Ron Un amico fuori programma Recensione: una bella storia di amicizia

Si dice che la tecnologia non sia assolutamente un mezzo che aiuti le persone a entrare in contatto. Analisi senz’altro condivisibile e che per molto tempo, soprattutto ai primordi della pervasività dei social media, ha creato un distacco sostanziale tra realtà tangibile e virtuale, mutando col tempo in un’educazione agli smartphone e alle finestre digitali che dev’essere sicuramente ancora affinata, ma che allo stesso tempo ha ormai dimostrato le sue potenzialità.

Un contributo all’arricchimento degli individui i cui device non sono più solo oggetti destinati all’assuefazione, ma veicolo con cui mettersi in contatto con gli altri, dove spesso è soprattutto l’apparenza a muovere persone che hanno però imparato a non dimenticare i valori fondamentali da applicare nella vita fuori dallo schermo.

È così che i B*bot di Ron – Un amico fuori programma, al cinema dal 21 ottobre (qui potete recuperare il trailer di Ron), vanno a far coincidere le potenzialità digitali con le interazioni nella vita quotidiana tra i personaggi. Non solo dispositivi tecnologici che racchiudono al loro interno gli interessi, le passioni, le foto e i mi piace dei proprietari, ma veri e propri ponti di comunicazione che permettono ai loro detentori di fare amicizia anche in maniera convenzionale.

Ron e cosa significa essere amici

Da un’idea degli sceneggiatori Sarah Smith e Peter Baynham, Ron – Un amico fuori programma è l’opera di animazione che, sulla scia dei passi già avanzati dal Big Hero 6 firmato Disney (qui la nostra recensione di Big Hero 6), integra in una storia di contatto e formazione l’aiuto che la tecnologia può dare sia nell’esprimere se stessi che nel farci sentire meno soli.

Animato da Jean-Philippe Vine, Octavio E. Rodriguez e dalla sopracitata Smith, Ron da una parte insegna al suo protagonista e al pubblico che cosa significa essere un amico, dall’altra mostra come ormai anche le intelligenze artificiali siano portate a suscitare un affetto più che sincero. Proprio il sentimento che prova il protagonista Barney per il suo B*bot e che anche il pubblico finisce per esprimere sia per quell’adolescente continuamente assalito da un senso di inadeguatezza, che per il suo maldestro compagno elettronico. Le imperfezioni e i difetti di fabbrica del dispositivo digitale si rivelano le caratteristiche più autentiche per quanto concerne l’unione tra i due personaggi, in una pellicola che evidenzia come non ci sia algoritmo esatto per definire i termini di un’amicizia.

Tutto ciò che si può fare è dunque conoscersi e rimanere in ascolto, guardarsi e imparare a scoprire l’uno le paure, i difetti e le meraviglie dell’altro. Ron – Un amico fuori programma ci insegna che non bisogna rivolgere questi legami in un’unica direzione ma, al contrario, si deve avere il coraggio di aprirsi ed esporsi senza temere di mettersi a nudo, rassicurando chi ci sta accanto sul fatto che non verrà mai giudicato.

Tutta l’irriverenza del B*bot Ron

Il messaggio di positività traspare limpidamente dal film, che si avventura in una narrazione piena di eventi che rendono frenetico lo svolgimento della storia di Barney e del suo fido amico digitale. Una dinamicità che sembra sopraffare la pellicola e che invece trova pian piano spazio per ogni suo tassello, con un’irriverenza che attribuisce un carattere spavaldo e ironico al titolo, ammaccato come Ron in alcune sue parti ma irresistibile e dolce al pari dello sfrenato B*bot.

Azzeccata la scelta di Lillo Petrolo come doppiatore italiano del piccolo device (qui potete vedere Lillo nello spot SoloAlCinema). Con lui il divertimento non viene mai meno, grazie a una performance vocale dalla quale traspare l’innata simpatia del comico e attore romano (in originale Ron è doppiato da Zach Galifianakis). Il protagonista di Ron – Un amico fuori programma è il dispositivo che tutti vorremmo avere. Un personaggio inanimato, eppure in grado di spiegarci cosa vuol dire essere leali, infondendo il coraggio di non vergognarsi di ciò che si è, con la promessa di starci sempre accanto. Esattamente l’amico ideale, quello che sa riscaldarti grazie ai veri sentimenti.

Fonte : Everyeye