Perché dovresti lasciare subito il tuo lavoro

Lasciare il proprio lavoro può sembrare una decisione stressante, ma non dovrebbe esserlo: perché non inizi a vederlo come un modo di prenderti cura di te stesso dal punto di vista professionale?

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La domenica sera inizi a provare una terribile sensazione di paura? Stai lavorando e ti chiedi se stai sprecando il tuo tempo? Il tuo capo ha rifiutato le tue richieste di lavoro flessibile o non vuole discutere il tuo futuro percorso professionale? Allora è arrivato il momento di lasciare il tuo lavoro: e non c’è mai stato un momento migliore per farlo.

Generalmente, sono una persona a cui piace ascoltare, ma quando i miei amici si lamentano del loro lavoro, non posso fare a meno di proporre la seguente soluzione: “Se odi così tanto il tuo lavoro, vattene!“. L’idea è decollata in piena pandemia, scatenando la cosiddetta  Grande dimissione: un sondaggio di Adobe , infatti, mostra che il 35% dei lavoratori aziendali vorrebbe cambiare occupazione nel prossimo anno, in virtù di maggiori aspettative per quanto riguarda la flessibilità della posizione lavorativa. Negli Stati Uniti, ben quattro milioni di americani (un record) hanno lasciato il proprio posto di lavoro; e questo solo nel mese di aprile.

Questo, insieme alle vari riprese economiche che mettono fine al blocco delle assunzioni, significa che là fuori ti aspettano numerosi posti di lavoro, sia che si tratti di una posizione simile in un’azienda migliore o di una nuova carriera professionale in un ambito diverso. L’agenzia per il lavoro ManpowerGroup riporta che gli addetti alle risorse umane stanno facendo fatica a coprire i ruoli disponibili, con tre quarti dei datori di lavoro che non riescono a trovare il talento adatto; inoltre, un rapporto del Chartered Institute of Personnel and Development segnala che il 39% dei datori di lavoro intervistati offre posizioni “difficili da ricoprire”. Per i dipendenti, non c’è mai stato un momento migliore per licenziarsi, cambiare carriera in un nuovo ambito o presentare richieste basilari come un aumento di stipendio o flessibilità sul posto di lavoro: per una volta, il potere è nelle tue mani.

Quest’affermazione, forse, è un po’ troppo ottimistica, quindi non entrare a grandi passi nell’ufficio del tuo capo presentando richieste o consegnando drasticamente il tuo preavviso di dimissioni. Per prima cosa, scopri se effettivamente c’è una carenza di personale nel tuo campo (c’è un’alta domanda nell’IT, nell’informatica e nell’ingegneria, ma gran parte della posizioni da ricoprire  si trovano nel settore del servizio clienti, della logistica e dell’amministrazione) e liberati dallo stress finanziario ed emotivo trovando prima un nuovo impiego.

Prima di abbandonare la nave, leggi la nostra guida su come lasciare correttamente il posto di lavoro e, in particolare, prenditi del tempo per comprendere realmente che cosa ti aspetti dal nuovo datore. “Investire il tempo necessario per esplorare davvero le ragioni per cui senti di voler voltare pagina è davvero fondamentale“, afferma Kate Mansfield, career coach e responsabile del programma di sviluppo presso Career Counselling Services. La Mansfield, inoltre, avverte che lasciare il proprio impiego senza prendere in considerazione questi aspetti aumenta il rischio che “gli stessi problemi si materializzino nel lavoro successivo“.

Come si fa a sapere se è arrivato il momento di lasciare il proprio lavoro? Il mio consiglio è di elaborare un piano di uscita non appena si nota che, al lavoro, si è costantemente infelici. Kim Sprague, career e leadership coach presso Seven Career Coaching, è più misurata ed elenca cinque segnali che indicano che è ora di abbandonare il tuo impiego: hai l’ansia al solo pensiero di andare al lavoro; la tua infelicità professionale si sta riversando nella tua vita privata; non riesci a vedere un percorso professionale e una carriera davanti a te; il tuo capo/i tuoi responsabili non ti offrono alcun tipo di sostegno o non affrontano i problemi sul posto di lavoro; non vuoi parlare di lavoro con amici e familiari.

Marie de Champchesnel, anche lei career coach presso Seven, aggiunge che la ricerca di un nuovo ruolo non essere necessariamente frutto di una situazione negativa e potresti cercare un’altra occupazione semplicemente perché ti annoi: “Magari stai ricoprendo lo stesso ruolo da un bel po’ e le cose vanno bene, ma il tuo cervello non deve lavorare duro per avere successo e hai smesso di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno“, afferma, aggiungendo che questo significa che “sei pronto per una nuova sfida“.

Lasciare il proprio lavoro può sembrare una decisione stressante, ma non dovrebbe esserlo: perché non inizi a vederlo come un modo di prenderti cura di te stesso dal punto di vista professionale? Una volta presa la decisione, non soffermarti sui rimpianti o su ciò che ti manca del tuo vecchio ufficio, ma guarda avanti e costruisci un futuro migliore. “Non esistono decisioni ‘buone’ o ‘cattive’, ma solo opportunità di apprendimento“, afferma la Sprague. “La cosa più importante è che tu, in un modo o nell’altro, prenda una decisione. Saranno poi le azioni successive a dare forma ai tuoi risultati“.

Alla fine, dipende da te. Ma se il tuo lavoro non ti porta un po’ di felicità (per lo meno alcune volte), allora perché non trovarne uno che lo faccia? Non è mai stato così facile come adesso: rispolvera il CV, aggiorna LinkedIn, fissa dei colloqui su Zoom e fai in modo che il prossimo anno e mezzo sia migliore del precedente.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente su WIRED UK

Fonte : Wired