Quarant’anni di Aids (1981-2021): la timeline

Dalla scoperta dei primi casi nel 1981, passando per il 1996, quando la Food and Drug Administration (FDA) americana approva il primo inibitore della proteasi, inaugurando l’era della terapia antiretrovirale altamente attiva (HAART) e fino ad oggi, quando viene prospettata la possibilità di sconfiggere la malattia con un vaccino. Ecco le tappe più significative nella storia dell’AIDS

Si celebra proprio oggi, 1° dicembre, la Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, ovvero la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (Acquired Immune Deficiency Syndrome), che rappresenta lo stadio clinico terminale dell’infezione causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV, Human Immunodeficiency Virus). Nel 2021 la ricorrenza assume una particolare valenza, dato che sono anche trascorsi 40 anni da quel 1981, anno in cui la letteratura scientifica segnalò i primi casi della malattia. Ma ecco le tappe più importanti che l’hanno caratterizzata, dalla scoperta ad oggi.

Negli Usa i primi casi

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Come detto, è il 1981 quando cinque uomini 30enni di San Francisco sono colpiti da una rara malattia polmonare. La stessa non ha ancora un nome ma, alla fine del 1985, ogni Paese del mondo certifica almeno un caso di AIDS: sono oltre 20mila i casi a livello globale, ma la patologia ancora non ha cure.

La prima cura disponibile

Sei anni dopo, siamo nel 1987, è finalmente disponibile la prima arma contro il virus dell’Hiv. Si tratta dell’Azt (azidotimidina), farmaco che viene approvato in un tempo record, ovvero 20 mesi. La cura costa 8mila dollari all’anno, segnala importanti effetti collaterali oltre a non bastare da sola.

I casi nel mondo

Nel 1992 la malattia viene indicata come la principale causa di morte tra gli uomini americani di età compresa tra 25 e 44 anni. Solo poco tempo dopo, siamo alla fine del 1993, l’AIDS coinvolge 2,5 milioni di persone a livello globale.

La terapia antiretrovirale

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Un altro passo importante nella lotta alla malattia coincide con il 1996, quando la Food and Drug Administration (FDA) americana approva il primo inibitore della proteasi, inaugurando l’era della terapia antiretrovirale altamente attiva (HAART). Si tratta di una terapia basata sulla somministrazione di più farmaci in grado di sopprimere in maniera efficace la carica virale del virus nel plasma, riducendo il rischio di trasmissione di HIV. Si può convivere con il virus, come dimostra la storia del cestista Earvin “Magic” Johnson.

Cambia la vita per le coppie sierodiscordanti

Il 2012, invece, coincide con la PREP, la profilassi pre-esposizione che consiste nell’assunzione di farmaci anti HIV al fine di ridurre significativamente la capacità di infettarsi. Quattro anni dopo, è il 2016, viene lanciata la campagna “U = U” (Undetectable = Untrasmittable), in base alla quale una persona con HIV in terapia efficace con viremia non rilevabile, non trasmette il virus. Cambia così la vita per le coppie sierodiscordanti, quelle cioè in cui un partner è sieropositivo, mentre l’altro non lo è.

Il vaccino contro l’Hiv

Siamo nel 2021: in piena pandemia da coronavirus, Ugur Sahin e Ozlem Tureci, immuno-oncologi co-fondatori di BioNTech, l’azienda che ha sviluppato il vaccino anti-Covid per Pfizer, annunciano che con la tecnica dell’Rna messaggero sarà possibile sconfiggere anche tumori e HIV. “Nel 2022 contiamo di iniziare i test clinici per i vaccini contro la malaria e la tubercolosi. E andremo avanti con il nostro programma di un vaccino contro l’HIV”, hanno detto. Ad oggi, sono 38 milioni le persone sieropositive nel mondo.

Fonte : Sky Tg24