Villa Pamphilj, così è rinato il playground al Casino del Bel Respiro

playground villa pamphilj-2Una porzione di campo da basket, un canestro, tanta voglia di giocare. E’ da qui che un gruppo di appassionati della palla a spicchi, abituali frequentatori di Villa Pamphilj, sono riusciti a far rinascere un playground abbandonato a sè stesso e in veloce decadimento. 

In realtà all’inizio erano solo in due: Marco Cipriani e Claudio Sagliocco. E’ il 2015, si incontrano spesso il pomeriggio o nei fine settimana per fare qualche tiro, sudare un po’, sfogare lo stress della giornata. Ma sono soli, quell’angolo di villa vicino al Casale di Giovio in zona Casino del Bel Respiro in pochi lo conoscono e ancora meno lo frequentano. Così il 30 ottobre di quell’anno Marco decide di aprire un gruppo Facebook per postare foto e spargere la voce: in poco tempo i video e le foto postati attirano altri appassionati, di ogni età, ogni nazionalità e appartenenza sociale: filippini, brasiliani, cubani, albanesi, statunitensi, dipendenti pubblici e professori di Storia dell’Arte, liberi professionisti e operatori ecologici, in tanti iniziano a popolare il campetto in sfide tre contro tre all’ultimo canestro. A quel punto un altro frequentatore del playground propone di creare una squadra, che prende il nome di “Pamphili Ballers”

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“Ballers è un termine usato nel gergo dei cestisti – ci racconta Alessandro Rosi, giornalista e membro della squadra – e si riferisce a quelli che praticano il basket in strada. Noi siamo partiti così, per poi arrivare a iscriverci al campionato amatori del CSI”. Due anni dopo, il 30 agosto 2017, inizia una nuova sfida: riqualificare il campetto. Il terreno è sconnesso, il canestro rovinato (“ogni volta che si rompeva la rete, i filippini usavano i lacci delle scarpe da ginnastica per ripararlo“), bisogna fare qualcosa. Così i “Ballers” iniziano a organizzare tornei per raccogliere fondi, ne mettono in piedi quattro ai quali partecipano moltissimi giocatori – anche di buon livello – grazie ai quali si riescono a portare a casa piccole ma decisive opere di manutenzione. Il campo però rimane quello che è, perché l’intervento è più complesso, così entra in gioco Stefano Angelosanto che ripara le buche, ripassa le righe, stringe i bulloni alla base del canestro pericolante. Addirittura arriva una mano da lontano, da quelli del San Lollo’s Playground, che ha appena ottenuto il rifacimento del campo da parte della Red Bull e regala un canestro flessibile, non più in ferro, agli amici di Villa Pamphilj. 

Una manutenzione più profonda della superficie di gioco è però necessaria, così viene lanciata una petizione su Change.org che supera le 300 firme, vengono inviate lettere al Comune, al Municipio XII e al Dipartimento Ambiente di Roma Capitale: “Finalmente i lavori sono iniziati pochi mesi fa – prosegue Rosi – e adesso sono finiti. Abbiamo un campetto perfetto per giocare, un vero gioiello“. Ci sono voluti complessivamente 6 anni, qualche infortunio, una petizione e tanta pazienza, ma oggi Villa Pamphilj ha un suo piccolo e funzionale playground per gli amanti del basket di ogni età, un luogo di ritrovo all’interno di un patrimonio storico, ambientale e architettonico, dove le differenze si azzerano: conta solo la voglia di giocare. 

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Fonte : Roma Today