grafia analogica e digitale, le differenze

Il termine fotografia deriva dalla congiunzione di due parole greche, luce e grafia e anche per questo al termine si associa il significato di ‘scrittura di luce’. La fotografia è opera della luce e nasce infatti da un principio fisico chiamato diffrazione, un fenomeno associato alla deviazione della traiettoria di propagazione delle onde quando queste incontrano un ostacolo sul loro cammino. La camera oscura e l’obiettivo stenopeico (ovvero un piccolo foro capace di proiettare la luce creando un’immagine) formano il sistema più semplice ed elementare della macchina fotografica che racchiude in sé tutti i principi fisici coinvolti in questa tecnologia. Naturalmente nel tempo sono stati necessari i risultati ottenuti sia nel campo dell’ottica, sia in quello della chimica e lo studio delle sostanze fotosensibili per conoscere a fondo il processo. La prima camera oscura fu realizzata molto prima che si trovassero dei mezzi chimici per fissare l’immagine ottica in essa proiettata: il primo ad applicarla in ambito fotografico fu il francese Joseph Nicéphore Niépce.

Le differenze principali

Per oltre 150 anni, come racconta un articolo sull’argomento di uno dei colossi moderni della fotografia come Canon, la fotografia è stata appunto un processo chimico in cui le immagini vengono catturate sulla pellicola fotografica, costituita da strati di emulsione agli alogenuri d’argento sensibili alla luce, rivestiti su una base flessibile. La pellicola, esposta alla luce in una fotocamera crea un’immagine latente, resa visibile dall’immersione in una soluzione di sostanze chimiche chiamata ‘sviluppatore’. Le stampe vengono eseguite proiettando l’immagine impressa sulla pellicola su carta sensibilizzata ed elaborando il materiale in una serie di ambienti chimici. Gran parte della lavorazione delle pellicole e della carta deve avvenire in stanze buie per evitare che la luce estranea raggiunga le emulsioni sensibilizzate. L’avvento della fotografia digitale ha cambiato tutto questo procedimento. Non sono necessarie pellicole, prodotti chimici o camere oscure. Le immagini vengono catturate attraverso sensori fotografici e vengono elaborate da software. Le stampe vengono eseguite sparando piccoli getti di inchiostro colorato sulla carta.

Fotografia analogica

Analogico si riferisce a un segnale in cui l’uscita è proporzionale all’ingresso. Un esposimetro, ad esempio, è un buon esempio di strumento analogico. La luce che cade su una fotocellula genera una corrente elettrica che muove un ago attraverso una scala. Più luminosa è la luce, maggiore è il movimento. Su questa base, anche il sensore di una fotocamera digitale è analogico. Ciascuno dei molti milioni di pixel che compongono il sensore è una fotocellula sensibile alla luce che genera una piccola corrente elettrica in risposta alla luce. Più luminosa è la luce, più forte è la corrente. Il digitale entra in gioco solo quando i livelli di luminosità sono codificati nel sistema binario (la lingua dei computer) per creare un file di immagine.

Fotografia digitale

Il sistema digitale invece scompone l’immagine in un segnale: sul piano focale non c’è la pellicola ma un particolare chip che campiona la luce e la converte in segnali elettrici, i quali vengono a loro volta convertiti in segnali numerici e passati al computer interno che li archivia in una memory card. L’immagine non esiste finché il segnale non viene riconvertito in immagine da qualche device che sa leggere il codice con cui l’immagine è stata digitalizzata. Le fotocamere digitali offrono una vera fotografia istantanea. Entro un secondo o due dall’esposizione, è possibile vedere l’immagine catturata sullo schermo LCD e si può decidere se conservare o cancellare l’immagine. È inoltre possibile utilizzare le visualizzazioni dell’istogramma per determinare se l’esposizione è corretta. Le immagini vengono acquisite come file digitali e archiviate su schede rimovibili.
Un file digitale è un dato, non diverso da qualsiasi altro file del computer. Può essere salvato su qualsiasi supporto di archiviazione del computer. Il file può anche essere copiato e ricopiato senza alcuna perdita di qualità. Le copie possono essere conservate in più di una libreria di immagini o in altre posizioni, tutte con immagini di alta qualità.

Pro e contro

I vantaggi della fotografia digitale sono indicabili in una maggiore semplicità d’uso, nella possibilità di fare scatti illimitati e di controllare lo scatto con l’anteprima, di modificare le foto in post-produzione ed inviare lo scatto a chi si vuole, immediatamente. I vantaggi della fotografia analogica sono che ha il fascino della tradizione, insegna a valutare tutte le opzioni possibili prima di scattare, può aiutare a sviluppare particolari capacità tecniche in ambito fotografico, l’immagine ha toni e contorni temperati. I contro della fotografia digitale sono che questa resta qualcosa di incorporeo finché non si effettua la stamp, l’immagine è formata da pixel e quindi ingrandendo molto l’immagine si genera una maggiore perdita di qualità. Infine se non si è esperti nella gestione digitale dei parametri, la macchina decide al posto di chi scatta. I contro della fotografia analogica possono riguardare il fatto che una foto sbagliata è molto difficile da recuperare, che la messa a fuoco manuale richiede abilità e si hanno tempi di realizzazione più lunghi e più passaggi di lavorazione. Infine che i materiali hanno costi elevati e ormai non si trovano facilmente e che i controlli dei parametri della foto sono gestiti direttamente dal fotografo.  

Il fotografo Paolo Roversi firma il calendario Pirelli 2020

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Fonte : Sky Tg24