Il futuro della riabilitazione è anche in apparecchiature moderne e terapie innovative

Quando parliamo di riabilitazione fisica, siamo abituati a riferirci ai classici metodi in ambito diagnostico e terapico: se una risonanza magnetica serve a scovare il problema, la buona vecchia fisioterapia aiuta a tornare in forma come prima. Un metodo che fino a oggi ha sempre funzionato, quindi perché decidere di provare a cambiare?

Il motivo è molto semplice: il progresso tecnologico ci offre oggi possibilità e potenzialità di assoluto rilievo. Hardware, software e strumentazioni all’avanguardia possono affiancare e supportare lo specialista nel suo lavoro quotidiano. A Roma si lavora proprio in tale direzione: il Poliambulatorio Sanem Somalia, struttura privata del Gruppo Korian e punto di riferimento per la riabilitazione, si è dotato di apparecchiature avanzate sia nell’ambito della diagnostica che della successiva terapia, quali quelli di seguito descritti, oltre a servirsi di Professionisti specializzati nella diagnostica per immagini e nella medicina fisica e di riabilitazione.

G-SCAN: la risonanza magnetica in piedi

Rispetto alle tradizionali apparecchiature di risonanza magnetica ad alto campo, dove il paziente deve necessariamente rimanere disteso nel classico tunnel chiuso, il Poliambulatorio ha installato il G-SCAN, ovvero una risonanza magnetica aperta sotto carico in piedi. Un’apparecchiatura con ottime performance che consente lo studio delle articolazioni e della colonna vertebrale con il paziente in posizione eretta. Questo permette di valutare il paziente sotto carico, nella condizione che abitualmente si assume nel corso delle normali attività giornaliere, quella in piedi. La posizione, del tutto naturale, dà modo di visualizzare più efficacemente le compressioni vertebrali e le patologie delle articolazioni, evidenziando i rapporti tra le varie strutture muscolari, cartilaginee, ossee e legamentose, quando sottoposte al peso del corpo.

Uno strumento in più, dunque, nella diagnosi di tutte quelle patologie che presentano sintomi o dolori che si riducono o addirittura scompaiono nel momento in cui ci si sdraia. Senza contare che, essendo una risonanza aperta può essere particolarmente adatta, nell’ambito dei fini sopra descritti, ai soggetti claustrofobici, non più costretti a infilarsi nel tradizionale tunnel.

Una prospettiva diversa, dunque, di ausilio per i Professionisti del settore e anche per i Pazienti. Il recente aggiornamento al macchinario, effettuato dal Poliambulatorio Sanem Somalia, inoltre, di ottenere oggi immagini di qualità diagnostica eccellenti.

Insomma, il G-SCAN migliora l’attività diagnostica, ma altrettanto bene, in ambito riabilitativo, sono in grado di fare anche due terapie all’avanguardia utilizzate dal Poliambulatorio.

Hunova: spazio ai robot nella fisioterapia

Rimanendo nel campo della tecnologia avanzata, infatti, presso il Sanem Somalia è stato installato il sistema per la riabilitazione robotica Hunova, un vero e proprio robot-fisioterapista in grado di assistere il professionista (formato nel relativo utilizzo) e il paziente nel trattamento. Composto da una piattaforma per l’esecuzione degli esercizi e da una seduta mobile, entrambe programmabili, da un corrimano e un comodo touch screen, il sistema permette di svolgere, in linea teorica, oltre 150 esercizi differenti, sia di tipo passivo che attivo e di tarare gli esercizi sulla base delle misure eseguite dai sensori, da calibrare in ragione della patologia e delle necessità del paziente.

Questo consente al fisioterapista, sulla base del piano terapeutico stabilito dal Medico, di personalizzare il trattamento, automatizzando il processo riabilitativo e valutando i progressi dei pazienti in tempo reale grazie ai parametri restituiti dal robot. Ortopedia, riabilitazione sportiva, neurologia e geriatria sono gli ambiti che fino ad oggi hanno tratto maggior vantaggio da Hunova.

Idrochinesiterapia: tutti i vantaggi della riabilitazione in acqua

In aggiunta a questa innovazione, il Poliambulatorio si è dotato anche di una piscina dedicata alla riabilitazione in acqua, per poter agire anche su questo fronte terapico. La cosiddetta idrochinesiterapia, si è dimostrata, infatti, un valido aiuto nel recupero fisico dei pazienti, in quanto favorisce i processi di apprendimento delle fibre motorie.

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Come agisce l’idrochinesiterapia? Essendo una riabilitazione basata sul movimento in acqua, essa sfrutta innanzitutto l’effetto antidolorifico e decontratturante dell’acqua calda in termini di rilassamento muscolare e di miglioramento dell’irrorazione sanguigna. A tali vantaggi si unisce poi la maggior semplicità di movimento dovuta alla diminuzione del peso corporeo del 90% sulle articolazioni e sulla colonna vertebrale, che contribuisce a diminuire lo stress su tali zone interessate.

L’idrochinesiterapia ha dato i migliori risultati non solo nel recupero a seguito di interventi chirurgici, innesto protesi, fratture, distorsioni e lussazioni, ma anche in casi di ernia del disco, sciatalgie e lombalgie, mal di schiena, osteoporosi avanzate, emiplegie, paraplegie e tetraplegie, fino a ottenere effetti positivi anche in soggetti affetti da sclerosi multipla e morbo di Parkinson.

Due nuovi metodi di approcciare la riabilitazione fisica e il trattamento dei pazienti (riabilitazione robotica e riabilitazione in acqua), dunque. Tre innovazioni importanti che consentono al Poliambulatorio Sanem Somalia di assestarsi come punto di riferimento a Roma e nel Lazio per il la diagnosi e la cura di determinate patologie.

Fonte : Roma Today