Abruzzo, coltivazione a pergola della vite verso la candidatura a bene Unesco

La pergola abruzzese, un patrimonio da tutelare e valorizzare

Un  nuovo protagonista nel mondo del vino. O meglio, una presenza già ben nota che diventa protagonista. 
È l’Abruzzo, una regione che, al pari del Piemonte e del Veneto, è vocata alla viticoltura con numeri sorprendenti. Soprattutto nella provincia di Chieti, in un distretto che si stende tra la Majella e la costa adriatica, c’è il 75% del territorio vitato e 32 su 35 cantine cooperative abruzzesi.

Il fenomeno più interessante che ha segnato la viticoltura abruzzese negli ultimi  settant’anni è stato il passaggio dalla produzione in quantità, destinata alle grandi aziende vinicole del Nord Italia, alla produzione di qualità che ha valorizzato dagli anni ‘90 i vitigni autoctoni, soprattutto Montepulciano, Trebbiano, Passerina e Pecorino,  e le etichette abruzzesi. 

Un percorso di qualificazione, che ha contribuito al ripopolamento delle campagne ed  è arrivato al riconoscimento della  Tullum Docg, la denominazione locale istituita nel 2008 ed elevata a Docg nel 2019.

Molto importante, in questo percorso, la forza della cooperazione, che si identifica soprattutto nella grande Cantina Tollo e nella Cooperativa di coltivatori diretti. 

Oggi  possiamo cogliere un’altra tappa che porta la regione a livello di protagonista.

Il convegno promosso da Angelo Radica

Presidente nazionale delle Città del Vino è stato appena nominato Angelo Radica, sindaco dal 2012  del comune di Tollo, in provincia di Chieti, uno  dei comuni al centro del distretto vinicolo abruzzese.

Radica dunque guiderà per i prossimi tre anni le nuove sfide dei 460 Comuni italiani a vocazione vitivinicola all’insegna dello sviluppo enoturistico del Belpaese, delle buone pratiche di gestione ambientale, della sostenibilità e della transizione digitale. In attesa di dare inizio al nuovissimo mandato, proprio Angelo Radica, con la sua tenace e volitiva passione,  si è fatto promotore di un interessante convegno “La pergola abruzzese: un patrimonio da tutelare e valorizzare”.

Il convegno, che ha visto l’adesione di responsabili del  Consorzio di Tutela “Vini d’Abruzzo” e Consorzio di Tutela “Tullum DOCG”, enologi e agronomi, sindaci dei comuni della zona, i docenti universitari Giuseppe Festa e Lia Giancristofaro,  ha richiamato l’attenzione su un particolare sistema di allevamento viticolo.

Quello che nel corso degli anni in Abruzzo è rimasto costante,  detto  popolarmente “a tendone” o “a capanna”,  e tecnicamente “ a pergola” è un sistema davvero peculiare. 

Grandi i vantaggi: protezione dei grappoli dall’irraggiamento diretto, maggiore distanziamento dei grappoli da terra,  migliore idratazione del  terreno,  ottima ventilazione in vigna. Lo svantaggio invece, è l’obbligo di una lavorazione solo manuale in tutte le fasi, dalla potatura alla legatura, alla defoliazione alla raccolta, con l’impossibilità di utilizzare le macchine. 

La viticoltura abruzzese si caratterizza anche per una grande varietà orografica che comporta la coltivazione di numerosi vitigni autoctoni e non. Da qui una splendida varietà del paesaggio che, soprattutto da ottobre in poi, assume colorazioni suggestive, dal verde al giallo, dall’arancio al rosso, in un affascinante “foliage”. 

Abruzzo ed enoturismo

Da qui le grandi potenzialità per l’enoturismo, che, come ha sostenuto il professor Festa, in Italia si  sta ampliando sempre di più. D’altronde l’enoturismo abruzzese vanta già  una bella storia.
Alcune cantine sono state all’avanguardia nell’accoglienza degli enoturisti, come la cantina Dora Sarchese di Ortona, famosa per la Fontana del vino, il cammino dei Vignandanti, la Vendemmia dei bambini in settembre, oppure la splendida nuovissima cantina Antico Feudo, che, con un progetto di archeo-enologia, sorge sul  sito di una villa romana di epoca imperiale, già attiva nella viticoltura, oppure la  Vigneti Radica aperta a degustazioni e visite in cantina, per conoscere la storia aziendale.

E non dimentichiamo che proprio a Tollo l’Enomuseo  è un’attrazione per scoprire tutte le caratteristiche e la storia della viticoltura abruzzese.

Dal convegno svolto a Tollo sono emerse, dunque, insieme con le peculiarità del sistema “a pergola”, anche le tipicità di paesaggio rurale storico, di tradizioni sociali e culturali che rendono identitario questo territorio, non solo con gli elementi naturali che lo delimitano, ma anche per l’opera dell’uomo con i suoi saperi e la sua cultura.

Quindi possibile candidato a bene nel Patrimonio dell’Umanità protetto dall’Unesco. Dal convegno di Tollo comincia dunque l’elaborazione di un dossier che può condurre a questo prestigioso obiettivo.

Fonte : Affari Italiani