Barba, capelli e dose: così a Palermo si vaccina anche un no-vax 

AGI – Barba, capelli e vaccino, una formula vincente se è riuscita a far breccia persino tra le resistenze di un no-vax.  Dal 2 dicembre all’ingresso del centro benessere di via XX Settembre, a Palermo, all’elenco dei prenotati si è aggiunta, inaspettatamente, l’adesione di un cittadino che ha chiesto la prima dose. Una richiesta che si somma alle oltre 35 raccolte in queste ore per partecipare all’iniziativa – lanciata da Nunzio Reina, parrucchiere palermitano responsabile area produzione e benessere di Confesercenti Sicilia – che prevede la possibilità di ricevere il vaccino anti-Covid dal barbiere e dal parrucchiere.

“Oggi è andata benissimo – racconta ad AGI con orgoglio Reina – perché le persone qui trovano un ambiente diverso, più familiare, e si lasciano andare”. Diversi clienti, in realtà non erano a conoscenza della singolare iniziativa, ma hanno scelto di partecipare con entusiasmo. “Il massimo l’abbiamo raggiunto con la presenza di un signore che non si era mai vaccinato“, aggiunge. 

Un risultato positivo, confermato da Rosario Iacobucci, il responsabile hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo del capoluogo: “In totale abbiamo portato con noi circa una trentina di dosi e per la maggior parte dei casi si è trattato di richiamo, a eccezione di un signore sui 50 anni che si è presentato all’ingresso di buon mattino senza alcun preavviso”. Tutto si è svolto con molta regolarità e l’equipe sanitaria, composta da due medici, un infermiere e due amministrativi, si è occupata di tutte le procedure,  dall’anamnesi al rilascio della certificazione”.     

Uno scenario inconsueto, tra lozioni e dopobarba che non ha turbato più di tanto i sanitari ormai abituati a operare nei luoghi più disparati. “In realtà da quando è cominciata la stagione estiva, siamo stati nei mercati e nelle pizzerie – ha confermato Iacobucci – per noi quindi non è inusuale, sicuramente è una buona forma di prossimità e in futuro il vaccino deve entrare sempre più nelle nostre normali abitudini di vita”.     

In molti, tuttavia, sono clienti abituali, come racconta Vincenzo Cefalù, 48 anni, mentre è seduto sulla poltrona con il viso ancora insaponato: “Ho approfittato subito di questa iniziativa eccezionale per il richiamo della terza dose. Reputo sia una soluzione eccellente, che fa risparmiare del tempo e rende tutto più semplice e normale, come dovrebbe essere la vaccinazione in questo momento storico”. Un esperimento al momento unico ma che potrebbe anche ripetersi, questo almeno l’auspicio di Reina: “Sarebbe bello che questo progetto venisse replicato anche in altre parti d’Italia perché solo insieme possiamo ottenere numero sostenuti e sconfiggere la pandemia”. 

Fonte : Agi