Siro-malabaresi, la liturgia ‘uniforme’ continua a dividere

Nella prima domenica d’Avvento sarebbe dovuto entrare in vigore il nuovo rito eucaristico in tutte le diocesi. Nella stessa arcidiocesi di Ernakulam-Angamaly, però, il vicario Antony Kariyil ha scelto di mantenere lo status quo, citando una lettera della Congregazione per le Chiese Orientali. Solo il cardinale George Alencherry ha utilizzato la nuova formula, con il celebrante rivolto verso l’altare nella parte centrale.

Kochi (AsiaNews) – La questione della liturgia in India continua a dividere le Chiese siro-malabaresi. Domenica 28 novembre, all’inizio dell’Avvento, era previsto che entrasse in vigore la liturgia “uniforme” nella celebrazione della Santa Qurbana, il rito eucaristico locale, secondo quanto stabilito dall’ultimo Sinodo tenuto nello scorso mese di agosto. Di fronte però alle forti resistenze espresse da una parte del clero e dei fedeli il vicario arciepiscopale di Ernakulam-Angamaly, Antony Kariyil, ha scelto di mantenere lo status quo. Il presule lo ha fatto citando una lettera ricevuta dal Vaticano dalla Congregazione per le Chiese Orientali nelle quali si dice che – come vicario metropolitano – l’arcivescovo può dispensare dall’applicazione di qualsiasi decisione se ritiene che questa possa “produrre gravi conseguenze” nella propria comunità.

Tuttavia il cardinale George Alencherry, arcivescovo maggiore dei siro-malabaresi – che in quanto tale ha il titolo di arcivescovo proprio di Ernakulam-Angamaly – sabato 27 novembre aveva diffuso una dichiarazione in cui diceva di non aver ricevuto dal Vaticano alcuna comunicazione che lo inviti a fermare la decisione sinodale. E confermava dunque di aspettarsi che tutte le diocesi della Chiesa siro-malabarese d’ora in poi implementino la liturgia “unica”. Cosa che lui stesso ha fatto personalmente in una celebrazione tenuta presso la Mount St Thomas Church.

Nodo della disputa liturgica è l’orientamento del sacerdote durante la celebrazione. La liturgia “uniforme” – soluzione di compromesso tra modalità diverse attualmente in uso – prevede che nella prima parte della celebrazione e nella liturgia della Parola il sacerdote sia rivolto verso i fedeli, per poi girarsi verso l’altare (“nella direzione in cui guardano anche i fedeli”) nella parte centrale, quella della consacrazione e dei riti eucaristici. Nella parte conclusiva, infine, dopo la comunione, il celebrante tornerà di nuovo a guardare verso l’assemblea. Questa soluzione è però fortemente contestata dai sacerdoti e dai fedeli che attualmente celebrano con il sacerdote rivolto verso i fedeli, che vedono la liturgia “uniforme” come un passo indietro rispetto al Concilio Vaticano II.

Gruppi di fedeli avevano minacciato proteste fuori dalle chiese nella prima domenica, ipotesi poi rientrata dopo la decisione dell’arcivescovo Kariyil. P. Kuriakose Mundadan, un sacerdote dell’arcidiocesi maggiore, è tra quanti hanno accolto con favore la decisione di mantenere per il momento lo status quo. Riferisce che in questa settimana il vicario arciepiscopale di Ernakulam-Angamaly ha incontrato papa Francesco e il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Nella lettera all’arcivescovo Kariyil il cardinale Sandri suggerisce al presule di presentare all’arcivescovo maggiore e al Sinodo le difficoltà che comporterebbe l’applicazione della decisione al prossimo incontro già fissato per il gennaio 2022.

Fonte : Asia