Un anno senza la metro a Policlinico: quanto e cosa manca per la riapertura della stazione?

Un anno senza la fermata metro Policlinico. Un anniversario in piena regola anche se la ricorrenza è tutt’altro che felice. È trascorso infatti un anno esatto da quando, il 29 novembre 2020, la stazione della metro B fu chiusa per lavori di sostituzione integrale degli impianti di traslazione, scale mobili e ascensori, arrivati a fine vita tecnica, dopo 30 anni di utilizzo.

Lavori che già a settembre, faceva sapere Atac, erano “agli sgoccioli” e che, solo un mese fa, l’azienda di trasporti si preoccupò di documentare anche attraverso un racconto video, volto a tranquillizzare gli utenti sull’imminente riapertura.

Ormai però, nonostante i sit-in e le manifestazioni per richiederne l’apertura, ormai i pendolari ci hanno fatto il callo, la fermata è tutt’oggi chiusa e da un anno Policlinico è diventata una stazione fantasma. I vagoni della metropolitana sfrecciano così davanti la banchina della fermata ma passano oltre. 

A che punto siamo, ancora, con la fermata metro Policlinico

“Le scale oramai sono tutte montate, stiamo facendo i pavimenti e le opere civili”, fa sapere Atac, ma la riapertura rimane oggi ancora un’incognita, per quanto riguarda le nostre competenze, a giorni dovremmo finire i lavori, ma poi la responsabilità passa a Ustif che dovrà dare il nullaosta sulle scale mobili”. Nessuna certezza però sulle tempistiche, ormai giurassiche, che potrebbero anche arrivare a Natale. E in quel caso, se Policlinico fosse davvero riaperta a fine anno, più che di anniversario si parlerebbe di un regalo agli utenti.

I disagi

Nulla si smuove per la fermata della metro B, un punto di riferimento per 4,8 milioni di utenti, tra gli studenti del villaggio universitario de La Sapienza e l’ospedale Umberto I, il più grande d’Europa, per non parlare invece dello stop che la chiusura della fermata ha provocato sulla mobilità romana, nell’asse tra il Verano e i Parioli.

Non faticano ad arrivare invece le lamentele dei pendolari. “Beh il disagio principale è che usando la metropolitana per venire qui in ospedale, devo scendere o a Castro Pretorio o a Bologna, facendo il tratto restante a piedi – racconta un’utente, costretta ad adottare più volte questa soluzione – Capisce bene che quando si viene in ospedale più volte, che magari non si sta nemmeno tanto bene, è penalizzante fare tutti questi cambi”. Gli utenti rimodulando così i loro percorsi sulla base di quello che offre Atac. “Questa fermata purtroppo è chiusa da un anno e passa, per fare 4 scale mobili ci tocca fare un giro con pullman e compagnia bella”, racconta un passante all’uscita dalla metro.

Fonte : Roma Today