Raggi rimpiange il “suo” ufficio Rom: “Gualtieri lo ripristini, abbiamo lavorato bene”

Virginia Raggi rivendica il lavoro dell’ufficio speciale Rom, Sinti e Camminanti istituito nel 2017 sotto la sua consiliatura e chiuso da Roberto Gualtieri: non è infatti parte della “macrostruttura” disegnata dal neosindaco e approvata la scorsa settimana in Aula Giulio Cesare. Lo fa durante il suo intervento da membro della commissione Politiche Sociali che si è tenuta oggi, martedì 7 dicembre, in via Petroselli. 

La versione di Raggi

“L’ufficio Rom lo abbiamo voluto per centralizzare le varie competenze – ha detto l’ex sindaca e oggi consigliera Cinquestelle – e alleggerire il Dipartimento dalle molteplici incombenze che si trova a gestire. Grazie a questo ufficio abbiamo superato ben 6 campi, stipulando patti di solidarietà e collaborazione con tutti quei nuclei familiari che volevano essere inclusi e comportarsi come si dovrebbe al di fuori degli insediamenti. Siamo riusciti a ricollocare tutti i nuclei e recuperato molti minori che oggi frequentano la scuola e in collaborazione con Guardia di Finanza e forze dell’ordine abbiamo individuato situazioni patrimoniali ben consistenti tra coloro che invece non volevano firmare questi patti”. 

La richiesta: “Riaprire l’ufficio”

Detto questo, Raggi ha invitato l’assessora Barbara Funari – ospite della commissione all’inizio della quale ha esposto in sintesi le sue linee programmatiche, in gran parte anticipate in un’intervista a Roma Today – a “ripristinare l’ufficio speciale”. Invito che è stato, seppur con grande cortesia e diplomazia, rispedito al mittente dall’assessora stessa: “Il patrimonio di competenze e personale che ha lavorato in quell’ufficio non è stato disperso, ma è tornato in capo al Dipartimento Politiche Sociali”. 

I risultati ottenuti

L’ufficio di scopo Rom, Sinti e Camminanti è stato istituito nel luglio 2017 con la delibera 102 e in quattro anni ha visto alternarsi tre dirigenti: prima Michela Micheli per due anni (lasciò nel 2019 dopo il caso di Torre Maura), poi Claudio Zagari per un solo anno, allontanato dalla stessa Raggi e infine da Barbara Luciani, ex Comandante della Polizia Locale di Frascati. E tra un dirigente e l’altro, i risultati non sono stati brillanti: all’inizio del Piano Rom dell’amministrazione pentastellata erano 13 i campi, tra istituzionali e tollerati, ma ne sono stati effettivamente chiusi meno della metà e in alcuni casi non attraverso progetti di reale superamento ma con sgomberi forzati: l’ultimo intervento è stato il 23 settembre a La Barbuta, gradualmente svuotato nei mesi precedenti, con tanto di diretta televisiva della Raggi stessa a “Mattino Cinque”.

145 sgomberi in 4 anni

La stessa sorte anche per Foro Italico e via Schiavonetti, con prevedibili conseguenze sociali sui territori limitrofi. Centinaia di persone (bambini inclusi), rimaste senza dimora, si spostano da un accampamento abusivo all’altro. In quattro anni, come ricorda anche l’Associazione 21 Luglio, sono stati eseguiti 145 sgomberi forzati di campi, villaggi attrezzati, insediamenti tollerati e micro-insediamenti per un costo, secondo i calcoli della onlus, di oltre 4 milioni di euro di soldi pubblici.

Fonte : Roma Today