Cosa farebbe oggi il capitano Kirk

Mi chiedo cosa farebbe oggi il capitano Kirk. Se fosse ancora alla guida della USS Enterprise di Star Trek, scoprendo che mentre lui volava là dove nessun essere umano era arrivato prima, qui, il pianeta Terra si era ammalato. Probabilmente invertirebbe la rotta,  se non fosse troppo tardi, visto che la famosa serie tv, uscita  negli anni ‘60, è ambientata nel 2200, troppo tardi secondo i climatologi. Me lo chiedo perché ieri William Shatner, l’attore che ha interpretato il capitano Kirk, a 90 anni è volato nello spazio con la navicella di Jeff Bezos diventando l’essere umano più anziano ad averlo fatto.

Quando è tornato a terra, una decina di minuti dopo il lancio, ha detto delle cose molte belle. Ha detto per esempio: “Tutti dovrebbero poterlo fare, tutti dovrebbero poter vedere quello che ho visto…”. Cosa ha visto? La Terra dall’alto, la bellezza e la fragilità del nostro pianeta azzurro nello spazio infinito. Stiamo facendo abbastanza per proteggerlo? No, lo sappiamo. Ora io capisco che stiamo tutti uscendo a fatica da una pandemia che ci ha stravolto la vita per quasi due anni, e che di tutto avremmo voglia meno che affrontare un’altra sfida.

Ma non siamo noi a decidere i tempi, è il cambiamento climatico – provocato del nostro stile di vita – ad aver innescato il conto alla rovescia. Siamo in grado di mobilitarci, di utilizzare scienza, tecnologia e capitali, come abbiamo fatto per il coronavirus, per evitare che la Terra diventi invivibile? Cosa diranno i nostri figli ripensando a questi anni? Che mentre il pianeta era ammalato gli uomini (sono tutti uomini, sic!9) più ricchi e potenti della Terra si sfidavano mandando nello spazio un manipolo di allegri turisti? L’esplorazione spaziale è fondamentale, anche per le ricadute scientifiche sulla nostre vite, ma vorrei che mettessimo lo stesso entusiasmo visto nel lancio di ieri per risolvere un problema più urgente: salvare il pianeta terra.

Fonte : Repubblica