Maid, la serie commovente su una madre addetta alle pulizie che lotta per la figlia

L’adattamento televisivo della storia narrata nel romanzo autobiografico di Stephanie Land (intitolato Donna delle pulizie) racconta di una madre che tenta in ogni modo di sopravvivere nonostante il duro lavoro e la paga bassa. Un bestseller del New York Times che ha scritto la storia dell’editoria e che oggi sta scrivendo pure quella del piccolo schermo. Ecco tutto ciò che bisogna conoscere su questo show disponibile su Netflix (visibile anche su Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick)

Maid è la miniserie televisiva disponibile su Netflix (visibile anche su Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick) che sta collezionando tantissimi apprezzamenti, sia di critica sia di pubblico (GUARDA IL TRAILER).

Si tratta dell’adattamento televisivo della storia narrata nel romanzo autobiografico di Stephanie Land (intitolato Donna delle pulizie) e racconta di una madre che tenta in ogni modo di sopravvivere nonostante il duro lavoro e la paga bassa.

Il libro è stato un bestseller del New York Times che ha scritto la storia dell’editoria mentre oggi quella trama avvincente ed emozionante sta scrivendo pure quella del piccolo schermo.

Questa serie rivela i retroscena della vita professionale e privata delle collaboratrici domestiche, persone considerate poco, pagate pochissimo a fronte di un lavoro durissimo e nonostante – quasi sempre – abbiano alle spalle una famiglia. Da mantenere, s’intende.

Maid è uno show di genere drammatico che riesce a coinvolgere gli spettatori portandoli a una commozione profonda, tuttavia nella serie non mancano momenti in cui si ride.

La mescolanza di tasselli drammatici che si incastrano alla perfezione con quelli più leggeri rende il “puzzle diegetico” un vero e proprio affresco della perfezione narrativa. Si ride, si piange e si riflette. Le tre cose più importanti per qualsiasi opera culturale, insomma.

Maid veicola anche un qualcosa che oggi come oggi è prezioso come l’acqua: l’empatia. Senza empatia non si sopravvive. L’empatia è quella dote teoricamente umana per cui riusciamo a calarci nei panni altrui per capirne le condizioni. Un talento innato per l’uomo che però negli ultimi secoli e decenni sembra sia stato seppellito non si sa ancora bene dove. Diciamo che il corpo esanime dell’empatia non è stato ancora ritrovato. Maid aiuta in qualche modo a scovarlo in se stessi, facendolo addirittura rinvenire, quindi si tratta di una serie da vedere assolutamente.

Anche il libro da cui è tratta è da leggere senza se e senza ma: è la versione leggermente fictionata di una storia vera, il “memoir” di Stephanie Land il cui titolo completo è Donna delle pulizie. Lavoro duro, paga bassa e la volontà di sopravvivere di una madre (editore Astoria).

La trama

Maid, il trailer della serie Netflix

Maid racconta la storia di Alex, una madre single che è riuscita a fuggire da una relazione con un uomo violento che ha problemi di alcolismo. Giovane e sola, adesso cerca di arrivare a fine mese (con tante difficoltà) lavorando come addetta alle pulizie nelle case degli altri. Lavora tantissimo pur di poter continuare a pagare l’affitto per non perdere la casa, sperando così di poter offrire un futuro migliore almeno a sua figlia, la piccola Maddy.

Il punto di vista e la voce narrante è proprio quello di Alex. Una voce spesso rotta dalla disperazione, un’ugola che commuove ma che riesce anche a divertire, facendoci sentire forte e chiaro la storia di una donna disperata che però è determinata a essere artefice del proprio destino. E sa quanto un pizzico di autoironia possa salvare la vita.

Maid è un’analisi lucida, cruda ma pure profonda e commuovente di come la forza di una donna può trasformarsi in qualcosa di sovrumano quando diventa la forza di una madre. La motivazione che sta alla base del soffrire per il bene di qualcun altro che è un’appendice della nostra vita, come appunto si rivela essere un figlio, è più forte di qualsiasi altro motivo valido, secondo la vicenda narrata in questo show.

Guardando gli episodi di Maid, si apre di fronte a noi un mondo inesplorato, una finestra su esistenze che non conoscevamo e che ci consente di comprendere perché una donna tenti in maniera ossessiva di mettere in ordine il mondo, allontanando il caos della propria mente mentre allontana il disordine e lo sporco delle case altrui, quelle che pulisce. Il pulire di Alex non è solo un gesto meccanico dettato dalla brama di guadagno per sostentare sua figlia, in primis, e poi se stessa: pulire e ordinare diventano due step di un rito con cui la protagonista cerca di ricomporre il puzzle della propria esistenza, per incastrare tassello con tassello e dare un senso al tutto.

A fare dell’esistenza di Alex qualcosa di abbastanza simile a un romanzo dickensiano calato nei giorni nostri ci si metterà la crudeltà e l’insensatezza tipiche della burocrazia, il che complica la già disastrosa situazione della protagonista.

Il cast

Oltre a lei il cast è composto da Andie MacDowell, Nick Robinson (Tuo, Simon), Anika Noni Rose, Tracy Vilar, Billy Burke, Rylea Nevaeh Whittet.

Questa serie è stata scritta dall’autrice di Orange is the New Black, Molly Smith Metzler, e ha debuttato su Netflix il 1º ottobre 2021.

Maid mescola tanti generi lontanissimi, offrendosi un po’ come un trattato sociologico, venandosi in parte di puro manifesto femminista, arricchendosi di parabole che motivano, facendoci lacrimare dalla commozione e dalla disperazione ma anche regalandoci una risata. Una risata che non seppelirà noi ma semmai farà riemergere quell’empatia perduta.  

Fonte : Sky Tg24