Wta, sospesi i tornei in Cina: decisione legata al caso della tennista Peng Shuai

La Wta ha deciso di sospendere tutti i tornei previsti in Cina e a Hong Kong nel 2022: la decisione, come spiegato dal presidente Simon nel comunicato ufficiale, è legata al caso di Peng Shuai e alla situazione ancora poco chiara circa la reale condizione della tennista: “Questa faccenda è più grande di qualsiasi business”

“In tutta coscienza, non so come potrei chiedere alle nostre giocatrici di giocare nel Paese in cui a Peng Shuai non è permesso di parlare liberamente”. La minaccia della Wta, nell’aria da settimane, è diventata realtà. Steve Simon, il presidente dell’associazione delle tenniste professioniste ha deciso di cancellare tutti i tornei previsti in Cina e a Hong Kong nel 2022, dieci in tutto, tra cui le Wta Finals che inizialmente erano previste a Shenzen fino al 2030. “Anche se sappiamo dove si trova Peng, ho dei seri dubbi che la donna sia libera, al sicuro e che non sia soggetta a censure o intimidazioni“, ha scritto Simon in un comunicato, aggiungendo: “La Wta è stata chiara, abbiamo bisogno di indagini trasparenti riguardo le accuse degli abusi sessuali subiti da Peng Shuai”. 

Un caso internazionale

Il 2 novembre scorso, l’ex tennista cinese di trentacinque anni, numero uno in doppio nel 2014, in un lungo post pubblicato sul social media Weibo aveva accusato l’ex vicepriministro Zang Ghaoli di abusi sessuali. “Come un uovo che colpisce una roccia, o una falena sulla fiamma, andando incontro all’autodistruzione, dirò la verità su di te”, aveva scritto la donna. Il post era stato cancellato meno di mezz’ora dopo la sua pubblicazione e da quel momento per settimane si sono perse le sue tracce. L’hashtag #WhereisPengShuai è diventato virale e ha coinvolto la comunità del tennis ma non solo, con appelli da parte del Congresso degli Stati Uniti, dell’Onu e dell’Unione Europea, oltre a minacce di boicottaggi diplomatici. Dopo 13 giorni di ricerche e di appelli, il 15 novembre China Global Television Network, un canale controllato dal governo centrale di Pechino ha pubblicato un tweet con il contenuto di una mail indirizzata a Steve Simon in cui Shuai rassicurava il destinatario sul suo stato di salute: “Sto bene e sono al sicuro. Mi sto riposando a casa ed è tutto ok. La notizia dell’abuso sessuale è falsa. Grazie per prendervi cura di me”, si leggeva nella mail. In risposta, la Wta ha pubblicato una nota da parte di Simon: “ È difficile credere che Peng Shuai abbia davvero scritto quella e mail. Abbiamo bisogno di prove indipendenti e certe che la donna stia bene e sia al sicuro. Le voci delle donne devono essere ascoltate e rispettate, non censurate”.

“Una vicenda più grande di qualsiasi business”

E mentre il Comitato Olimpico Internazionale, a tre mesi dai Giochi Invernali di Pechino, chiedeva una “calma diplomazia”, nell’affrontare la questione Peng Shuai, il tono di Steve Simon, al contrario, è diventato sempre più perentorio: “Troppe volte nel mondo, in questioni come questa, lasciamo che siano il business, la politica o i soldi a indicarci cosa è giusto o cosa è sbagliato. Dobbiamo invece cominciare a fare scelte basate su ciò che è giusto e cosa è sbagliato, senza scendere a compromessi. Perché questa faccenda è più grande di qualsiasi business”, ha ribadito Simon. Nel 2019 la Cina ha ospitato nove tornei del circuito Wta, comprese le Finals, con un montepremi totale di oltre trenta milioni di dollari. Una perdita economica messa in conto dal presidente della Wta che si è detto pronto ad accettare tutte le conseguenze del caso, anteponendo il benessere delle giocatrici agli affari. Alla Wta non sono bastate le rassicurazioni del governo cinese, le foto in cui la donna appariva sorridente al ristorante, a una premiazione, in luoghi e orari non meglio identificati.

La videochiamata con il presidente del Cio

Non è bastata nemmeno la videochiamata del 21 novembre scorso tra Peng Shuai e il presidente del Cio Thomas Bach e l’invito ad incontrarsi a cena il prossimo febbraio in occasione dell’apertura dei Giochi invernali. “Sta bene ed è in buona salute”, ha rassicurato la presidente della commissione atleti del Cio Emma Tarho a conclusione della videochiamata. Una rassicurazione che evidentemente non è bastata alla Wta che all’unanimità ha deciso di sospendere tutti i tornei programmati in Cina: “È più urgente che mai che le persone alzino la voce. La Wta farà tutto il possibile per proteggere le sue giocatrici. E così come noi, io spero che i leader di tutto il mondo si comportino allo stesso modo per fare in modo che sia fatta giustizia per Peng e per tutte le donne, a prescindere dalle conseguenze economiche”, si legge nella nota dell’1 dicembre, che continua così: “Mi dispiace essere arrivato a questo punto. Ma finchè la Cina non farà ciò che abbiamo chiesto non possiamo mettere a rischio le giocatrici e i loro staff organizando eventi nel Paese. I leader cinesi non ci hanno lasciato scelta”. All’inizio della vicenda Steve Simon, supportato da Billie Jean King, Novak Djokovic, Serena Williams e Naomi Osaka, ma anche da personalità esterne al mondo del tennis e dello sport, aveva detto: “La Cina è grande, ma devono rendersi conto che siamo grandi anche noi”.  

Fonte : Sky Sport