Terapie intensive e ricoveri, i dati Iss: quali Regioni vanno verso zona arancione e zona rossa

14 Gennaio 2022

Terapie intensive e aree mediche degli ospedali si riempiono sempre più di malati Covid. Diverse Regioni rischiano concretamente la zona arancione nelle prossime settimane e, se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, persino la zona rossa.

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Sempre più Regioni vanno verso la zona arancione o la zona rossa. I dati dell’Istituto superiore di sanità parlano chiaro: c’è un ulteriore peggioramento della situazione epidemiologica, l’incidenza aumenta ancora, l’indice Rt pure e gli ospedali continuano a riempirsi di malati Covid. La pressione non è ancora altissima, ma comincia a diventare preoccupante, tanto che le Regioni chiedono di cambiare il modo di conteggiare i positivi. C’è chi dice lo facciano per evitare le restrizioni. Intanto, dopo il monitoraggio Iss di questa mattina, il ministro della Salute ha firmato un’ordinanza che sposta la Campania in zona gialla e la Valle d’Aosta in zona arancione a partire da lunedì 17 gennaio. Ma, guardando i dati, appare evidente che la situazione potrebbe peggiorare ancora nelle prossime settimane e che – salvo cambi nel metodo di conteggio – diverse Regioni potrebbero finire presto in zona arancione, se non in zona rossa.

Terapie intensive e ricoveri, i dati Regione per Regione

La tabella del monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità non lascia spazio a interpretazioni: l’incidenza dei casi Covid è altissima in tutte le Regioni. A livello nazionale è 1988 casi ogni 100mila abitanti, ma se guardiamo la Sardegna – che ha il dato più basso – è 553,7. Per capirci: la soglia di ingresso in zona gialla è 50. In questa fase diventano perciò ancora più decisivi i tassi di occupazione degli ospedali, in terapia intensiva e in area medica. Le soglie per la zona gialla sono rispettivamente 10% e 15%, per la zona arancione 20% e 30%, per la zona rossa 30% e 40%. Di seguito la tabella del monitoraggio Iss.

Le Regioni che rischiano la zona arancione e la zona rossa

A decidere il passaggio in zona arancione ed eventualmente in zona rossa sono i parametri di terapia intensiva e area medica. Per ora solo la Valle d’Aosta passa in arancione, ma ci sono molte altre Regioni a rischio: la Calabria ha l’area medica piena al 38,7% (limite arancione è 30%, rosso è 40%), ma in terapia intensiva è al 17,5%; il Friuli Venezia Giulia è al 28,9% in area medica e quindi resta giallo, ma in terapia intensiva è da arancione, con il 23,4% dei posti letto occupati da pazienti Covid; la Liguria è al 37,3% in area medica, ben oltre la soglia arancione e più vicina a quella rossa, ma resta al 17,7% in terapia intensiva; anche la Lombardia è oltre l’arancione in area medica con il 33,3%, ma in terapia intensiva è al 16,8%.

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E ancora: le Marche sono messe meglio in area medica con il 26,3%, ma in terapia intensiva sono quasi da rosso con il 28,2%; stesso discorso vale per la Provincia di Trento, che ha il 24,8% in area medica e il 27,8% in terapia intensiva; anche il Piemonte è sotto la soglia arancione in area medica con il 28,4% e sopra quella della terapia intensiva con il 23,2%; la Sicilia è da arancione in area medica con il 33,9%, ma si salva per un soffio in terapia intensiva con il 19,4%; l’Umbria ha l’area medica da arancione con il 32,3%, ma resta bianca in virtù delle terapie intensive piene al 9,4%; la Valle d’Aosta passa in arancione, ma ha l’area medica da rosso con il 53,5% (il limite è 40%) e la terapia intensiva al 21,2%.

Vista la situazione che continua a peggiorare e dato che una maggiore incidenza causa – nei giorni successivi – un aumento della pressione sugli ospedali, non è difficile immaginare che nelle prossime settimane sempre più Regioni finiranno in zona arancione. E, se dovesse aumentare di molto il tasso di occupazione, alcune potrebbero finire persino in zona rossa.

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Fonte : Fanpage