Cenerentola, alla scoperta di tutti i live action dagli anni 90 ad oggi

Tale as old time…“, una storia antica quanto il tempo, per citare un brano appartenente a una delle più celebri fiabe di sempre, La Bella e la Bestia. Oggi vi parliamo però di un altro dei racconti più conosciuti e noti al mondo, le cui origini sono sempre state dibattute: Cenerentola. Sebbene si faccia canonicamente risalire al Cunto de li Cunti (o Pentamerone) di Gianbattista Basile, una delle prime istanze in cui la storia della giovane dal cuore d’oro fece la sua comparsa in versione scritta, almeno in terra europea, delle versioni pre-esistenti al 1936 si possono riscontrare addirittura nell’antica Grecia, dove veniva narrata la storia di Rhodopis (una schiava che finì con lo sposare il Re d’Egitto).

Ma che si tratti di Basile, Perrault, i Fratelli Grimm o qualsiasi altro autore che ne riportò una sua variazione, la fiaba di Cenerentola ha affascinato intere generazioni, fino ad arrivare a conquistare i palcoscenici di ogni dove, ma anche il piccolo e grande schermo. Numerosissimi sono infatti gli adattamenti cinematografici e televisivi delle sue vicende, più o meno fedeli ai racconti scritti, con ambientazioni fantastiche e moderne (il più famoso, ovviamente, è il classico d’animazione Disney del 1950).

Vediamone insieme alcuni dei più recenti e rinomati, circoscrivendo il periodo di riferimento agli ultimi 25 anni e limitandoci alle produzioni interamente dedicate proprio a Cenerentola, escludendo quindi opere come Into The Woods, nella quale è solo uno dei tanti personaggi delle fiabe protagoniste (il che non vi impedisce di recuperare la nostra recensione di Into The Woods).

Cinderella (Rodgers & Hamerstein’s Cinderella, 1997)

Prodotta dal celebre duo di Broadway Rodgers e Hammerstein, come indica anche il titolo originale, in collaborazione con Whitney Huston, che nel film interpreta la Fata Madrina, questa Cenerentola fu realizzata nel 1997 per la televisione americana come speciale per il network ABC di proprietà di Disney.

Brandy Norwood, la protagonista, è stata la prima attrice di colore a interpretare il personaggio, e l’intero ensemble è stato scelto seguendo il principio del color-blind casting, ovvero non dando importanza al colore della pelle dei suoi attori (tra gli altri interpreti troviamo anche Whoopi Goldberg, Paolo Montalban, Victor Garber, Bernadette Peters, Jason Alexander, Natalie Desselle Reid e Veanne Cox). L’idea alla base era quella di modernizzare la storia e renderla più accattivante per il pubblico di allora. La critica ai tempi fu abbastanza divisa sulla riuscita del prodotto, ma la pellicola guadagnò il favore del pubblico, diverse nomination agli Emmy e persino una vittoria nella categoria Outstanding Art Direction for a Variety or Music Program. Con il tempo il film è diventato un piccolo cult, anche se oggi potremmo dire che molte delle scelte creative fatte per Rodgers & Hamerstein’s Cinderella non sono invecchiate esattamente nel migliore dei modi (a partire dai costumi un po’ troppo sgargianti e dalle interpretazioni in alcuni casi al limite del macchiettistico, con una sceneggiatura che non aggiunge tanto quanto vorrebbe). Ma un punto forte della pellicola rimane sicuramente la musica, che presentava brani firmati proprio dai due produttori principali.

La leggenda di un amore – Cinderella (Ever After – A Cinderella Story, 1998)

Uno degli adattamenti più apprezzati di Cenerentola, Ever After vede Drew Barrymore nei panni del personaggio principale, Angelica Houston in quelli della Matrigna, e Dougray Scott in quelli del Principe.

Diversamente dagli altri rifacimenti, però, di magia non ne vediamo, sebbene la pellicola non abbia un’ambientazione contemporanea (ci troviamo infatti nella Francia del XVIII secolo), e i personaggi non si mettono a cantare nei momenti più impensabili (non è un musical, d’altronde). Qui Cenerentola legge Thomas Moore, si finge una nobile per poter liberare un servo e… ha come “fata madrina” Leonardo da Vinci. Di primo acchito potrebbe sembrare una combinazione bizzarra, ma in realtà La leggenda di un amore è tra le più riuscite rivisitazioni del racconto. Magari non per l’accento della Barrymore, ma sicuramente per molti altri aspetti, dai costumi alle scelte di scrittura, e fa sempre piacere vedere Cenerentola interagire con il Principe per più di dieci minuti. Originale è anche la cornice iniziale, che vede ospiti gli unici e inimitabili Fratelli Grimm a corte.

Ella Enchanted – Il magico mondo di Ella (Ella Enchanted, 2004)

Un’altra rivisitazione che, fatta eccezione per gli elementi fondamentali, si discosta abbastanza dalla storia che tutti conosciamo, ma che aggiunge ancor più magia all’originale al mix. Ella (Anne Hathaway) è oggetto di un incantesimo che le è stato “donato” alla nascita dalla sua Fata Madrina e che la rende la persona più obbediente del mondo: la ragazza infatti non può letteralmente rifiutarsi di obbedire ogniqualvolta le viene ordinato di fare qualcosa.

Immaginate cosa può accadere quando ci si trova nelle condizioni della povera Ella, con tanto di matrigna e due sorellastre meno che cordiali. Per fortuna che c’è il Principe Char (Hugh Dancy), ma lo stesso non si può dire di suo zio, il crudele Re Edgar (Cary Elwes). Anche qui, come accadrà poi nella più recente versione di Cenerentola con Camila Cabello, vengono inseriti rinomati brani della cultura pop nella colonna sonora della pellicola (Somebody to Love sembra essere la scelta base negli adattamenti di Cenerentola), e viene data occasione alla Hathaway di far sfoggio delle sue corde vocali. Ella Enchanted non sarà tra i più acclamati rifacimenti della fiaba, ma ha senz’altro un suo fascino da non sottovalutare.

La saga di A Cinderella Story

Composta da: A Cinderella Story (2004), Another Cinderella Story (2008), A Cinderella Story: Once Upon a Song (2011), A Cinderella Story: If the Shoe Fits (2016), A Cinderella Story: Christmas Wish (2019), A Cinderella Story: Starstruck (2021). La chiamiamo saga, ma in realtà ognuno dei sei film è indipendente, creando delle differenti iterazioni della stessa fiaba con protagonisti ogni volta diversi.

Tutti ambientati nell’epoca moderna, questi adattamenti ebbero inizio nel 2004 con la coppia formata da Hilary Duff e Chad Michael Murray (film che nel cast vedeva, tra gli altri, anche Regina King e Jennifer Coolidge). Hanno cavalcato l’onda dell’apparentemente insaziabile sete di rags-to-riches stories (dalle stalle alle stelle) per produrre poi numerosi e non sempre riusciti sequel. Più si va avanti, infatti, e meno memorabili diventano i vari “episodi”, con i primi due (il secondo con Selena Gomez, Drew Seeley e Jane Lynch nel cast) di qualità e ispirazione nettamente superiori ai successivi. Non si può comunque negare che, se sono arrivati a produrne un sesto proprio quest’anno, l’operazione stia funzionando, e finché riusciranno a trovare delle nuove idee per rielaborare il classico e una buona combinazione di interpreti, chi può dire quanto lungo ancora sarà il loro corso.

Cenerentola (Cinderella, 2015)

Probabilmente la più “ufficiale” delle trasposizioni, in quanto parte del catalogo di live-action dei propri classici sviluppato dalla Disney. Quella diretta da Kenneth Branagh (qui la nostra recensione di Cenerentola) è una delle più acclamate da pubblico e critica.

E sebbene non sia perfetto, soprattutto dal punto di vista dei dialoghi, il lungometraggio con Lily James è un vero banchetto per gli occhi, tra costumi, scenografie e fotografia. L’aspetto musicale qui non è prominente come in altri casi, ma non manca di accompagnarci comunque per tutto il film. E poi, quanti altri adattamenti possono vantare nel proprio cast attori come Cate Blanchett, Helena Bonham Carter, Richard Madden, Stellan Skarsgard e Hayley Atwell?

Cenerentola (Cinderella, 2021)

Arriviamo dunque alla più recente delle versioni di Cenerentola. Più di ogni altro, eccetto forse la Cenerentola di Rodgers e Hammerstein, questo è un adattamento che punta quasi tutto sulla musica, tanto da scegliere una pluripremiata popstar come sua protagonista, Camila Cabello. E mentre è difficile togliersi dalla testa quella Million to One che fa da inno al film o non apprezzare la Material Girl cantata dalla Matrigna con l’aiuto delle sorellastre, c’è da osservare che forse sono davvero troppi (o troppo estesi) i brani che troviamo in questa versione, nonostante la premessa.

Anche qui d’altronde abbiamo un grande cast di supporto, con le star di Broadway Idina Menzel nei panni della Matrigna e Billy Porter in quelli della Fata Madrina, l’ex-James Bond Pierce Brosnan in quelli del re, l’attrice nominata all’Oscar Minnie Driver (che, piccola curiosità, era anche nel cast di Ella Enchanted) come interprete della regina e il celebre presentatore e attore James Corden (Gus Gus). È dunque comprensibile come si voglia dar spazio a tutti e lasciar loro l’opportunità di brillare in performance musicali, ma rischia di essere davvero troppo, come sottolineavamo nella nostra recensione di Cenerentola.

Ad ogni modo, anche in questo caso vi è un intento rimodernatore, e l confermano le parole della regista Kay Cannon prima dell’uscita del film su Amazon Prime Video: “La nostra Cenerentola non è solo un bel visino in attesa di essere salvato da un principe. Si fa sentire, è attiva, senza paura, e arguta; ha dei sogni e desidera essere indipendente. La sua priorità numero uno è la carriera in un periodo storico in cui le donne non potevano averne una. Volevo davvero raggiungere una nuova generazione attraverso dei ritocchi contemporanei a quegli aspetti che apparivano più datati“.

Fonte : Everyeye