L’uomo che gira tutta la regione per lavoro nonostante la positività al covid

Redazione 19 settembre 2021 16:18

Malgrado fosse positivo al nuovo coronavirus, andava in giro per tutta la regione Veneto a lavorare. Nella serata di venerdì 17 settembre gli agenti della polizia locale di Curtarolo e una pattuglia del reparto operativo della federazione del Camposampierese, nell’ambito dei servizi volti a verificare il rispetto delle norme anti contagio, hanno effettuato un controllo nell’abitazione di un quarantenne residente in una frazione di Curtarolo, in provincia di Padova, a seguito di una nota dell’Ulss che segnalava come l’uomo si fosse reso irreperibile dopo un tampone risultato positivo.

Dopo aver raccolto le testimonianze dei vicini di casa, gli agenti hanno appurato come l’artigiano uscisse di casa ogni giorno per andare al lavoro, di fatto violando il provvedimento di isolamento domiciliare fiduciario emesso nei suoi confronti dall’Ulss a seguito di accertata positività al Covid-19. Lo hanno così aspettato sotto casa per oltre un’ora, e al suo arrivo la polizia locale gli ha contestato la violazione della misura restrittiva a cui era sottoposto per contenere la diffusione del virus Sars-CoV-2 e delle sue varianti.

L’uomo pochi giorni prima aveva effettuato un tampone rapido in farmacia per ottenere il necessario green pass per partecipare ad una cena in un ristorante. All’esito positivo del tampone rapido si sarebbe dovuto sottoporre successivamente ad un tampone molecolare per avere la conferma della positività, ma il 40enne non si è mai presentato, rendendosi irreperibile alle autorità sanitarie e non rispondendo alle telefonate del servizio di prevenzione. Così è scattata la segnalazione da parte dell’Ulss al sindaco di Curtarolo, il quale ha subito richiesto l’intervento della polizia locale.

Alle contestazioni degli agenti, l’uomo ha dichiarato che si trattava solo di un equivoco, in quanto a suo dire il tampone rapido risultato positivo in farmacia era sbagliato perché lui si sentiva bene e non aveva alcun sintomo, per cui era impossibile che avesse il covid. Quando gli è stata contestata la violazione dei provvedimenti sanitari, infastidito ha dichiarato che le norme sul coronavirus sono tutte incostituzionali, per poi concludere affermando che “il covid è una minchiata”.

In caso di violazione dell’isolamento domiciliare fiduciario è prevista una sanzione amministrativa in denaro da 400 a 3000 euro, mentre per le persone in quarantena risultate positive e quindi con il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora si configurano i reati previsti dall’art. 650 del codice penale e quello di “inosservanza di un ordine legalmente dato per impedire la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo”, punito dal testo unico delle leggi sanitarie con l’arresto da 3 a 18 mesi e con l’ammenda da 500 a 5.000 euro.
 

Fonte : Today