Gujarat: sequestrate 3 tonnellate di eroina afghana

L’intelligence indiana ha sequestrato il carico al porto di Mundra, nel Gujarat. La droga era nascosta in container che trasportavano anche talco. Nel 2020 l’area per la coltivazione dei papaveri in Afghanistan è aumentata del 37%. L’India ha aumentato i controlli alle frontiere terrestri e il contrabbando si è spostato lungo le rotte marittime.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – L’intelligence indiana ha sequestrato ieri tre tonnellate di eroina afghana. Il ritrovamento è avvenuto al porto di Mundra, nello Stato del Gujarat. Il carico, proveniente da Kandahar, era stato ordinato da una ditta dell’Andhra Pradesh ed è passato per il porto di Bandar Abbas in Iran. La droga era nascosta all’interno di container che trasportavano talco, di cui nel 2015 il governo afghano per un periodo aveva vietato l’esportazione perché importante fonte di finanziamento per i talebani e per i terroristi dello Stato islamico. Dopo il sequestro, con ogni probabilità il più grande mai realizzato dalle agenzie indiane, le autorità hanno arrestato alcuni cittadini afghani che vivono nella capitale per interrogarli. 

Secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc), almeno l’85% dell’eroina mondiale proviene dall’Afghanistan. La produzione di oppio si concentra in soli tre Paesi: oltre che in terra afghana, in Myanmar e Messico, ma questi sono responsabili solo del 7% e del 6% della produzione globale. L’anno scorso, nonostante la presenza del contingente Usa, l’area dedicata in Afghanistan alla coltivazione dei papaveri da oppio, da cui si ottiene anche l’eroina, è aumentata del 37%: se nel 2019 i campi di papaveri si estendevano per almeno 1.630 km quadrati, un anno dopo ne ricoprivano 2.240.

Con il controllo dei talebani è aumentata anche la coltivazione dell’efedra, una pianta utilizzata per la produzione di metanfetamine, che secondo gli esperti dell’Onu rischia di diventare un nuovo redditizio mercato per il governo dell’Emirato islamico. “Ti mandano 100 chili di eroina e aggiungono 5 chili di metanfetamina gratis, solo per far partire una base di utenti; poi iniziano a sommergerti”, ha spiegato a Foreign Policy un funzionario Onu in condizioni di anonimato. 

Un mese prima della riconquista talebana dell’Afghanistan, le autorità indiane avevano espresso la loro preoccupazione riguardo il potenziale aumento dei commerci illeciti di droga nella regione. Insieme all’Iran, l’India è uno dei primi Paesi in cui arriva la droga di contrabbando dopo aver attraversato il Pakistan. Per questa ragione le agenzie indiane di contrasto ai traffici illeciti hanno potenziato le loro reti di intelligence. “Prima, il poroso confine nord-occidentale dell’India, quello vicino al Pakistan, era la via preferita per il commercio di droga. Con l’aumento della sorveglianza lungo le frontiere terrestri i contrabbandieri ora stanno provando le rotte marittime e aeree”, ha detto un funzionario dell’Ufficio per il controllo dei narcotici di Delhi. 

Negli ultimi mesi sono state le coste del Kerala ad aver visto un aumento del traffico di droga dall’Afghanistan. Secondo gli esperti di sicurezza indiani si dovrebbero tenere controlli più stretti sulle imbarcazioni che provengono soprattutto da Pakistan e Iran. “È impossibile per le agenzie controllare ogni singolo peschereccio che si avventura in mare ogni giorno. Il nostro Paese ha una lunghissima linea costiera. Visto che i droni vengono già usati per attività terroristiche, non si può escludere la possibilità di impiegarli anche per il traffico di droga”, ha commentato Shreekumar Menon della National Academy of Customs, Excise and Narcotics.

Fonte : Asia