Cinque cartoni animati cult degli anni ’80 da vedere in streaming

L’effetto nostalgia è sempre dietro l’angolo e grazie alle piattaforme streaming possiamo soddisfarlo facendo binge-watching delle serie giapponesi più mitiche della nostra infanzia. Ecco cosa potete trovare.

Se fino a qualche anno fa erano i palinsesti pomeridiani dei canali in chiaro a fornire alle giovani generazioni la dose quotidiana di cartoni animati, adesso sono le piattaforme digitali come on demand a soddisfare la passione dei seguaci dell’animazione di tutte le età. Accanto a un mercato sempre più saturo di anime – in formato seriale, in Oav o in film per il cinema – fiammanti e inediti che approdano sugli schermi italiani, esiste anche una mole impressionate di animazione di libreria, ovvero tutti quei classici che hanno allietato la nostra infanzia e che non ci stuferemo mai di vedere.

Che sia per nostalgia o per diffidenza verso le novità (“i cartoni di una volta erano meglio”), oppure per il desiderio di far conoscere ai figli i personaggi e le storie che hanno accompagnato la nostra gioventù, molti sono gli adulti cui capita di programmare un ripasso dei cartoni animati giapponesi degli anni ’80. Che siano robottoni e cyborg, che vivano in mondi fantastici o in periodi storici passati o che abbiano per protagonisti personaggi buffi e squinternati, ecco le serie animate classiche che potete recuperare in streaming nella nutrita libreria di animazione nipponica su Amazon Prime Video.

1. Yattaman

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L’edizione più bella e conosciuta della celebre serie dello Studio d’animazione Tatsunoko Time Bokan è proprio quella reperibile sulla piattaforma streaming e sbarcata in Italia nel 1983. Il loschissimo e bombarolo Dottor Dokrobei è il genio del Male che brama un fantomatico tesoro destinato a chi ricomporrà i frammenti della pietra Dokrostone. Incaricati della missione, il disgraziatissimo Trio Drombo, capitanato dalla bellissima zitella Miss Dronio. I loro avversari sono Yatta 1 e Yatta 2, due adolescenti carini dalla fortuna sfacciata che puntualmente ostacolano i piani dei tre ladri e li sconfiggono grazie a veicoli robot dalla forma di animale. Vera pietra miliare dell’animazione nipponica e della cultura popolare – trasposta anche in un film live action di Takashi Miike – , Yattaman è mitica da capo a piedi: dai siparietti del Trio Drombo, destinato a finire sconfitto e saltare per aria lasciando la procace Dronio mezza nuda, fino alla memorabile sigla italiana dei Cavalieri del Re.

2. La Signora Minù (Lo strano mondo di Minù)

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Uno dei cartoni per bambini più teneri che vi sarà capitato di vedere negli anni ’80 (ha debuttato in Italia nel 1985), La Signora Minù è tratto dai libri per l’infanzia della serie Teskjekjerringa (La signora del cucchiaino da tè) scritti dal norvegese Alf Prøysen e ambientati nella campagna scandinava degli anni ’50. L’attempata ma effervescente signora Pepperpot vive avventure fantastiche nella natura quando, grazie al cucchiaio magico che indossa come un ciondolo, si trasforma in una creaturina minuscola. Quando è così piccina può comunicare con gli animali, desiderosi di ottenere aiuto o avanzare le proprie rimostranze contro gli umani. L’amabile vecchietta soccorre tutti, cercando di nascondere il proprio segreto (conosciuto solamente da un’eterea bimba che vive nelle foreste) e creando pasticci mentre si adopera per compiere le faccende domestiche nonostante gli impedimenti delle sue dimensioni. Buffa e prodiga di insegnamenti positivi da inculcare nei bimbi per crescerli nel rispetto della natura, e con una grafica delicata e originale firmata dallo Studio Pierrot, è un piccolo gioiello.

3. Gigi la trottola

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Esilarante serie del 1981 – ma da noi ha debuttato due anni dopo – e tratto dal manga spokon (sportivo) del Noboru Rokuda di F – Motori in pista. Gigi (in originale, Kappei) è uno studente quindicenne del liceo Seirin dall’aspetto di un bimbo delle elementari. Nonostante la bassissima statura, è un asso in qualsiasi sport si cimenti, specialmente – e contro ogni aspettativa dei suoi coetanei – nel basket. Gigi sarà pure un asso (solo un genio in miniatura si nasconderebbe dietro la palla per non farsi intercettare dagli avversari) ma anche un maniaco con l’ossessione per le mutande bianche femminili e per Anna, dolce fanciulla del suo istituto. Folle, divertentissimo e pieno di sorprese, questo cartone si avvale anche di comprimari meritevoli di attenzione: dall’irascibile allenatrice Gloria che si trasforma in un mostro quando perde (spesso) la pazienza, al figo della scuola con la sensualità di un soprammobile (il bell’Adamo) dal serioso Thomas all’esagitato Salomone, il cane parlante (quasi, lo capisce solo Gigi) innamorato di Anna che cerca di sabotare in tutti i modi il rivale.

4. Il tulipano nero

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Nato sulla scia del monumentale successo di La rosa di Versailles (Lady Oscar), questo anime degli anni ’70 ma giunto una decina di anni dopo e diretto dallo Yoshiyuki Tomino di Daitarn III, è contraddistinto dal character design inconfondibile della venerabile Akio Sugino (suoi anche Jenny la tennista, Rocky Joe e Occhi di gatto). Il Tulipano nero segue le avventure di un paladino mascherato parigino – sullo stile della Primula rossa scaturito dalla penna della baronessa Emma Orczy – che difende i deboli dalle angherie dei nobili negli anni a ridosso della Rivoluzione francese. Accanto a lui, la vera eroina della serie, la bionda Simone, umile fioraia di reali ascendenze (è la sorella di Maria Antonietta) e spadaccina provetta nota col soprannome di Stella della Senna. Incentrato sugli intrighi di corte, sulla corruzione dei nobili e sui fatti storici che condussero all’esecuzione dei monarchi, Il Tulipano nero non sarà un capolavoro come Lady Oscar, ma è più che un semplice emulo.

5. Hurricane Polimar

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Altro epico cartone prodotto dalla Tatsunoko, Hurricane Polimar fa parte della nutrita squadra di supereroi semiumani creati dal mirabile Studio di animazione di cui fanno parte gli indimenticabili Kyashan, Gatchaman e Tekkaman. Tutti sono accomunati dallo lotta contro nemici disumani – alieni e/o robot eccentrici e belligeranti – che vogliono conquistare la Terra o semplicemente distruggerla. Ciascun paladino ha dalla propria un corpo artificiale o costumi supertecnologici che lo rende fortissimo: Polimar si avvale di una tuta a polimeri resistentissima; Tekkaman di un esoscheletro indistruttibile; i Gatchaman di poteri da ninja dall’origine misteriosa e Kyashan ha addirittura barattato la sua umanità per un corpo da cyborg. Per realizzare al meglio le scene di azione, la Tatsunoko intraprese uno studio del corpo umano – in particolare della muscolatura – accurato, che caratterizza l’impressionante cura nei dettagli fisici dei personaggi, specialmente di di Polimar. Dietro l’identità dell’eroe si cela il giovane Takeshi, esperto di arti marziali che si finge pigro e imbranato; segretamente, collabora con uno scalcinato detective di nome Joe che spara alcolici con una pistola ad acqua e con un cane senziente (Barone), scontrandosi con strampalate bande di rapinatori.

Fonte : Wired