Festa cinema Roma 2021, Bellocchio libera Aldo Moro dalle BR nella serie “Esterno notte”

Il regista, ha presentato in anteprima mondiale tre scene della nuova produzione. In una di queste, lo statista della Dc ringrazia i suoi rapitori che lo hanno liberato e accusa duramente il partito, dimettendosi da tutte le cariche. In un’altra scena dialoga col pontefice Paolo VI sulla necessità di un’alleanza col Pci. L’idea della serie è nata, ha spiegato Bellocchio, guardando la famosa foto che ritrae Moro in spiaggia a Torvajanica, vestito con l’abito di lino e la cravatta vicino alla figlia in costume

Dopo 18 anni Marco Bellocchio torna sulla storia di Aldo Moro. Il regista, 82 anni, ha presentato in anteprima mondiale alla festa del Cinema di Roma tre scene della sua nuova produzione, una serie tv. Si chiama Esterno notte e vede Fabrizio Gifuni protagonista nei panni dello statista della Dc. Un lavoro che arriva dopo 18 anni dal film Buongiorno Notte (2003) sulla prigionia di Aldo Moro, rapito e poi ucciso dalle Brigate rosse: anche il film culminava con una sua ipotetica liberazione, in un’ultima scena che lo vedeva passeggiare per le strade di Roma. Anche questa volta, nella serie prodotta da Lorenzo Mieli e Simone Gattoni con Rai Fiction, Moro viene liberato dalla Br. Lo sguardo è tutto rivolto all’esterno: “Nel mio film la prospettiva era tutta dall’interno della prigione, questa volta invece racconto i personaggi che stavano fuori da quella stessa prigione”. Quanto alla visione di Moro libero, “non è la prima volta che succede. L’ho già fatto passeggiare fuori dalla prigione proprio in “Buongiorno notte”, quando i panni di Moro li vestiva Roberto Herlitzka”.

Le tre scene in anteprima

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La prima scena mostrata si svolge in un ospedale completamente blindato dalle forze dell’ordine e pieno di politici. Qui appare un Aldo Moro redivivo, anche se a letto e con la barba lunga, che riceve le visite di Andreotti, Cossiga e Zaccagnini e che esprime davanti a tutti la sua gratitudine per le Brigate Rosse che lo hanno liberato. Andreotti e Cossiga sono decisi a non rivelare ancora al mondo che lo statista è vivo e non più prigioniero: “Ci vuole cautela, sentiamo prima gli americani”, dicono. Aldo Moro accusa la Democrazia Cristiana: “Provo incompatibilità con il partito, rinuncio a tutte le cariche e soprattutto mi dimetto dalla Dc”. Al capezzale Andreotti, alla domanda se bisognasse dirlo al Papa Paolo VI, replica: “Meglio non dire nulla a Sua Santità”. La seconda scena rappresenta proprio un incontro proprio tra Paolo VI (interpretato da Toni Servillo) e Moro su un argomento che sottende forse la tragedia del politico democristiano. Moro cerca di convincere il Papa dell’opportunità di avere l’appoggio del PCI. Alle pacate rimostranze del Pontefice, lo statista replica spiegando che non si tratta di un’alleanza con il PCI, ma solo di un appoggio esterno, ma il Papa non sembra molto convinto. Infine anche una scena di scontri datata 12 marzo del 1978, quattro giorni prima del rapimento di Moro, in cui un gruppo di sinistra si scontra con la polizia a Piazza del Gesù, allora sede della Dc, mentre Moro assiste pensieroso alla scena.

L’idea della serie

“È la prima volta che produco una serie tv e dico, forse con una battuta tenebrosa, che avendo una certa età forse è anche l’ultima volta”, sottolinea con ironia Bellocchio, prima di mostrare le sequenze. “L’idea mi è venuta in occasione del 40esimo anniversario della morte di Moro, quando ho visto una sua foto in doppiopetto al mare sulla spiaggia di Torvaianica, con la figlia invece in costume”. Nella serie recitano, oltre a Gifuni e Servillo, anche Margherita Buy, Fausto Russo Alesi, Gabriel Montesi e Daniela Marra. “La serie parte dalla strage e poi si concentra sui personaggi che vivono esternamente la prigionia di Moro, Francesco Cossiga, Giulio Andreotti, Eleonora Moro e i brigatisti”, ha dichiarato il regista. Bellocchio ha svelato inoltre che tre scene della serie sono state girate a Cinecittà, una delle quali nello stesso affaccio su San Pietro costruito per Habemus Papam di Nanni Moretti.

Fonte : Sky Tg24