“Tablet killed the Pc stars”? Non ancora, almeno per Lenovo

Da ormai oltre un anno, la pandemia ha trasformato computer, smartphone e tablet nelle uniche finestre sul mondo per milioni di persone in Italia. Soprattutto i tablet, che sono stati protagonisti dell’ultimo annuncio della cinese Lenovo, primo produttore al mondo di computer, ma pronta a sfruttare tutte le opportunità di un mercato sempre in evoluzione. I nuovi modelli delle serie P (che sta per Premium, ma anche per Produttività) e Yoga visti e provati con mano puntano alla versatilità e offrono caratteristiche di base comuni, come la risoluzione massima 2K o la presenza di 4 altoparlanti Jbl con supporto alla tecnologia Dolby Atmos: specifiche pensate per l’intrattenimento, ma incluse anche nei modelli indirizzati a chi usa un tablet più per lavorare.

Non mancano, comunque, alcune importanti differenze, a partire dal prezzo e dalla dimensione dello schermo, superiori rispettivamente ai 300 euro e ai 10 pollici.

Tab P11 5G
Ai modelli P11 e P11 Pro, già disponibili da maggio, si aggiunge il P11 5G, la cui principale novità è evidente già nel nome: il modulo 5G (via nanoSim), che permette di restare connessi anche al di fuori dei confini di casa o dell’ufficio. Un modello figlio del suo tempo e della nuova normalità, verrebbe da dire, che ci vede finalmente uscire più spesso dopo mesi passati al chiuso. Dotato di processore Qualcomm Snapdragon 750G a 8 core, sistema operativo Android 11 e uno schermo Ips Lcd con risoluzione 2K da 11 pollici, ci è parso solido nella costruzione, ma leggero (520 grammi) e dal design semplice, ma elegante, oltre che preciso al tocco.

Secondo Lenovo, la batteria da 7700 mAh consente fino a 14 ore di utilizzo: abbiamo apprezzato il sonoro offerto dai 4 altoparlanti, meno entusiasmanti ci sono sembrate le fotocamere, tanto quella anteriore da 8 Mp, quanto quella posteriore da 13, sufficienti per videochiamate, ma non per immortalare i propri momenti preziosi. Sarà disponibile a inizio 2022 in 3 diverse colorazioni (grigio, bianco e teal) e due diversi tagli di Ram e memoria interna (6 Gb Lpddr4 e 128 Gb oppure 8-256, espandibili con microSd fino a 1 Tb) a partire da 649 euro.

Tab P12 Pro
Il Tab P12 Pro è il modello di fascia alta. Stessa risoluzione 2K della linea premium, ma la differenza sta nel display, più grande (12,6”) e Amoled, che si traduce in un’immagine più pulita e definita. Rispetto al P11 5G, il prezzo sale: si parte da 999 euro (senza la custodia con tastiera e la Precision Pen, opzionali), ma cambiano anche le specifiche. La batteria, più capiente (10.200 mAh), porta la durata promessa a 17 ore, grazie anche a una funzionalità di auto-adattamento che, in base all’utilizzo, modifica in automatico il refresh rate dello schermo, passando da 120 Hz quando si gioca, in cloud o meno, a 60 quando si naviga o si consultano le mail. Doppio taglio di memoria anche qui, identici a quello del P11, ma la differenza è nella tipologia di Ram (che qui è Lpddr5); le fotocamere posteriori sono due, una da 13 Mp e una wide da 5. Anche il P12 Pro arriverà nei primi mesi del 2022.

Yoga Tab 11
Il primo elemento che incuriosisce dello Yoga Tab 11 è il form factor: è meno visionario del ThinkPad X1 Fold, ma in compenso lo si può letteralmente appendere ovunque. Il supporto di acciaio, regolabile e principale indiziato per il nome della linea, lo trasforma in una sorta di valigetta tecnologica da portare in giro, o da sfruttare come cornice 3.0.

Ironia a parte, ciò che conta è la possibilità che offre di posizionarlo su superfici di vario genere. La soundbar integrata nella parte inferiore (o superiore, in base al posizionamento), non spicca dal punto di vista estetico, ma anche qui i 4 altoparlanti Jbl sembrano svolgere in maniera egregia il loro lavoro. Il cilindro, inoltre, include anche l’ingresso micro-Hdmi che permette di trasformare lo Yoga Tab in uno schermo portatile secondario con cui espandere quello del Pc; e c’è anche il supporto alla Precision Pen 2 (opzionale). Tuttavia il focus principale è l’intrattenimento: lo si capisce dal display, un Lcd Tddi 2K che copre l’84% del dispositivo nella sua interezza, ma anche dal software, con l’integrazione dell’Entertainment Space di Google, hub in cui confluiscono tutti i contenuti multimediali e le app di intrattenimento (da Disney Plus a Netflix, ai videogiochi). La batteria è ancora da 7700 mAh, ma la durata dichiarata è 15 ore e si può scegliere tra varie combinazioni, con 4-8 Gb di Ram e 128-256 Gb di spazio di archiviazione, con e senza Lte. Il processore è un octa-core MediaTek Helio G90T, la fotocamera anteriore e quella posteriore sono entrambe da 8 Mp. È già disponibile e il prezzo parte da 549 Euro.

Yoga Tab 13
Lo Yoga Tab 13 è la versione più potente del Tab 11, con schermo più grande e definito (13 pollici, 2160 x 1350 di risoluzione e tecnologia Ltps), simili tagli di memoria (qui Lpddr5 e 8 Gb in entrambe le versioni), e un Qualcomm Snapdragon 870, anch’esso a 8 core. Le prime impressioni sulla fruizione dei contenuti video sono positive, ma la sensazione è che rischi di essere meno pratico e portatile del fratello minore: manca lo slot per la nanoSim, è lievemente più pesante (830 grammi contro 655) ma soprattutto, nonostante la batteria sia più capiente (10.000 mAh), come autonomia promette qualche ora in meno, cioè 12, complice il consumo maggiore imputabile allo schermo più performante. Anche lo Yoga Tab 13 è già disponibile, ma il costo è più alto rispetto all’11: si parte da 899 euro.

Il tablet è il nuovo Pc?
“Non pensiamo ci sia una sostituzione tra i dispositivi, quello che pensiamo è che ci sia sempre più una segmentazione dei dispositivi”, ci ha spiegato Federico Carozzi, responsabile dell’area Product marketing di Lenovo Italia. I desktop o portatili restano l’unica opzione per numerosi software di natura produttiva e di intrattenimento, complice la maggior potenza (anche) delle schede video, Ram espandibile e processori più performanti, ma i tablet si sono ritagliati uno spazio sia per lo svago sia per la produttività. Anche per la stessa Lenovo: “Il bianco e il nero non esistono, esistono tante sfumature di grigio, ed è per questo che il mercato dell’informatica e della tecnologia in generale diventa sempre più complesso. Ci son infinite sfumature di necessità”.

Fonte : Repubblica