accedere ad alloggi popolari nel territorio di Roma ,anche agli occupanti abusivi. Con questa mossa Gualtieri e i suoi danno il via alla tutela degli occupanti abusivi a scapito di chi attende per anni una casa nella legittima lista d’attesa. Noi invece continueremo a batterci, come già fatto nei precedenti cinque anni di consiliatura, per agevolare veramente chi è in graduatoria e aspetta da anni un alloggio. Siamo per la legalità sempre e comunque e contro le occupazioni abusive e speriamo che il neo assessore al Patrimonio Tobia Zevi non torni indietro rispetto alla strada tracciata dalla nostra amministrazione”. 

Lega: “Beffa targata Pd”

“Il sindaco di Roma Gualtieri – si è aggiunta al coro anche Laura Corrotti, consigliera regionale della Lega – è pronto ad allinearsi a Zingaretti per mettere più alloggi a disposizione degli abusivi. È l’ennesima beffa targata Pd a chi attende da anni in graduatoria per un alloggio popolare che decide di sfruttare una legge regionale che prevede di riservare il 10% del totale degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a coloro non in possesso dei requisiti e oggi il centrosinistra tenta di aumentare ancora questa stessa quota dedicata agli occupanti. Una decisione pericolosa che rischia di far passare il messaggio che nella Capitale anziché mettersi in fila e attendere il proprio turno, convenga alla fine non rispettare la graduatoria per ottenere prima una casa grazie ad una legge ad hoc che favorisce chi non rispetta la legge”. 

Fabrizio Santori, consigliere della Lega, ha preso parte alla seduta come esterno: “Considero la delibera Raggi del 2021 e la legge regionale improprie, illegittime e inaccettabili – ha dichiarato – perché danno le case in deroga, calpestando i diritti dei cittadini che dovrebbero avere tutti le stesse possibilità. La volontà della maggioranza di ampliare addirittura quanto già deciso dalla precedente amministrazione non può passare, noi ci opporremo e anzi proporremo di abolire le delibere già esistenti”. 

FdI: “Case agli amici degli amici”

Non si fa attendere nemmeno la posizione di Fratelli d’Italia, tramite il presidente della commissione Trasparenza Andrea De Priamo: “Il Pd a Roma apre un canale preferenziale per l’assegnazione di alloggi e immobili a tutte quelle realtà occupate afferenti all’estrema sinistra – la bordata del consigliere – che potranno tranquillamente scavalcare le migliaia di famiglie che si trovano in difficoltà economica e hanno regolarmente fatto richiesta di un’assegnazione per una unità abitativa. Secondo la maggioranza che sostiene Gualtieri, per avere un immobile è più utile aver occupato illegalmente uno stabile che aver presentato una regolare domanda. Spiegassero la loro distorta e faziosa visione dell’edilizia residenziale popolare a tutti quei cittadini che, senza colorazione politica alcuna e senza copertura i chi gestisce le occupazioni abusive a Roma, si trovano in situazione di indigenza e da anni attendono un alloggio. Noi, in aula Giulio Cesare, daremo battaglia contro questo provvedimento affinché le case vengano assegnate a chi ha realmente bisogno, e non agli amici degli amici”.

La replica del Pd: “Nessun aumento, ci adeguiamo a legge regionale”

Dopo la commissione, il presidente della commissione ed esponente Pd Yuri Trombetti respinge le accuse: “Nessuna beffa da parte nostra – scrive in una nota – perché non è previsto un aumento della quota dedicata agli occupanti, ma un adeguamento della normativa comunale a quella regionale facendo passare l’aliquota da 15 a 25 e stabilendo anche che la percentuale verrà calcolata su tutte le case, non solo su quelle comunali”. “Ricordiamo infine alla consigliera regionale Corrotti – conclude Trombetti – che questa norma del 10% è stata mutuata nel Lazio da una legge della regione Veneto, che è governata proprio dal centrodestra e dalla Lega. Evitiamo le polemiche strumentali che servono solo a fare confusione e ad alimentare dubbi inutili. I romani hanno bisogno di concretezza”. 

Fonte : Roma Today