Squid Game a Roma, il bigliettino (pubblicitario) scatena la psicosi. Ecco cosa è successo

“Vuoi cambiare la tua vita? Partecipanti 18-35 anni”, con un numero di telefono a cui risponde, dopo cinque squilli a vuoto, una segreteria telefonica con la voce di una bambola che, in coreano ripete la strofa di “1, 2, 3 Stella” che molti avranno sentito guardando sul divano la nuova serie di Netflix Squid Game. Centinaia di biglietti che negli ultimi giorni sono stati trovati in negozi e bar della zona est di Roma: Alessandrino, Tor Vergata e Tor Tre Teste solo per citare alcuni quartieri. Ma cosa rende questo biglietto una notizia? La grafica che sul fronte del biglietto, in marrone cartonato, riproduce i tre simboli (un cerchio, un triangolo ed un quadrato) presenti sulle maschere delle misteriose guardie della serie cult del momento.

Un numero composto da RomaToday che, alla fine della frase della bimba in coreano conclude: “Ci sono troppi messaggi memorizzati in segreteria”. Ma cosa si nasconde dietro questi biglietti? Una trovata pubblicitaria. Ad averla l’agenzia immobiliare Home Place Group, in particolare una filiale romana di Tor Tre Teste. 

A spiegare come sia nato il tutto Francesco Mandrisi, responsabile dell’agenzia di via Davide Campari. “L’idea nasce da una difficoltà molto grande che abbiamo, ovvero quella di riuscire a trovare giovani disposti a mettersi in gioco e lavorare”. Sono infatti decine le chiamate arrivate al numero che si trova dietro il biglietto di Squid Game, a cui, dopo aver ascoltato la segreteria telefonica che potrebbe trarre in inganno “arriva la nostra chiamata che svela l’arcano. Ovvero la ricerca di personale da assumere, di un centinaio di ragazzi, di età compresa fra i 18 ed i 35 anni, disposti a lavorare per noi”.

Offerta di lavoro “che in tutti i casi non ha trovato riscontro. Chi viene contattato infatti è più disposto a giocare che a lavorare”. “Abbiamo aperto questa filiale tre anni fa e cerchiamo ragazzi volenterosi da inserire nella nostra agenzia. Per questo abbiamo provato a sfruttare il boom della serie Squid Game, ma le persone che vengono richiamate sperano in una festa di Halloween o un’altra iniziativa, e quando scoprono la nostra ricerca di personale si tirano indietro”. 

Psicosi negli adulti

Una trovata pubblicitaria che ha causato anche un effetto psicosi. Non tanto tra i bambini, quanto negli adulti. All’Alessandrino, per esempio, in una chat su WhatsApp un genitore ha postato l’immagine del bigliettino con i simboli di Squid Game dicendo di averne visti diversi gettati vicino una scuola. Da lì, tra tam tam e preoccupazione (rivelatasi poi ingiustificata), il passaparola tra i genitori è arrivato fino ai carabinieri che, allertati, hanno perlustrato il quartiere. 

Un allarme che parlava addirittura di aggressioni o intenti suicidi dei bambini. Nulla che, per altro, ha a che fare con la serie tv su Nextlix. Altri, invece, più in linea con la trama hanno raccontato che c’erano ragazzini che imitavano il “gioco del calamaro”, con schiaffi, calci e pugni a chi perdeva in alcuni giochi. Il comandante della compagnia Casilina, per non lasciare nulla al caso, ha comunque mandato i suoi uomini nel quartiere per cercare indizi. Non è servito però fare nessun blitz nelle scuole per capire che quel bigliettino, in realtà, non era altro che una trovata pubblicitaria e che la segnalazione era dettata da un eccesso di paura appunto infondata. 

La serie di Netflix

La serie Netflix di Squid Game racconta la storia di un gioco infernale tra 456 uomini e donne disperati al punto di rischiare la loro vita per vincere un montepremi di 45,6 miliardi di won sta conquistando tutti al punto da diventare la serie più vista in 90 Paesi al mondo. Chi l’ha guardata sa bene che tutto inizia da un biglietto da visita che da un lato riporta i tre simboli del gioco, il quadrato, il cerchio e il triangolo, presenti anche sulle maschere degli ignoti organizzatori dello Squid Game, dall’altro lato presenta un numero di telefono da chiamare per poter diventare effettivi concorrenti del gioco.

Squid Game retro OK-2-2

Messaggi sulle chat di scuola

Psicosi che ha trovato spazio anche su WhatsApp, come è possibile leggere in uno dei messaggi di una chat di una classe di una scuola primaria in zona Porta di Roma: “Sono un’insegnante di scuola primaria con 2 classi quinte. In questi giorni è venuto alla luce la visione da parte di gran parte dei miei alunni della serie SQUID GAME visibile su una piattaforma che trasmette principalmente serie televisive. Ho trascorso 2 giorni a colloquiare con i miei alunni per capire come lo avessero conosciuto, come e con chi lo avessero visto e il tipo di emozione o motivazione che suscitava in loro. La trama è la costrizione di persone povere, emarginate e problematiche si giocare a 6 giochi (tra cui 1,2,3 stella): la pena per l’errore del gioco è la morte attraverso delle bambole che uccidono gli sconfitti. La serie è coreana e la visione è in lingua originale con i sottotitoli. Durante la ricreazione li vedo spesso giocare a 1 ,2, 3, stella simulando la squalifica dei compagni con il gesto della pistola. E io che fino a poco tempo mi ero quasi commossa nel vederli giocare in gruppo a dei giochi dei vecchi tempi. Solo ora traggo l’amara realtà”. 

Fonte : Roma Today