Jack White, esce il nuovo singolo “Taking Me Back” per il videogame Call of Duty: Vanguard

Il cantautore ha rilasciato un nuovo brano inedito, pubblicato in 2 versioni: una con il suo tipico sound distorto e l’altra con il suo altrettanto tipico suono acustico con tocco jazz. Il pezzo rock fa da colonna sonora al videogioco che uscirà il 5 novembre, infatti è accompagnato da un videoclip con immagini tratte dal gioco. Non sentivamo nuove creazioni inedite da solista dell’ex chitarrista e cantante del duo rock The White Stripes dal lontano 2018, anno in cui diede alle stampe “Boarding House Reach”

È uscito un nuovo singolo di Jack White, con una doppia versione caratterizzata da sound diametralmente opposti ma ugualmente tipici di questo geniale musicista che ha fatto la storia del rock degli ultimi decenni.

La canzone si intitola “Taking Me Back” ed è legata all’attesissimo videogioco “Call of Duty: Vanguard”, la cui uscita è prevista per il prossimo 5 novembre.

Il brano del rocker di Detroit farà parte della colonna sonora del videogame, infatti è uscito accompagnato da un videoclip con immagini tratte dal gioco.

Non ascoltavamo creazioni inedite da solista dell’ex chitarrista e cantante del duo rock The White Stripes (nonché membro delle band rock The Raconteurs e The Dead Weather) dal lontano 2018, anno in cui Jack White diede alle stampe il suo ultimo album, “Boarding House Reach”.

La versione più rock di questa sua nuova canzone riprende decisamente il filone battuto con quel suo ultimo disco: il sound distorto e le ritmiche sincopate, squisitamente rock, tornano a ricoprire il ruolo delle grandi protagoniste.

Non meno tipica dello stile di Jack White è anche la seconda versione del brano, una variante acustica caratterizzata da un suono lievemente jazz che si rivela diametralmente opposta a “Taking Me Back” e, al contempo, parallelamente tipica del sound à la Jack White.

Questo cantautore, polistrumentista, produttore discografico (e attore) statunitense è infatti famoso per saper mescolare rock alternativo, suoni punk, stilemi dell’indie rock e sonorità blues, sfornando pezzi dotati di una carica degna degli AC/DC benché suonati magari soltanto con una chitarra acustica. Tipo i Tenacious D ma meno hard rock, ecco.

La seconda versione di questo nuovo singolo è così diversa da quella che potremmo definire l’originale (in verità non si sa quale delle due sia l’originale…) che l’artista ha deciso di scegliere un titolo leggermente diverso per differenziarle: “Taking Me Back (Gently)”.

Potete guardare il videoclip della canzone di Jack White “Taking Me Back” con le immagini tratte dal videogame “Call of Duty: Vanguard” nel video che trovate in fondo a questo articolo.

La nuova sede dell’etichetta di Jack White appena aperta a Londra

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Jack White si è esibito a sorpresa lo scorso settembre a Londra, in occasione dell’apertura di una nuova sede londinese della sua etichetta discografica con negozio annesso, la Third Man Records.

Il musicista di è detto molto emozionato per questo traguardo tuttavia ha espresso anche che la sua volontà sarebbe stata quella di portare musica nei centri periferici anziché in città già così inondate di cultura come Londra.

“Devo confessarlo, se potessi aprirei negozi della Third Man nelle strade nelle zone povere piuttosto che nel centro di Londra. Nel mio quartiere non abbiamo mai avuto un negozio di dischi o una libreria. Questo probabilmente ha molto a che fare con la mia idea della Third Man come una chiesa per una religione delle arti dove, per dare un tocco romantico, stiamo diffondendo il Vangelo. Mi piace l’idea che qualche ragazzo possa essere attirato nel negozio dai colori e dalle luci, per poi ascoltare un disco punk che gli cambia la vita”, ha dichiarato Jack White.

Per lui la musica e la cultura sono davvero parte di una religione. Jack White è una sorta di missionario del rock, un artista la cui missione è proprio quella di portare l’arte dappertutto, specialmente dove non se ne vede l’ombra.

Un vero e proprio “malato di arte”

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Poche settimane fa questo artista poliedrico aveva rivelato di sentire la necessità di continue sfide e di nuovi obiettivi sul piano artistico.

In occasione di un’intervista rilasciata per la Saturday Review del Times, John Anthony Gillis (questo è il nome all’anagrafe di Jack White) aveva dichiarato di avere un vera e propria ossessione per l’arte. Si è addirittura autodefinito “malato di arte”.

“Ho questa malattia e non so come sia iniziata, ma se non ho una lotta in cui misurarmi, mi spavento e mi confondo. Se non faccio in qualche modo dell’arte, mi preoccupo. Vorrei poter conoscere il motivo per cui questa cosa mi è necessaria. Io non posso farne a meno”, ha dichiarato l’artista al Saturday Review del Times.

La sua crociata per il ritorno del vinile

Dirt Tapes, l’etichetta che fa risorgere le musicassette. INTERVISTA

Sulle imprese artistiche et similia del 46enne rocker di Detroit si potrebbe scrivere un’intera enciclopedia.

Ricordiamo anche che a Jack White si deve il merito di essere stato uno dei primi fautori del ritorno del vinile.

Il musicista ha aperto nella sua città natale una fabbrica specializzata nella stampa di questo supporto musicale analogico.

“Facevamo parte di un movimento pionieristico per rendere di nuovo il vinile una realtà. Ora non passa giorno in cui non si veda uno show televisivo che non abbia un giradischi. L’ultimo album di Taylor Swift nella prima settimana ha venduto 125.000 copie in vinile. Ora Olivia Rodrigo, Billie Eilish e tutte le giovani pop star pubblicano dischi in vinile. È stato fantastico far parte della genesi di tutto ciò”, queste le parole di Jack White, il quale sa bene di essere uno dei nomi delle sette note che dobbiamo ringraziare per il grande ritorno di uno dei supporti musicali più cult della storia.

La carriera di Jack White

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Al secolo John Anthony Gillis ma noto al grande pubblico con il nome d’arte di Jack White, questo musicista e attore è nato a Detroit nel 1975.

All’età di sei anni ha incominciato a suonare la batteria avvicinandosi alle sonorità del blues, del folk e del rock.

Negli anni ’90 ha conosciuto una ragazza che lavorava come barista in un bar di Detroit. Il suo nome? Megan Martha “Meg” White, quella che poi conosceremo come Meg White. Da notare quindi che il cognome che ha preso Jack nel suo nome d’arte è quello vero di colei che è stata la sua compagna di musica e anche di vita per parecchi anni.

La nascita dei White Stripes

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Nel 1997 Jack e Meg White fondano il White Stripes. Nel 1998 vengono pubblicati da un’etichetta indipendente. Il resto è storia, del rock e della musica: questo duo dà alle stampe sei album di rock puro arricchito da influenze indie, alternative, punk, garage e anche blues.

La loro hit più importante è Seven Nation Army, per noi italiani particolarmente cara in quanto è poi diventata l’inno ufficioso della vittoria alla finale del campionato mondiale di calcio 2006 (disputata il 9 luglio 2006 all’Olympiastadion di Berlino, con un 5-3 per l’Italia sulla Francia ai tiri di rigore, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e supplementari. Una partita che ha fatto la storia dello sport e anche dei festeggiamenti).

La prima traccia del quarto disco dei White Stripes, quel capolavoro di “Elephant”, è diventata da allora una sorta di secondo inno nazionale (con tutto il rispetto per Mameli, anzi: per Michele Novaro, il compositore che musicò nel 1847 le parole scritte da Mameli per l’inno nazionale della Repubblica Italiana).
Quel Popopopopopopooo è riecheggiato da allora in innumerevoli stadi, arrivando a contagiare tutto il mondo. Non solo per quanto riguarda il calcio ma anche il football americano.

Lo scioglimento dei White Stripes e gli altri gruppi di Jack White

Jack White già dal 2004 ha inaugurato una nuova band, i Racounters, con cui ha continuato a suonare, fino ad arrivare a oggi. Nel 2009 ha formato anche i Dead Weathers.

La carriera da solista e da produttore

Il suo primo disco da solista è uscito nel 2012, con il titolo di Blunderbuss. Due anni dopo dà alle stampe Lazaretto, anticipato dall’omonimo singolo.

Nel 2018 ha pubblicato il suo terzo album da solista, Boarding House Reach, mentre nel 2019 ha pubblicato un nuovo disco molto apprezzato assieme alla band Racounters, ossia Help Us Stranger.

Il mistero della relazione tra Jack e Meg White

La carriera da attore

Addirittura ha esordito prima nella settima arte rispetto alle sette note.

Nel 1987 ha debuttato sul grande schermo in una piccola parte, quella del chierichetto, nel film I delitti del rosario.

Nel 2003, già famoso come musicista, interpreta il ruolo di Georgia nel film Ritorno a Cold Mountain.
Nello stesso anno interpreta se stesso in Coffee and Cigarettes di Jim Jarmusch. Nel 2005 interpreta ancora una volta se stesso nel film The Fearless Freaks mentre due anni più tardi si cala nel ruolo di niente po’ po’ di meno che Elvis Presley in Walk Hard: La storia di Dewey Cox.

Nel 2008 partecipa al documentario Rolling Stones – Shine a Light, nel 2009 interpreta Mikey nel film Mutant Swinger from Mars e poi se stesso in It Might Get Loud.
Nel 2016 recita nella serie televisiva I Muppet ruolo di se stesso.

Curiosità che forse non sapete su Jack White

– Prima di intraprendere la professione del musicista, ha aperto un’attività come tappezziere. Non ha avuto successo perché non riusciva a chiedere ai clienti un compenso che fosse superiore alla spesa da lui sostenuta per i materiali.

– Ha un’ossessione per il numero 3. “La musica ruota sempre attorno al numero tre, anche se siamo solo in due a suonare: voce, chitarra e batteria. E ancora: ritmo, melodia e testo. La prima volta che ho notato la ricorrenza del numero tre è stato quando lavoravo in tappezzeria. C’era un pezzo di stoffa sopra un divano da riparare. il ragazzo che mi insegnava il mestiere ci mise tre puntine. Non se ne potevano mettere due, per tappezzare qualsiasi cosa c’era bisogno di almeno tre puntine. E mi sembrava che tutto ruotasse intorno a questo numero. Per fare un tavolo bastano tre gambe. I tre elementi della musica. Il tre può essere visto in tanti modi differenti. C’è la trinità cristiana. Alla ruota di una macchina bastano tre bulloni per mantenersi stabile. Se rompi le regole della musica ma mantieni la struttura a tre componenti, otterrai l’essenza della musica, senza scervellarsi o fare eccessi”, ha dichiarato Jack White.

– È stato inserito dalla rivista Rolling Stone al 70esimo posto nella lista dei 100 migliori chitarristi della storia.

– Nel 2007 è entrato nel Guinness dei Primati con i White Stripes per il concerto più breve della storia: il duo rock ha suonato una sola nota, davanti a un pubblico di 500 persone.

– È un appassionato di tassidermia, la tecnica per la conservazione di animali morti.

Di seguito potete guardare il videoclip della canzone di Jack White “Taking Me Back” con immagini tratte dal videogame “Call of Duty: Vanguard”:

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Fonte : Sky Tg24