Roma Metropolitane, il Campidoglio punta al rilancio: “Stop liquidazione, poi ricapitalizzazione”

“Roma Metropolitane deve essere uno dei punti centrali della nuova mobilità. Sarà rafforzata e non più messa in liquidazione” – è questa la promessa che arriva del neo assessore ai Trasporti di Roma, Eugenio Patanè, nel corso della prima riunione della commissione Mobilità della nuova consiliatura.

Il rilancio di Roma Metropolitane: “Stop liquidazione”

Tra i punti affrontati la condizione disastrata di Roma Metropolitane: la società partecipata, in liquidazione, che si occupa della manutenzione e della progettazione delle linee metro della Capitale. 

Il Campidoglio ne vuole il rilancio. “Diventerà la nuova stazione appaltante di Roma ma non solo per le Metropolitane bensì per infrastrutture varie, dai tram agli impianti a fune fino ai corridoi. Prima dobbiamo risolvere un contenzioso che deriva da una decisione scellerata dovuta ad una clausola che scarica verso il Comune tutti i danni. Dobbiamo mettere a posto questa situazione. Se gestiamo il contenzioso e portiamo la lista delle opere con una delibera – ne è certo Patanè – possiamo uscirne”. L’idea è quella di procedere poi ad una ricapitalizzazione, rimettendo in bonis la società. “Parliamo di commesse per 10 miliardi in 10 anni. Poi arriverà anche un nuovo contratto di servizio”. 

La crisi di Roma Metropolitane e dei suoi lavoratori

Ossigeno promesso dunque per Roma Metropolitane e per i lavoratori che negli ultimi anni hanno vissuto una situazione di crisi profonda e incertezza. 132 tra tecnici e staff quelli in cassa integrazione. Dipendenti che “a tutt’oggi – denunciano Danilo Lorenzi, della Fit-Cisl del Lazio, e Vincenzo Ceravolo, Rsa della Fit-Cisl del Lazio per Roma Metropolitane – sono ancora in attesa del pagamento degli importi degli ammortizzatori sociali riferiti a luglio, agosto e settembre scorsi e, dopo questo primo intervento, peraltro rigettato dall’INPS, l’Istituto sta ancora valutando l’istruttoria su un secondo intervento richiesto, con le intuibili pesantissime ricadute economiche sui lavoratori e sulle loro famiglie”.  Malgrado tutto ciò, sottolineano ancora i sindacalisti, “il senso di responsabilità e la professionalità dei lavoratori ha comunque prevalso, garantendo la continuità del servizio ottenendo risultati importanti e lavorando in molti casi a ‘titolo gratuito’ su commesse non commissionate e quindi, come tali, non remunerate”. 

I sindacati avvertono il Comune: “Serve stagione di garanzie”

Uno sforzo da premiare attraverso la rapida uscita della società dalla liquidazione e l’elaborazione di un serio piano di rilancio dell’azienda: i sindacati, con una città che proprio in questo periodo dimostra tutta la sua carenza, chiedono pure una ‘cura del ferro’. “Il piano sulle metropolitane (per il completamento della Linea C, per il prolungamento della Linea A oltre Battistini e della Linea B da Rebibbia a Casal Monastero e per il recupero del progetto della Linea D) e sui tram (quello tra il Verano e la Stazione Tiburtina, il TVA, quello lungo la Palmiro Togliatti e la linea Termini- Giardinetti) possono rappresentare un’occasione di rilancio, investimenti, programmazione e organizzazione per l’azienda. Auspichiamo quindi l’avvio di una nuova stagione di collaborazione che dia, con il rilancio di Roma Metropolitane, una nuova prospettiva alle lavoratrici e ai lavoratori, all’azienda e alla mobilità della città, consentendo alla Capitale di riprendersi il ruolo che merita, recuperando il divario creatosi con le altre capitali mondiali negli ultimi anni, riconoscendo al lavoro di Roma Metropolitane – sottolineano Lorenzo e Ceravolo – un ruolo centrale nell’elaborazione e nella realizzazione dei progetti di rilancio della città, a partire da quelli realizzabili con i fondi del PNRR”.
 

Fonte : Roma Today