Tufello, “Lab Puzzle” bene comune: firmato il patto di collaborazione tra Municipio III e Associazione Meta 21

Redazione 28 settembre 2021 16:58

Adesso il riconoscimento del Laboratorio Puzzle del Tufello come bene comune è ufficiale. Dopo la delibera approvata dalla giunta del III Municipio e il voto favorevole in consiglio, è arrivata anche la firma del patto di collaborazione tra Piazza Sempione e l’associazione Meta 21, che gestisce gli spazi e le attività di via Monte Meta 21, un tempo sede dell’ex IV Circoscrizione, occupati nel 2010. All’atto della firma erano presenti il minisindaco di Montesacro e capolista di Roma Futura in Comune Giovanni Caudo, il vicepresidente e assessore all’Urbanistica (candidato al consiglio del III con Roma Futura) Stefano Sampaolo, l’assessora alla Scuola e Pari Opportunità, anche lei candidata con la lista femminista in Comune Claudia Pratelli, Gianluca Dicandia presidente di Meta 21 e la direttrice del Municipio Patrizia Di Nola.

“È un momento molto importante per tutta la collettività – dichiara in una nota Caudo – . Per la prima volta, infatti, formalizziamo un concetto chiave: ‘bene comune’ non è l’edificio con le sue mura ma le attività e i servizi che si svolgono al suo interno e che sono a beneficio dei cittadini e delle cittadine. È un passaggio fondamentale, di senso e non di forma, attraverso il quale al centro delle politiche vengono poste le persone e non gli immobili. Solo facendo in modo che questo concetto diventi una prassi consolidata possiamo dare la possibilità ai nostri centri urbani essere davvero inclusivi e accoglienti”. 

“Stiamo costruendo insieme all’amministrazione municipale un pezzo di legalità e di città diversa – ha commentato Dicandia – . All’interno di ‘Laboratorio Puzzle’ abbiamo uno spazio di coworking, una scuola di fumetto, un atelier per artisti, offriamo supporto scolastico e corsi di italiano agli stranieri, uno sportello legale, poniamo in essere laboratori artistici e culturali e pratiche di economia circolare. Una vivacità sociale e intellettuale che si trasferisce direttamente al territorio”.

“Si tratta di un lavoro di stretta co-progettazione e di condivisione che va avanti da oltre un anno e grazie al quale prende il via un’esperienza unica a Roma – aggiunge Pratelli – . Crediamo che questo documento rappresenti un modo diverso di amministrare una città che si è impoverita in modo drammatico”.  “È significativo che questo traguardo arrivi a conclusione di un percorso fatto in tutta la consiliatura – le parole di Sampaolo – . Come giunta abbiamo avuto sempre l’ambizione e la tenacia di battere strade nuove, lanciando semi che in alcuni casi sono già germogliati o che la saranno presto. Questo patto di collaborazione è un dono che rimane alla città”.

Il riconoscimento di Laboratorio Puzzle come bene comune è la prima applicazione sul territorio del comune di Roma della legge regionale numero 10 del giugno 2019 e secondo Di Nola “ci ha dato un punto di riferimento per rimanere all’interno di confini riconosciuti a livello normativo e ci ha permesso di costruire questo processo in maniera più chiara dal punto di vista amministrativo”. L’ente locale avrà un ruolo di monitoraggio costante, allo scopo anche di risolvere eventuali criticità, tramite un contatto costante di cui saranno responsabili figure di rappresentanza scelte all’interno del Municipio.

Fonte : Roma Today