F1, GP Austin: l’analisi delle prove libere dagli Usa

Le prove Libere 2 si sono chiuse con il miglior tempo della Red Bull di Perez che è riuscito a precedere la McLaren di Norris e la Mercedes di Hamilton. Il pilota inglese, nel suo primo giro di simulazione di qualifica con gomme soft, era riuscito ad ottenere il miglior crono che è stato successivamente cancellato causa di un “millimetrico” track limit.

La Mercedes, nella prima sessione, sembrava essere irraggiungibile per chiunque a livello di performance, invece, nella seconda sessione la Red Bull non è sembrata essere così distante. Il lavoro di setup fatto dal team campione del mondo tra le due sessioni non ha sortito gli effetti sperati ed ora, gli ingegneri, analizzeranno i dati raccolti per capire se è stata intrapresa la strada corretta o se sarà opportuno tornare sulle regolazioni utilizzate durante le FP1. Anche per Verstappen, leader del mondiale, è stata una sessione piuttosto faticosa. Con gomma rossa non è riuscito a migliorare il tempo ottenuto con la media. Nel suo giro veloce, nonostante il miglior primo settore, è stato costretto ad abortire il suo giro, prima a causa del traffico e successivamente per un problema alla trasmissione che è stato risolto piuttosto rapidamente.

Analizzando i tempi la RB16B e la W12 sembrano essere piuttosto vicine anche se la vettura anglo tedesca sembra avere un piccolo vantaggio a livello di performance. La pole position sarà sicuramente una lotta tra Hamilton e Verstappen con Perez che potrà inserirsi tra i due contendenti per il titolo. Bottas sarà escluso da questa battaglia a causa dell’ennesima sostituzione del motore endotermico (ormai siamo alla sesta unità) che lo costringerà ad una penalizzazione in griglia di 5 posizioni. Proprio sul motore Mercedes sembra avere molte preoccupazioni come ha

anche ammesso alla stampa il boss Toto Wolff: “Purtroppo da metà stagione abbiamo avuto alcuni problemi di affidabilità che si stanno ripresentando. Adesso abbiamo capito meglio di cosa si tratta, ma questo significa che ci potrebbero essere gare in cui rischieremo un ritiro”.

La lotta tra Ferrari e McLaren

Nella lotta per il terzo posto si preannuncia una grande battaglia tra McLaren e Ferrari che, da quello che si è visto oggi, sembrano essere piuttosto vicine. In queste FP2, in simulazione di qualifica, il team di Woking ha dimostrato di essere veloce portando entrambi i piloti nella top 5. La Rossa ha confermato i passi avanti fatti nelle ultime settimane e domani dovrà giocarsi le sue chance per riuscire a portare almeno una macchina in seconda fila. Nella giornata di oggi si è dovuta accontentare del settimo posto di Leclerc e del nono di Sainz ma, i tempi ottenuti, non sono completamente veritieri. Il pilota monegasco, nel suo giro veloce, ha commesso qualche sbavatura nel tratto centrale di pista. Anche per Sainz il giro non è stato perfetto e questo lo possiamo notare anche dal suo Ideal Lap che è migliore rispetto al suo miglior crono di oltre 3 decimi. La SF21 si è dimostrata competitiva nei primi due settori mentre necessità di fare un ulteriore passo in avanti in quello finale dove è importante la guidabilità e la trazione. È proprio in questo settore dove, sia Leclerc che Sainz, accusano un gap maggiore da Mercedes, Red Bull e dalla McLaren di Norris.

Nonostante questo, si sono confermati i passi in avanti fatti a livello di Power Unit grazie al nuovo sistema ibrido . Gli ingegneri di Maranello ha migliorato l’efficienza della sua unità motrice. Per fare ciò i tecnici sono intervenuti sul pacco batterie, il cui voltaggio è stato quasi raddoppiato, passando da circa 400 a 800 volt, seguendo la strada intrapresa già qualche anno fa da Mercedes, Honda e Renault. Questo cambiamento ha costretto gli ingegneri a ri-progettare ogni parte del sistema ibrido (MGU-K, MGU-H, elettronica di controllo). Il risultato di tutti questi aggiornamenti,

secondo i competitors, ha portato un guadagno di quasi 2 decimi al giro.

Dopo aver analizzato le prestazioni delle vetture in condizioni di qualifica ci concentriamo sulle performance in ottica gara. L’asfalto sembra essere cambiato rispetto alle passate stagioni e questo ha provato un degradi/usura più elevata rispetto a quella prevista. Proprio per questo i team più performanti cercheranno di qualificarsi, durante il Q2, con la gomma media per poterla sfruttare nella prima parte di gara. Sarà una gara molto complicata per gli pneumatici e difficilmente vedremo una singola sosta. Durante i long run pochissimi piloti hanno provato la soft sulla distanza proprio a causa dell’eccessivo degrado. Tra questi c’è stato Sainz che ha percorso un long run di 10 giri su tempi similari a quelli ottenuti da Leclerc con pneumatici di compound medio.

Su gomma media, invece, hanno lavorato tantissimi piloti e il miglior passo lo ha mostrato Hamilton, davanti a Perez, Bottas e Verstappen. Anche il compound “giallo” è sembrato essere particolarmente problematico per i piloti a livello di usura. Il miglior “time attack” è stato ottenuto da Bottas che è stato addirittura più rapido del compagno di squadra di oltre 4 decimi. Spingendo forte nel primo giro ha stressato molto le gomme, infatti, a livello di ritmo è stato più lento rispetto ad Hamilton di circa 3 decimi. Red Bull non ha mostrato gli acuti di Mercedes ma ha girato sempre su tempi abbastanza costanti.

Da segnalare l’ottimo stint fatto da Vettel con la hard che, insieme alla media, sarà il compound che si utilizzerà prevalentemente in gara. Da quello che si è visto oggi Hamilton sembra essere il pilota favorito ma la Red Bull da l’impressione di essere molto più vicina rispetto a quello che si era visto in Turchia. Come terza forza, allo stato attuale, McLaren sembra avere qualcosa in più rispetto a Ferrari ma, la Rossa,

sembra avere dei margini di miglioramento per riuscire ad insidiare la posizione al team di Woking.

Fonte : Sky Sport