A Indianapolis la prima competizione al mondo riservata ad auto a guida autonoma

E’ andata al team dell’Università Tecnica di Monaco la – storica – vittoria dell’Autonomous Challenge, la prima competizione al mondo riservata ad auto a guida autonoma che si è appena svolta sul celebre circuito Indianapolis. Una gara che ha visto correre 21 squadre – provenienti da università di tutto il pianeta – compresi Il team italiano PoliMove di e-Novia, del Politecnico di Milano e quello Euroracing, composto da dieci tra ragazzi e ragazzi del laboratorio Hipetrt Lab del Dipartimento di Fisica Informatica e matematica dell‘Università di Modena Reggio Emilia.

Il premio finale di 1,5 milioni di dollari però è andato come dicevamo all’Università Tecnica di Monaco che ha battuto proprio la “nostra” EuroRacing, caduta in un clamoroso errore di codifica da parte di uno dei suoi studenti ingegneri. Un peccato perché il team italiano – arrrivato comunque secondo – si era assicurato il tempo sul giro più veloce mai registrato per un’auto autonoma su questa pista, ossia 139 miglia all’ora (223 km/h).

La Dallara IL-15 di EuroRacing era stata programmata infatti per percorrere cinque giri invece dei sei previsti per ogni concorrente e quindi ha rallentato durante il giro finale intorno all’ovale, abbassando la velocità media e perdendo così la sfida che aveva in tasca. Altri problemi tecnici hanno invece rovinato la gara di molte scuderie, a testimonianza del fatto che l’enorme complicazione di queste macchine – che corrono grazie a sensori, telecamere, radar, GPS e perfino sensori forniti dal pioniere del settore Luminar in grado di mappare le superfici da 250 metri di distanza – rende tutto molto difficile.

Ma per l’Italia, team dell’Autonomous Challenge a parte, c’è un altro motivo di orgoglio: le macchine sono tutte realizzate dalla Dallara che poi le mette in vendita ad un prezzo “politico” di appena 230.000 dollari (pochissimi per una vettura del genere che si stima valga circa un milione di dollari) in modo tale che i diversi team universitari si possano cimentare nella competizione.

Legittimo quindi la gioia del costruttore: “Nessuno sapeva che queste auto a guida autonoma potessero andare così veloci in competizione”, ha spiegato Stefano dePonti, Ceo di Dallara Usa. E il riferimento va anche alle prestazioni in prova: “Addirittura – ci ha raccontato Ivo Boniolo, direttore operativo di e-Novia – nel warm up abbiamo toccato le 160 miglia orari. Ma il bello – ha continuato il manager del team italiano PoliMove di e-Novia, arrivato terzo – è che questa competizione ha spostato completamente l’attenzione sui tecnici, su chi fa la macchina. Non essendoci il pilota…”.

Certo, quella andata appena in scena non è proprio una corsa visto che si è trattato di una gara a cronometro, con le vetture che si alternavano in pista a caccia del giro veloce. Ma la competizione – sulla quale per due anni hanno lavorato le nove squadre di studenti universitari – originariamente doveva essere un evento in cui tutte le auto avrebbero corso contemporaneamente fianco a fianco. Ma gli organizzatori hanno cambiato idea all’ultimo minuto e hanno deciso di fare invece una gara a cronometro, con le vetture che si alternano in pista.

Eppure pochi giorni prima su un altro circuito di Indianapolis, il Lucas Oil Raceway, si è svolta una sessione collaterale, durante la quale tre team (TUM, PoliMOVE ed EuroRacing) hanno fatto girare le loro Dallara contemporaneamente, superandosi a vicenda senza incidenti. Quindi per il prossimo appuntamento, atteso a gennaio, le macchine correranno insieme. La sfida è lanciata.

Fonte : Repubblica