Quattro ore a settimana per le pratiche abitative e al V municipio i cittadini si mettono in fila dalla notte

In coda per ore pur di poter vivere nel quadrante Est, con decine di persone in fila per il rilascio del certificato di idoneità abitativa. Da giorni gli uffici tecnici del Municipio V, in via Giorgio Perlasca, sono tampinati fin dalle prime luci del mattino da chi vive in zona e vuole diventare residente a tutti gli effetti.

In fila ore e ore prima per aggiudicarsi la priorità agli sportelli del Municipio e vedere la propria pratica sbrigati entro i tempi degli uffici tecnici, insufficienti rispetto alla quantità di richieste: gli sportelli infatti sono aperti solo due giorni a settimana, il martedì e giovedì, due ore ciascuno, dalle 8.30 alle 10.30.

Il risultato è fare nottata, ammesso che il certificato sia accolto subito dagli uffici tecnici. “Sono cinque volte che faccio la fila, alzandomi alle 6 di mattina, una volta mi è stato persino dato appuntamento per il 19 ottobre e ho trovato tutto chiuso”, racconta una testimone.

Causa tempi stringenti, all’apertura, il personale comunica il numero delle richieste che è in grado di evadere. Chi non rientra tra i fortunati, è rimpallato di giorni in giorni.

Burocrazia a rilento nel Municipio V

Solo nel Municipio V si contano 15.000 cambi di residenza arretrati. È una situazione che già il Presidente di Municipio, Mauro Caliste, e Daniele Rinaldi, consigliere all’opposizione in Giunta, segnalarono a ridosso delle urne per la vicenda dei servizi anagrafici.

“Secondo quanto denunciano i lavoratori del Comune di Roma il problema è il nuovo programma installato nei computer”, afferma Mauro Caliste, mentre per Rinaldi il problema ruota intorno a diversi punti, il software ma anche “una carenza del personale che risulta sottodimensionato rispetto alle esigenze di un territorio con 240000 abitanti”.

“Ci è stato comunicato che il caos deriverebbe dall’app Tupassi, che non viene più utilizzata dagli uffici del Municipio V e che non permette di prenotare gli appuntamenti, ma non è possibile essere trattati così, è una vergogna”, conclude la testimone.

Fonte : Roma Today