Lazio a rischio zona gialla? L’indice Rt cala, resta al limite la soglia delle terapie intensive. Il punto

Roma e il Lazio saranno in zona gialla a Natale? L’assessore alla sanità regionale Alessio D’Amato, da giorni, fa il pompiere. Scaccia l’incubo, ma i dati non sono così confortanti tanto che, per arginare ogni rischio, anche il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri ha dovuto firmare l’ordinanza che obbligherà chiunque attraverserà le via dello shopping, le zone della movida e le aree a rischio assembramento, ad indossare la mascherina all’aperto. Insomma, il rischio che i contagi da Coronavirus aumentino è ancora concreto. 

“Nel Lazio cala il valore Rt che nell’ultimo report si attesta a 1.01, rispetto alla settimana precedente quando il valore era 1.22. Questo è un dato importante, che segnala un raffreddamento, i cui effetti li vedremo tra due settimane”, ha detto l’assessore D’Amato che però ha aggiunto: “Nei prossimi giorni è atteso ancora un incremento del numero dei casi ecco perché è necessario proseguire decisamente la campagna di vaccinazione”. Giorni di “turbolenza”, ha detto D’Amato nel bollettino odierno dei casi Covid nel Lazio, aggiungendo che “con le terze dosi piegheremo la curva”.

E così, se da una parte la sanità laziale punta tutto sulla dose “booster”, aprendo le vaccinazioni agli over 18 e, nelle prossime ore, le prenotazioni per i vaccini pediatrici ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, dall’altra bisogna fare i conti anche con una circolazione del virus ancora alta, anche a causa dell’incognita Omicron. A testimoniare che la situazione è tutt’altro che rosea, è anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che ai microfoni di ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio1 spiega: “Da sei settimane i casi crescono, ma fortunatamente l’impatto sui ricoveri in area medica non ha confronto rispetto all’epoca pre-vaccinale. C’è però una crescita lenta e costante, in qualche regione ci potrebbe esser qualche altro cambio colore entro fine anno”. “Dal 13 dicembre qualcuno si avvicinerà al cambio di colore” come “la Calabria e il Lazio ma non al punto di diventare gialli”. Mentre “dal 20 potrebbe esserci qualche regione gialla”.

Come la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, anche il Lazio ha visto cresce il numero di pazienti positivi al Covid nei reparti ordinati e nelle terapie intensive degli ospedali. Secondo i dati Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, il Lazio è al 10% di occupazione delle terapie intensive e all’11% dell’area medica. 

D’altronde, un mese fa circa, il 5 novembre, nel Lazio si registravano 424 ricoveri e 60 malati gravi nelle terapie intensive. Oggi, invece, ci sono 692 ricoverati per Coronavirus e 93 persone nei reparti delle terapie intensive degli ospedali regionali. I tre indicatori che portano una regione in zona gialla, lo ricordiamo, sono l’incidenza dei contagi ogni 100 mila abitanti uguale o superiore a 50 casi, il tasso di occupazione dei reparti ordinari dell’area medica negli ospedali sopra il 15% e il tasso di occupazione delle terapie intensive al di sopra del 10%.

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Fonte : Roma Today