Come funziona Raya, il social network delle celebrità

C’è vita oltre Facebook? Parlo di vita social ovviamente.  Anche ammettendo di voler lasciare il social fondato da Mark Zuckeberg, e magari anche Instagram, che fa parte dello stesso gruppo, che alternative abbiamo? Qualche indicazione ci viene dalla storia di Raya, è il social network segreto dei ricchi e famosi, delle celebrità. E’ stato fondato, ovviamente in segreto, nel febbraio del 2015 e durante la pandemia è cresciuto parecchio pare. Pare perché Raya è come il Fight Club di Brad Pitt: la prima regola di Raya è che è vietato parlare di Raya. La seconda, è che se ne fai parte e ne parli o peggio fai uno screenshot della app (solo per iOS), viene immediatamente espulso. 

Insomma, è un social network privato che di fatto è un club per pochi. A che serve? A metterti in contatto con persone come te che potrebbero cambiarti la vita. A seconda dei punti di vista alcuni lo considerano un “Tinder per gli Illuminati”, un app per incontri sentimentali; altri, un Linkedin per le celebrità in cerca di lavoro. I cosiddetti vip pare che siano molto intrigati da questo piccolo mondo chiuso (qui un elenco): qualche tempo fa si è molto parlato delle donna che aveva bloccato Ben Affleck pensando che fosse un profilo falso salvo scoprire che era proprio Ben Affleck (la donna è stata subito espulsa per aver condiviso la storia su TikTok)

Dietro Raya c’è Daniel Gendelman, 36 anni, che dopo aver scelto il silenzio assoluto ha deciso di parlare con il New Yorker. Ha raccontato che l’idea gli venne una volta che si sentiva solo ad un evento per startup a Tel Aviv, che ha fondato Raya nel suo appartamento a West Hollywood, di averla pensata come un club dove chiedi di essere ammesso portando referenze e paghi 10 dollari al mese per il servizio. Gli utenti sarebbero meno di un milione che sono nulla rispetto ai tre miliardi di Facebook. Ma funziona proprio per questo. Raya ci dice qualcosa sul futuro possibile dei social: tanti, piccoli e chiusi. 

Fonte : Repubblica