Cop26, un giorno in più per trovare l’accordo. I nodi: dal carbonio al fondo da 100 mld

La conferenza Onu sul clima doveva concludersi ieri, ma non è stato possibile trovare un accordo fra gli Stati su alcuni temi. Il presidente Alok Sharma ha previsto la riunione formale nel pomeriggio di oggi per votare e chiudere la Cop. Intanto in mattinata sono state pubblicate le bozze dei documenti finali ancora in discussione

Accordi a oltranza alla Cop26 di Glasgow. La conferenza Onu sul clima doveva concludersi ieri, ma non è stato possibile trovare un accordo fra gli Stati su alcuni punti spinosi. Dopo una notte di negoziati per arrivare al documento finale che contenga gli impegni condivisi, i lavori sono stati aggiornati a oggi. Sul sito della conferenza stamani sono state pubblicate sette bozze dei documenti finali sui temi ancora in discussione. Le questioni sul tavolo riguardano il mercato del carbonio, il format per comunicare i risultati di decarbonizzazione, le politiche di adattamento al cambiamento climatico, la finanza per il clima e il fondo da 100 miliardi di dollari per Paesi meno sviluppati. In mattinata l’assemblea plenaria informale, in cui il presidente della Cop26 Alok Sharma illustra le bozze e ascolta le osservazioni degli Stati. Nel pomeriggio dovrebbe esserci la plenaria formale, per votare i documenti e chiudere la conferenza. Ma i giochi sono ancora aperti (LO SPECIALE PER LA COP26 – I NODI FINALI – I LEADER A GLASGOW).

Diffusa la bozza del documento finale

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Intanto in mattinata è stata diffusa la terza bozza di documento finale: il testo dovrà ora essere discusso dai governi. La bozza “dà il benvenuto al lancio di un programma di lavoro complessivo di 2 anni Glasgow – Sharm el-Sheikh, la città che ospiterà la Cop27 nel 2022, sull’obiettivo globale dell’adattamento”. Il documento annuncia che questo programma comincerà “immediatamente”, già alla fine della Cop26.

“Riunione ministri nel 2022 per il fondo da 100 miliardi”

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La bozza di uno dei documenti della Cop26 sulla finanza climatica diffusa questa mattina “decide di convocare dialoghi ministeriali ad alto livello sulla finanza climatica nel 2022, 2024 e 2026” e “invita la Presidenza della Cop27 (che si terrà l’anno prossimo in Egitto) a organizzare il dialogo ministeriale nel 2022 sui progressi nel completamento dell’obiettivo di stanziare complessivamente 100 miliardi di dollari all’anno dal 2020”. La bozza “nota i continui sforzi dei Paesi sviluppati per raggiungere l’obiettivo di stanziare complessivamente 100 miliardi di dollari all’anno dal 2020, compresi quelli da fonti private”, ma, aggiunge, “nota con seria preoccupazione il gap nel completamento dell’obiettivo”. Il testo “rileva i recenti impegni ad aumentare la finanza climatica, riconosce che alcuni Paesi sviluppati hanno già raddoppiato le loro previsioni di finanza di adattamento e chiede ad altri di aumentare significativamente le loro, compreso considerare di raddoppiarle”.

“Nuovo obiettivo di finanza climatica al 2024”

In un’altra delle bozze sulla finanza climatica la Cop26 “decide di stabilire un programma ad hoc dal 2022 al 2024” e invita gli Stati e tutte le entità aderenti all’Accordo di Parigi (compresi osservatori e imprese) “a presentare i loro punti di vista nel febbraio e agosto 2022”. Il programma “decide di concludere le sue deliberazioni ponendo un nuovo obiettivo collettivo quantificato al 2024”. La bozza prevede “dialoghi ministeriali” dal 2022 al 2024 e il coinvolgimento in questi di “Stati, studiosi, società civile compresi i giovani, settore privato”. Gli incontri dovranno essere aperti e in streaming.

Johnson e Draghi: “Servono piani ambiziosi”

Italia e Regno Unito “stanno lavorando insieme per realizzare progressi” nei negoziati dell’ultima ora alla Cop26. Lo hanno sottolineato Boris Johnson e Mario Draghi in una conversazione avvenuta ieri di cui ha dato conto Downing Street. I due premier, i cui governi sono partner nella presidenza della Cop, hanno espresso pieno accordo sulla necessità di passi in avanti sul tema dei finanziamenti promessi dai Paesi ricchi a quelli meno sviluppati a sostegno della sostenibilità climatica e di “impegni più ambiziosi sulla riduzione delle emissioni” nocive.

Fonte : Sky Tg24