The Trip, la recensione: Noomi Rapace picchia duro su Netflix

Il matrimonio è il sacramento più difficile da mantenere, specie giurando amore, comprensione e fedeltà davanti a Dio vita natural durante. “Finché morte non ci separi” è la clausola morale che suggella il patto, e il regista Tommy Wirkola decide di prendere alla lettera la cosa e costruirci intorno un intero film. The Trip, disponibile su Netflix, racconta infatti la storia di Lisa (Noomi Rapace) e Lars (Askel Hennie), moglie e marito insoddisfatti tanto dei rispettivi lavori (una attrice e l’altro regista) quanto del rapporto coniugale. Lei isterica e irritante, lui privo di tatto e incapace di empatia. Sono a uno stallo inconcludente, non c’è supporto e soprattutto sembra essersi spenta definitivamente la fiamma dell’amore.

Il divorzio sarebbe una scelta saggia, ma in gioco c’è un odio reciproco che tende a superare l’insofferenza che l’uno prova per l’altra e viceversa. Entrambi, nel loro intimo, giungono allora alla sola conclusione possibile: uccidere il partner. È così che Lisa escogita un viaggio in una sperduta baita di montagna per assassinare Lars, senza però sapere che l’uomo ha deciso di sfruttare la stessa occasione per assassinare lei.

Un trip action irresistibile

Incontenibile e spassoso, il nuovo film del folle autore di Dead Snow e Hansel e Gretel – Cacciatori di streghe rappresenta il centro perfetto di un diagramma di Venn cinematografico tra azione, commedia e horror di natura splatter, forse l’apice massimo in termini stilistici e concettuali del regista di Seven Sisters.

È sfacciato e profondamente inventivo in egual misura, e una sceneggiatura puntuale unita a ottime prestazioni attoriali e a un ritmo prima saldo e poi forsennato fanno di The Trip uno dei migliori film approdati su Netflix nel corso dell’ultimo anno. La qualità principale del progetto è riscontrabile prima di tutto nell’azione confezionata da Wirkola, un regista che sa come dirigere delle sequenze muscolari o movimentate declinandole alla perfezione in salsa sadica e divertita. La qualità del film, guardando anche alla scrittura – specie ai dialoghi – è tra lo stravagante e la favola noir, vicino in qualche modo al film di Ant Timpson con Elijah Wood (qui la recensione di Come to Daddy su Amazon Prime Video) ma con qualcosa di diverso e più d’impatto.

Alcune tinte e diversi passaggi richiamano alla mente l’ideale di cinema di Wes Anderson però sporcato del linguaggio filmico di McDonagh con un pizzico – ma giusto un pizzico – di Tarantino. La violenza, in The Trip, raggiunge infatti livelli decisamente selvaggi e fuori di testa senza però mai risultare eccessiva o fuori posto, aiutata di fatto dall’elemento commediato che smorza l’esasperazione del sangue e della brutalità e accentua invece l’ironia della scena.

Per farlo, la sceneggiatura e la regia di Wirkola si appoggiano costantemente alle magnifiche performance di una straordinaria Rapace e di un credibile Hennie, capaci insieme di una grande alchimia interpretativa, tanto nell’odio quanto nell’amore.

Strutturato su di un tessuto narrativo che sfrutta i flashback come metro di rivelazione dei piccoli ma importanti plot twist del film, The Trip riesce a convincere e catturare anche sul piano prettamente tecnico e artistico, facendo il giusto nel contesto d’appartenenza.

Per questo non risulta mai goffo in termini di stile e contenuto e anzi centrato, appassionante, lavorato al cesello per essere un mix di generi irresistibile. E alla fine pure l’elemento umano della coppia viene radicato in modo soddisfacente nell’azione sanguinaria al vetriolo che unisce con emozione Lisa e Lars, senza mai peccare di sdolcinatezza (e come sarebbe possibile, mentre il protagonista si dice fiero “di aver fatto saltare le palle a un uomo“?) ma puntando a una lenta e deviata riappacificazione, curiosamente sempre attraverso l’omicidio, ma almeno non reciproco.

Fonte : Everyeye