Venom, La furia di Carnage e il sangue: i cinecomic più violenti di sempre

Carnage, lo chiamano, “Carneficina”. Ti riempie la bocca quello scontro di consonanti e quando a pronunciarlo è un Cletus Kasady interpretato da Woody Harrelson, ti aspetti davvero che qualcuno perda la testa (e tutto il resto). Ma siamo davvero sicuri che con il nuovo capitolo di Venom assisteremo a un film “violento”? Il trailer di Venom: la furia di Carnage ci ha sul serio anticipato una furia mai vista prima in prodotti con protagonisti supereroi?

Addentriamoci allora nel vasto universo dei cinecomic più violenti, famosi per essere lavati nel sangue, scendiamo nei sobborghi delle serie tv più audaci, crude e spietate, in cui le stragi sono all’ordine del giorno, la vita costa meno di un hot dog a New York e i “super” difficilmente sono eroi.

Più forte e più violento di Venom

Per il sequel di Venom sono state fatte tante promesse: il produttore Avi Arad ha parlato di Carnage come qualcosa di molto vicino al villain definitivo.

È più forte e violento di Venom” ha detto Arad, e visto che Carnage è ospite di un serial killer dalla mente deviata, oltre a essere “discendente” del nostro caro simbionte alieno, sembra che vedremo un “conflitto intenso“. Una carneficina, con una spolverata di “romanticismo”.
Sì, è proprio ciò che ha rivelato il regista Andy Serkis, sostenendo che Venom: la furia di Carnage parlerà di una storia d’amore. Non fatevi idee strane, sarà un approfondimento sul rapporto tra il protagonista, il giornalista Eddie Brock interpretato da Tom Hardy, e il simbionte, una relazione che assume le sfumature di un “matrimonio complicato”. E tutto questo in soltanto 90 minuti, che renderebbero Venom 2 il cinecomic più breve di sempre.
Le aspettative si alzano, dubbi e perplessità rimangono, com’è giusto che sia prima della visione di una pellicola, ma oggi non analizziamo ciò che sarà o ciò che potrebbe essere, ci orientiamo al passato: quanti “carnage” abbiamo già visto tra piccolo e grande schermo?

Violenza tra unicorni e chimichanga

Spaziando dal mondo DC a quello Marvel abbiamo soltanto l’imbarazzo della scelta: partiamo con Deadpool, una violenza “soft”, sarcastica, spiritosa, ma che in realtà si concentra proprio sulla peculiarità cruda del personaggio, il suo caratteristico corpo immortale.

Wade Wilson lo potete fare a pezzi, bruciare e far saltare in aria (tutte cose che, tra l’altro, gli hanno davvero fatto), ma tanto lui troverà il modo di ricomporre le sue membra mangiate dalla malattia che lo affligge. Quante carneficine ha innescato Ryan Reynolds nei panni crivellati di pallottole di Deadpool? Forse ci sono sembrate meno sanguinose perché le canzoni di Enya o di Juice Newton accompagnavano le scene, ma se riavvolgiamo il nastro assistiamo a una violenza che difficilmente si ritrova nei film targati MCU. D’altra parte, invece, nell’oscuro pianeta DC, sappiamo che il sangue, il terrore e le stragi sono di casa. Un esempio eclatante è il decimo film del DC Extended Universe, The Suicide Squad – Missione suicida, in cui gli eroi hanno pochi “super” poteri ma compensano il tutto con “super” efferatezza. E qui trovate la nostra recensione di The Suicide Squad.

Si sottolinea una certa affinità tra Venom e il modo che ha Nanaue, alias King Shark, per “fare fuori” i suoi nemici. Anche il nuovo The Batman di Matt Reeves sembra promettere una certa dose di brutalità, con quel Robert Pattinson dipinto delle tonalità più noir con cui abbiano mai macchiato l’anima di Bruce Wayne.

Ma è forse troppo presto per sapere se ci mostrerà vera violenza verso le sue povere vittime o più verso sé stesso. Andiamo, allora, in un altro posto dell’universo DC, precisamente in un angolo rosso come il sangue e blu come un certo Dottor Manhattan.

È tutto uno scherzo

Pubblicato in alcuni albi della DC Comics e ambientato in una sua realtà parallela, il mondo dei Watchmen è sporco, spietato, ancor più nell’omonima serie tv creata da Damon Lindelof.

Non si può rimanere impassibili davanti alla brutalità di Adrian Veidt per il modo con cui alterna i suoi maggiordomi e le sue governanti, il massacro di Tulsa e la strage abbattutasi (letteralmente) a New York City. La violenza, in Watchmen, non si ferma a uno spettacolo macabro, ti morde dentro, sconvolgendo per la sua trama brutale ed efficace e per gli strumenti con cui si manifesta su più dimensioni, dalle atrocità del Ku Klux Klan, fino a un gigantesco calamaro alieno.

Gli Dei invincibili e molto umani

Ma, forse, i massimi livelli per quanto riguarda i pessimi comportamenti che i supereroi ci hanno mostrato fino ad ora li ritroviamo in due serie, The Boys e Invincibile: il primo smembra la figura dell’eroe, lasciandoci esangui (ma con un po’ di latte…) quasi in ogni puntata delle due stagioni al momento trasmesse su Amazon Prime Video.

L’altra serie, al contrario, esalta all’estremo l’immagine di un eroe paragonabile a un Dio. Peccato che sia un Dio crudele e spietato, capace di sterminare un’intera città usando il corpo del figlio come arma. “Carneficina” è un termine che descrive The Boys e Invincible. Non viene risparmiato nessuno in queste serie tv, come se i supereroi fossero andati a lezione da George R. R. Martin e avessero imparato a muoversi come personaggi di Game of Thrones: complessi, imprevedibili, fragili, feroci. In una parola? Umani. Riuscirà il simbionte alieno rosso a eguagliare o, addirittura, superare la stessa violenza di questi altri “supereroi”?

Fonte : Everyeye