Bollette luce e gas, come cambiano le fatture: la folle corsa dell’energia

Centoquarantacinque euro in più per l’energia elettrica, centocinquantacinque per il gas: ammonta a circa 300 euro il totale dei ricancari che gli italiani si troveranno a pagare a fine anno rispetto al 2020 per elettricità e riscaldamento. È l’effetto dell’annunciato aumento delle bollette di luce e gas.

  • elettricità +30% rispetto al 2020, ovvero circa 145 euro per una spesa annuale media di circa 631 euro a famiglia;
  • gas +15% rispetto al 2020, ovvero circa 155 euro in più per un conto finale di circa 1.130 euro in media a famiglia.

La spesa annua del 2021 è superiore di circa il 13% rispetto a quella pre-Covid del 2019, mentre per il gas si è sostanzialmente tornati ai livelli del 2019. 

Bollette luce e gas, ecco gli aumenti: quanto pagheremo in più dal 1° ottobre

Come comunicato dall’Arera dal 1° ottobre 2021, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 29,70 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. 

  • 20,47 centesimi di euro (il 68,9% del totale della bolletta) vanno a coprire i costi di approvvigionamento dell’energia, in aumento del 73% rispetto al terzo trimestre 2021; 
  • 1,71 centesimi di euro (il 5,8% del totale della bolletta) per la commercializzazione al dettaglio, invariato rispetto al terzo trimestre 2021;
  • 4,01 centesimi di euro (il 13,5% del totale della bolletta) per i servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della trasmissione e distribuzione, qualità; invariato rispetto al terzo trimestre 2021;
  • azzerata la spesa per gli oneri di sistema;
  • 3,51 centesimi di euro (ovvero l’11,8% del totale della bolletta) vanno in imposte, IVA e accise.

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Dal 1° ottobre 2021, il prezzo di riferimento del gas per il cliente tipo sarà di 96,85 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse.

  • 53,34 centesimi di euro (pari al 55,08% del totale della bolletta) vanno per l’approvvigionamento del gas naturale e per le attività connesse, con un aumento del 68,9% circa rispetto al terzo trimestre 2021;
  • 5,28 centesimi di euro (pari al 5,45% della bolletta) per la vendita al dettaglio, invariata rispetto al terzo trimestre 2021.
  • 14,96 centesimi di euro (pari al 15,45% della bolletta) per i servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della distribuzione, qualità, con un aumento del 9,35% rispetto al terzo trimestre 2021;
  • 1,34 centesimi di euro (pari al 1,38% della bolletta) per gli oneri generali di sistema, ridotti del 66,26% rispetto al terzo trimestre 2021.
  • 21,93 centesimi di euro (pari al 22,64% della bolletta) per le imposte tra accise (15,78%), l’addizionale regionale (2,10%) e l’IVA (4,76%)

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Gli oltre 3 miliardi di euro stanziati dal Governo con il Decreto-Legge 27 settembre 2021, n. 130 sono stati destinati al 2,5 miliardi di euro all’azzeramento degli oneri generali di sistema per il prossimo trimestre e 500 milioni circa al potenziamento dei bonus energia: per oltre 3 milioni di nuclei familiari aventi diritto ai bonus di sconto per l’elettricità e per 2,5 milioni che fruiscono del bonus gas, in base all’ISEE, gli incrementi tariffari sono stati sostanzialmente azzerati dal decreto.

Quanto spenderemo in più

La spesa annua del 2021 è superiore di circa il 13% rispetto a quella pre-Covid del 2019, mentre per il gas si è sostanzialmente tornati ai livelli del 2019. Gli aumenti, a livello internazionale, sono legati al trend di forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche; in particolare, i prezzi europei del gas sono cresciuti di oltre l’80% nel terzo trimestre del 2021 rispetto al secondo, con picchi nei mercati all’ingrosso di oltre 70 €/MWh nella seconda metà di settembre (contro i circa 20 €/MWh di inizio anno). Prezzi correlati anche al prezzo della CO2 che, dalla fine del mese di agosto di quest’anno, si è attestato oltre i 60 €/tCO2. A titolo di confronto, si pensi che nel mese di settembre del 2020 la CO2 valeva circa 28 €/tCO2.  Nel confronto con il secondo trimestre del 2021, il prezzo medio rilevato nel terzo trimestre è risultato in aumento del 13% circa. Aumenti delle materie prime e della CO2 che confermano forti ripercussioni sui prezzi finali dei consumatori anche in altri Paesi europei, come la Spagna e la Francia.

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Come andrà in futuro

Per il prezzo del gas naturale non si intravedono segnali di inversione di tendenza dai massimi storici raggiunti negli hub europei, nonostante qualche tentativo di correzione al ribasso (di breve durata) sulla scia di notizie riguardanti il potenziale aumento dell’offerta (con l’entrata in operatività del gasdotto Nord Stream 2) e il rischio di riduzione della domanda (con la chiusura di importanti stabilimenti industriali).

La domanda europea continua ad essere sostenuta sia dall’esigenza di completare la fase di iniezione negli stoccaggi, in vista della prossima stagione invernale, sia dal maggior ricorso alla generazione termoelettrica in alcuni Paesi (come Germania, Regno Unito e Spagna) a compensazione della minore produzione da fonti rinnovabili (eolico, in particolare) rispetto allo scorso anno.

Sul versante internazionale, alla concorrenza della domanda asiatica di GNL si è aggiunta più recentemente anche quella brasiliana a causa di un inverno particolarmente secco che ha ridotto la produzione idroelettrica.

Sul fronte dei prezzi della CO2, lo scorso 14 luglio la Commissione europea ha presentato il pacchetto climatico “Fit for 55”, per raggiungere entro il 2030 la riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% rispetto al 1990, per poi arrivare alla “carbon neutrality” entro il 2050.

Nel corso del terzo trimestre, in attesa dei prossimi sviluppi normativi, i permessi di emissione di CO2 hanno evidenziato rialzi di prezzo molto più contenuti rispetto al gas naturale.

Il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso ha recepito gli andamenti dei prezzi del gas e della CO2. In base ai dati di preconsuntivo relativi al terzo trimestre 2021, il Prezzo Unico Nazionale per l’elettricità risulta in aumento di circa il 65% rispetto al secondo trimestre 2021 e di circa il 195% rispetto al livello medio del corrispondente trimestre del 2020 (124 €/MWh contro – rispettivamente – 75 €/MWh e 42 €/MWh).

Fonte : Today