La raccolta firme per un referendum per abolire il green pass

Vio.Gor. 19 settembre 2021 17:23

È partita una raccolta di firme per promuovere un referendum per abolire il green pass obbligatorio, dopo che l’utilizzo del certificato verde Covid-19 è stato esteso dal governo a tutti i lavoratori del pubblico e del privato a partire dal prossimo 15 ottobre. Il sito www.referendumnogreenpass.it è già online. La richiesta di procedere alla raccolta firme per il referendum abrogativo delle disposizioni di legge sul passaporto vaccinale è stata depositata presso gli uffici della Cassazione giovedì 16 settembre. L’obiettivo è di 500mila firme entro il 30 settembre, secondo quanto stabilito dalla legge, per poter celebrare il referendum nella primavera successiva.

Referendum per abolire il green pass: parte la raccolta firme

Secondo i promotori, “il green pass costituisce un palese strumento di discriminazione che collide con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico”, poiché escluderebbe “dalla vita economica e sociale della nazione quei cittadini che sostengono convinzioni ed evidenze diverse da quelle imposte dal governo” e spingerebbe “surrettiziamente i cittadini alla vaccinazione”. La raccolta di firme, secondo quanto si legge sul sito del comitato referendario, avviene sia fisicamente – si parla anche di “tavoli dei volontari” – sia digitalmente.

Quattro sono i quesiti referendari che riguardano altrettanti decreti legge. Proprio nelle scorse ore, grazie alla possibilità di raccogliere digitalmente le firme è stata raggiunta in pochi giorni la quota di 500mila firme per il referendum sulla cannabis, la soglia necessaria per proporre un referendum abrogativo. La raccolta di firme digitali per proporre un referendum è possibile soltanto dallo scorso 20 luglio.

Il sito del comitato referendario riporta i nomi sia del comitato organizzativo, sia del comitato dei garanti. Del primo elenco fanno parte l’avvocato Olga Milanese, del Foro di Salerno; il professor Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, già vice presidente del Comitato nazionale per la Bioetica; il professor Francesco Benozzo, docente di Filologia romanza all’Università di Bologna. Del secondo elenco fanno parte il professor Paolo Sceusa, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione; il professor Ugo Mattei, docente di diritto civile all’Università di Torino; il professor Alberto Contri, ex presidente della Fondazione Pubblicità progresso; Carlo Freccero, giornalista ed ex consigliere di amministrazione della Rai.

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Fonte : Today