Eternals Recensione: il cinecomic epico e divino di Chloe Zhao

In principio c’erano i Celestiali. Il primo della loro stirpe, Arishem il Giudice, inviò sulla Terra un gruppo di campioni – gli Eterni – per combattere una minaccia cosmica che nessun altro avrebbe potuto debellare: i Devianti. Ai guerrieri immortali del cosmo fu posto assoluto divieto di intervenire nelle faccende mortali, lasciando che fosse la razza umana ad affrontare le proprie battaglie e ad imparare dai propri errori. Ma il loro compito sarebbe stato anche quello di ispirare l’umanità e di aiutarla a progredire, almeno finché le aberranti creature arrivate dallo spazio non fossero state sconfitte per sempre.

The Eternals dei Marvel Studios porta su di sé un grande carico di responsabilità, proprio come l’onere salvifico che grava sulle spalle dei suoi protagonisti: il venticinquesimo film del Marvel Cinematic Universe, diretto da una regista Premio Oscar (Chloe Zhao), nonché prima grande trasposizione cinematografica degli eroi cosmici creati da Jack Kirby. Finalmente lo abbiamo visto in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2021, e in attesa di approfondirne tutti i temi dopo il suo arrivo in sala (dal prossimo 3 novembre) eccovi la nostra recensione, rigorosamente senza spoiler!

Eternals: l’origine degli eroi

Quello di Eternals è un racconto lungo e stratificato, assemblato lungo oltre due ore e mezza di scoperte e rivelazioni. Un film che apre una finestra decisamente importante e inedita per l’universo Marvel, raccontandoci personaggi meno noti al grande pubblico (ma anche a quello dei fumetti) e collegandosi a più riprese all’affascinante filone cosmico della Casa delle Idee, finora esplorato soltanto in parte dai Guardiani della Galassia (a tal proposito, scegliete il vostro mixtape e fiondatevi sulla nostra recensione di Guardiani della Galassia Vol 2).

La vicenda vede gli Eterni riunirsi per fronteggiare il ritorno dei Devianti, un tempo creduti sconfitti, e fare i conti una volta per tutte con il ruolo affidatogli dai Celestiali eoni addietro. Ma sarà soprattutto, per ognuno dei protagonisti, un percorso che li porta a riscoprire la propria natura, e in particolar modo il loro stesso rapporto con l’umanità e la vita. Quello di Eternals è un racconto per certi versi dinastico, che affonda le radici nel mito per raccontarci un’epopea dal sapore decisamente diverso rispetto ad un cinecomic classico. Chloe Zhao, che è anche co-sceneggiatrice dell’opera, ci narra una storia familiare, ma soprattutto d’amore, declinata e sviluppata attraverso sottotrame e macrotemi tra teologia, attualità e filosofia. Lo fa attraverso il legame tra Sersi e Ikaris (un’eccezionale Gemma Chan e un granitico Richard Madden), tra l’amore verso il prossimo di lei e la flemma incrollabile di lui; ma anche con gli occhi sofferenti di Thena, una straordinaria Angelina Jolie che mette in scena i drammi interiori e mentali di una guerriera indomabile, e con la generosità di Gilgamesh (Don Lee); e ancora la determinazione di Druig (Barry Keoghan) e i tormenti di Sprite (Lia McHugh), con la figura di Makkari (Lauren Ridloff) e quella di Phastos (Brian Tyree Henry), fino ai segreti di Ajak (Salma Hayek).

Un cast mastodontico e impegnativo, a cui si aggiungono il carismatico Kingo di Kumail Nanjani e il Dane Whitman di Kit Harington, forse l’unico personaggio che non esprime appieno tutto il suo potenziale e che vede in Eternals un percorso di transizione verso il ruolo di Black Knight, il Cavaliere Nero della Marvel Comics. Eternals è insomma una grande opera corale, un cinecomic complesso e stratificato che Zhao dirige con grande consapevolezza, senza trascurare nessuno (o quasi) dei suoi protagonisti.

Tra opera matura e prodotto commerciale

Tra una scrittura attenta ai grandi messaggi d’attualità (il film presenta non poche chiavi di lettura che affronteremo tra qualche tempo) e all’evoluzione dei personaggi, Eternals di Chloe Zhao è indubbiamente uno dei film più maturi e complessi del Marvel Cinematic Universe, ma ciò non significa che il film si risparmi un approccio più leggero e divertito, in linea con le esigenze commerciali e di target racchiuse nell’egida Disney.

Le parentesi comiche sono presenti, ma mai troppo invasive, e ben equilibrate con una carica drammaturgica importante ed intensa. Dicevamo che è un racconto lungo e stratificato, che costruisce con attenzione un affresco narrativo che nel secondo atto diventa addirittura sorprendente, sovvertendo ruoli e aspettative con una sceneggiatura in larga parte convincente. Non tutto è perfetto, anzi: l’ultimo atto porta in scena una risoluzione che in parte ci è parsa troppo frettolosa, e che corre fin troppo nell’esaurire le storyline di tutti i protagonisti. Un piccolo inciampo che, a parer nostro, non compromette drasticamente la qualità complessiva dell’opera, che rimane ottima, ma che purtroppo le impedisce di raggiungere l’eccellenza assoluta.

L’epica secondo Chloe Zhao

Tra le tante luci e le piccole ombre di Eternals spicca però una cornice artistica poderosa. Chloe Zhao interpreta a suo modo l’epica marvelliana, confezionando un film scenicamente sontuoso senza rinunciare a infondergli un profondo carattere registico.

Se da un lato ci sarebbe piaciuto che la firma autoriale della creatrice di Nomadland (recuperate di seguito la nostra recensione di Nomadland e capirete perché ha vinto l’Oscar come Miglior Film del 2021!) si percepisse in maniera più marcata, sovrapponendosi all’approccio pop e alla direzione creativa plasmata da Kevin Feige, c’è da dire che Eternals confeziona una fotografia inedita per i cinecomic e un apparato visivo più esplosivo del solito. Una messinscena che grida a pieni polmoni una profonda riverenza per il gigantismo cosmico della Casa delle Idee, che urla amore incondizionato alle tavole di Kirby e che riversa sullo spettatore un’azione cruda, d’impatto e magniloquente. Eternals ha un’epica tutta sua: comunque diversa, a parere di chi scrive, dalla concezione sacrale e religiosa del superomismo di Zack Snyder, ma indubbiamente singolare nel plasmare una propria teogonia supereroistica. Una pellicola che stuzzicherà chi conosce bene il fronte cosmico della Marvel e intrigherà chi cerca un cinecomic più maturo, seppur sempre legato all’approccio inclusivo e generalista tipico di Disney e Marvel Studios.

Fonte : Everyeye