Tumori: probiotico potrebbe potenziare l’efficacia dell’immunoterapia. Lo studio

Migliorare l’efficacia dei trattamenti di immunoterapia anticancro aggiungendo un probiotico, chiamato CBM588. È la possibilità paventata da un nuovo studio condotto da Sarah Highlander del Translational Genomics Research Institute (TGen), a Phoenix, che rientra in un filone di ricerche che negli ultimi anni hanno evidenziato come modulando la composizione del microbiota intestinale, cioè l’insieme di microorganismi che popolano il nostro intestino,  si possa aumentare la risposta alle terapie oncologiche. I risultati dello studio, pubblicato sulle pagine della rivista specializzata Nature Medicine, indicano che aggiungendo un probiotico (un cocktail di 5 componenti) all’immunoterapia sarebbe possibile potenziare la risposta antitumorale in pazienti con tumore del rene in fase avanzata con metastasi.

Lo studio su 29 pazienti oncologici

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Lo studio ha coinvolto 29 pazienti oncologici, a cui è stato chiesto di assumere per bocca il probiotico CBM588, contenente ad esempio dei bifidobatteri, contemporaneamente agli immunoterapici. Dal confronto con un gruppo di controllo è emerso che questi pazienti rispondevano meglio e più a lungo all’immunoterapia. I ricercatori hanno, inoltre, osservato che l’efficacia dell’immunoterapia sembrava migliorare con l’aumento della presenza di bifidobatteri nelle feci. Legame che secondo il team di ricerca potrebbe confermare la presenza di un’associazione diretta, seppur al momento sconosciuta, tra il probiotico assunto e la risposta alle terapie contro il tumore. Saranno necessari ulteriori studi su un campione più variegato e amplio di pazienti per verificare ulteriormente l’efficacia del probiotico CBM588 nel potenziare l’immunoterapia.

Tumori e immunoterapia, il ruolo chiave del microbiota intestinale

Ulteriori conferme sul ruolo del microbiota intestinale nel modulare l’efficacia dei trattamenti di immunoterapia arrivano da un’ampia ricerca internazionale, coordinata da un gruppo di ricerca dell’Università di Trento e dell’Istituto europeo di oncologia, guidato dal professor Nicola Segata, in collaborazione con altri gruppi di ricerca nei Paesi Bassi e Regno Unito. Lo studio “mostra che studiare il microbiota è importante per poter migliorare e personalizzare i trattamenti immunoterapici per il melanoma, ma allo stesso tempo suggerisce che, considerando anche la variabilità da persona a persona del microbiota intestinale, sono necessari studi ancora più ampi per capire quali siano le caratteristiche principali che conferiscono al microbiota una maggiore probabilità di attivare una risposta positiva all’immunoterapia”, ha spiegato Nicola Segata, sottolineando che diversi “studi già pubblicati dimostrano che la dieta, ad esempio attraverso l’assunzione di molte fibre, gioca un ruolo importante in questo senso”.

Fonte : Sky Tg24