Quentin Tarantino pensa ad un western multilingue: sarà il suo decimo e ultimo film?

Alla Festa del Cinema di Roma Quentin Tarantino ha parlato di Kill Bill 3 e di tantissimi altri argomenti, uno dei quali ha riguardato il possibile ritorno al genere western come ultimo film.

Come saprete, infatti, da anni Quentin Tarantino ha annunciato il ritiro dalla carriera di regista dopo l’uscita del decimo lungometraggio, ovvero il prossimo: non si sa ancora con quale progetto l’autore abbia deciso di dire addio al cinema, a due anni dall’uscita del pluripremiato C’era una volta ad Hollywood le indiscrezioni sono tantissime. A gettare benzina sul fuoco lo stesso Tarantino, che con la solita parlantina che lo contraddistingue ad ogni nuova intervista sembra anticipare un film diverso. E adesso, dalla Festa del cinema di Roma, il regista ha reso noto il suo interesse in un progetto che ha descritto come uno spaghetti western in cui i personaggi parlano tutti lingue diverse. Tuttavia, Tarantino ha assicurato ai presenti che il progetto non sarebbe stato il suo decimo e ultimo film.

Non è come il mio prossimo film. È un qualcos’altro che sto pensando di fare, ma non ho intenzione di svelare di cosa si tratta. Però posso dire che, come parte di questa cosa, ci sarà uno spaghetti western. E non vedo l’ora di girare questa cosa, perché sarà davvero divertente. Diciamo che la girerò in stile spaghetti western, ma è una storia in cui tutti i personaggi parleranno una lingua diversa. Il Bandido messicano è un italiano; l’eroe è un americano; lo sceriffo cattivo è un tedesco; la ragazza messicana del saloon è israeliana. E tutti parlano una lingua diversa. E gli attori non capiranno: sapranno di dover dire la loro battuto solo quando l’altro attore avrà finito di parlare.

Non essendo questo progetto un film, che si tratti di un episodio della serie Bounty Law, che Tarantino ha confermato di voler realizzare? Staremo a vedere. Quel che è certo è che il regista in passato ha dimostrato una certa passione per le lingue dialogate, come dimostrate dal cult Bastardi senza gloria: quell’opera infatti contiene dialoghi in inglese, francese, tedesco e italiano e probabilmente ha rappresentato il progetto più ambizioso del regista almeno fino all’uscita di C’era una volta a Hollywood. fino a quel momento.

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Fonte : Everyeye