Auto e Moto d’epoca, la tecnologia rivoluziona il mondo delle classic car

La tecnologia invade anche il mondo delle classic car: ad Auto e Moto d’Epoca, il più grande salone del settore (115000 mq allestiti, 11 padiglioni, 1600 espositori, più di 5000 macchine e 4 mostre, oltre alle numerose case costruttrici presenti e ai tanti i collezionisti e appassionati in arrivo da tutta Europa) dal 21 al 24 ottobre il “restomod” gioca un ruolo di primo piano. Restomod è una delle ultime tendenze in fatto di restauri ‘creativi’, contaminati dalle tecnologie moderne ma mantenendo la continuità con il passato del veicolo storico. Un esempio, a Padova, sarà quello delle Citroen portate dal 2CV Méhari Club Cassis che restaura e riconverte in elettrico le auto classiche, ma fornisce anche il kit di riconversione elettrica R-FIT che permette di sostituire il motore originale a combustione con un motore elettrico, prolungando la vita delle auto d’epoca ed eliminando così le emissioni di CO2.

Ma per chi ama l’elettrico il salone offre un vero e proprio ritorno al futuro con Stellantis e Mercedes Benz che presentano le radici del loro percorso di elettrificazione e gli ultimi modelli. Nello specifico, Stellantis racconta 50 anni di ricerche confluiti nella Nuova 500 RED, partendo dall’innovativa concept car Fiat X1/23 del 1974. Sviluppata ben cinque decadi fa, è uno dei primi esempi al mondo di citycar a motore elettrico: piccola monovolume a due posti, con una velocità massima di 75km/h ed un’autonomia di 70 km ad una velocità costante di 50 km/h.

Mercedes-Benz espone, invece, la pioniera 190 E Elektro, un modello sperimentale con un motore elettrico per ognuna delle due ruote posteriori, presentato ad Hannover negli anni ‘90. All’altro capo dell’evoluzione si trova l’ammiraglia EQS: la vetta dell’elettrificazione del marchio Mercedes-EQ.

Anche per McLaren è tempo di presentare, a Padova, la prima supercar ibrida della Casa: Artura segna l’inizio di un nuovo capitolo. Sulla linea di continuità tra passato e futuro si cala anche la prima di Morgan Motor Company ad Auto e Moto d’Epoca, lo storico marchio inglese che realizza artigianalmente vetture sportive dallo stile inconfondibilmente rétro. Radici nel passato e la sostenibilità come orizzonte anche per i nuovi modelli R 18 di BMW Motorrad. Senza tempo, invece, il fascino della sempreverde Mercedes 190 SL. In mostra a Padova l’esclusivo esemplare posseduto da Gina Lollobrigida. E ancora velocità e tecnologia sostenibile per lo stand Bentley, con la Continental GT Speed – il modello più dinamico della gamma – e la nuova Bentayga Hybrid.

Insomma il futuro, anche nel settore delle classic car, oggi gioca un ruolo di primo piano, come testimonia appunto il salone di Padova: “La passione non conosce confini di spazio e di tempo – spiega infatti Mario Baccaglini, organizzatore del salone Auto e Moto d’Epoca da quasi 40 anni – e lo straordinario mix fra moderno e classico che da sempre abbiamo proposto ai nostri visitatori si sta rivelando il filone vincente nella strategia espositiva di tutte le case automobilistiche: ogni brand riallacciandosi alla sua storia propone una visione personalissima del futuro. Ecco il segreto del successo della nostra manifestazione”.

E sulla scia di quanto detto da Baccaglini, a Padova sarà esposta una mostra “Semplice, immediata, proiettata nel futuro” come dicono gli organizzatori, ossia una rassegna dedicata allo stile della Collezione Bertone. Ecco quindi sulle pedane 16 straordinari prototipi nel grande ASI Village dell’Automotoclub Storico Italiano (Pad.4), per illustrare cinquant’anni di stile firmato dal celebre carrozziere torinese; dal 1967 alla seconda decade degli anni Duemila. Ad eccezione dell’iconica Lamborghini Miura S del 1967, prodotta in serie, sono tutti modelli unici e concept-car che hanno stupito il mondo quando sono stati svelati nei più importanti saloni internazionali dell’automobile. Tra questi la Citroën Camargue del 1972, la Ferrari Rainbow del 1976, la Chevrolet Ramarro del 1984, la Bertone Bliz del 1992, l’Aston Martin Jet2 del 2004 e la Jaguar B99 del 2011.

Certo, Padova rimane sempre e comunque un salone con il cuore alle classic car. Ecco quindo Aci Storico che al Pad. 3 celebra l’epoca d’oro del Superturismo con i grandi piloti e le auto degli anni ‘80 e ‘90 come l’Alfa GTA del ’92 di Alessandro Nannini e la BMW M3 2500 1992 di Roberto Ravaglia. Sempre nello Stand ACI la mostra Lancia Endurance: l’avventura in pista di Lancia Martini. Protagoniste dell’allestimento le tre Lancia da pista della Fondazione Macaluso: la Beta Montecarlo, la LC1 e la LC2, vere e proprie icone del motorsport degli anni Ottanta vestite nella classica livrea Martini Racing. E ancora l’esposizione di 10 moto Guzzi, una per ogni decennio dell’iconico marchio made in Italy, per raccontare la storia della casa che ha incarnato l’ideale di progresso scientifico, industria e innovazione in Italia. Tra le moto esposte, la Sport 500 prodotta tra il 1924 e il 1928, la Motoleggera 65 Guzzino (1946-1954), la popolare Galletto 160/175/192 (1950-1966), la grintosa V7 Sport 750 (1971-1974) fino alla MGX-21 1400 (2016-2019).

A proposito di Motorsport, la Gipimotor e la Carrozzeria Scartapatti porteranno tre Ferrari uniche: la 250 GT Drogo, la 308 GTB Gr.4 elaborata Facetti e la 250 GT Pininfarina certificata Ferrari Classiche. Una delle leggendarie Stratos e la rarissima FIAT OttoVù del 1953, la seconda mai costruita dopo le 6 pre-serie, arrivano nel più grande stand di sempre allestito a Padova da Ruote da Sogno. Dall’Olanda con Fine Automobiles arrivano, invece, la Bugatti T37 del 1926, vettura che all’epoca corse a Le Mans, l’Alfa Romeo TZ del 1964, e la Bugatti T57C Gangloff special convertible.

Tantissimi, infine, i club e registri storici presenti al salone con i loro gioielli, come per esempio l’Alfa Romeo 6C 2300 L Mille Miglia, la prima Superleggera di sempre, e la secolare Lancia Lambda, la prima auto moderna della storia. È il centenario dell’auto di Vincenzo Lancia che segnò la rivoluzione dell’industria automobilistica; esposti tre modelli: una berlina, una balloon e una torpedo.

Fonte : Repubblica