Cos’è Pre-Cop 26 che arriva a Milano a fine settembre

Nel capoluogo lombardo l’incontro preparatorio per la grande conferenza sul clima che si svolgerà a Glasgow tra ottobre e novembre

Pre-Cop 26: giovani manifestanti per il clima
Pre-Cop 26: a Milano cinque giorni di eventi. (Photo by Markus Spiske on Unsplash)

Una settimana di dibattiti, tavole rotonde, musica. Ma anche uno degli  appuntamenti più importanti a livello mondiale per il clima. Dal 28 settembre al 2 ottobre i big della lotta al cambiamento climatico si troveranno a Milano per una cinque giorni di lavori preparatori alla Conferenza annuale delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Cop26), che andrà in scena a Glasgow a inizio novembre e sarà organizzata in collaborazione tra Italia e Regno Unito.

Tutto il mondo attorno a un tavolo

L’acronimo Cop sta per Conference of parties (Conferenza delle parti). Il numero 26 è un semplice progressivo. Si parte nel 1992, quando 154 stati firmarono a Rio una convenzione nota come United nations framework convention on climate change (Unfccc). Potremmo definirlo un accordo quadro a tema ambientale nel cui alveo ricadono alcune, se non tutte, le più importanti azioni multilaterali a livello globale per la lotta al cambiamento climatico. Al tempo, uno dei problemi principali era l’eliminazione dei cosiddetti cfc (clorofluorocarburi), responsabili del buco nell’ozono e contenuti in frigoriferi e bombolette spray.

Nell’ambito dell’accordo quadro, ogni anno si tiene in una città diversa la United nations climate change conference. È questo l’evento che serve da occasione formale per Cop, quello che potremmo definire il corpo decisionale più alto dell’Unfccc. Cop è l’assemblea che ha il compito di valutare e monitorare l’efficacia e il rispetto delle decisioni assunte. Attorno al tavolo siede un ampio ventaglio di attori coinvolti nelle politiche per contrastare la crisi climatica.

Quella di quest’anno è la ventiseiesima edizione di un evento inaugurato nel 1995 a Berlino e che nel corso della propria storia è stato al centro di importanti traguardi,  come il protocollo di Kyoto (firmato nel 1997 e in vigore dal 2005 al 2020) e l’accordo di Parigi (in vigore dal 2016).

Il significato dell’appuntamento milanese

Se le decisioni si prendono a Glasgow, perché è importante l’appuntamento di Milano? Come ha spiegato il ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani durante la presentazione di Pre-Cop26: “Cop26 è parte di una triade sul cambiamento climatico che idealmente comprende anche il G7 e il G20. Se il G7 raccoglie un gruppo di paesi abbastanza omogeneo dal punto di vista economico e sociale, e trovare un accordo è più facile, le cose si complicano con il G20. Raccoglie 4,8 miliardi di persone che producono l’80% della CO2 mondiale, è più rappresentativo, ma le differenze aumentano e trovare una quadra è più difficoltoso”.

Seguendo il ragionamento, è intuitivo comprendere come, allargando il dibattito a quasi duecento paesi, mettersi d’accordo sia difficile. “Ci sono Stati che producono moltissima anidride carbonica a livello aggregato, ma una quota pro capite estremamente bassa perché densamente popolati – l’analisi di Cingolani -. Ecco un esempio di problematica: è più importante l’aggregato o il dato pro capite? Teniamo conto che in molte aree del mondo non esiste energia pulita, e l’inquinamento si produce in casa per accendere il fuoco per le necessità vitali”.

Il senso dei lavori preparatori di Milano è proprio quello di predisporre  bozze preliminari che rendano più semplice l’approvazione di un documento finale unico incisivo. Obiettivo raramente raggiunto, va detto, nelle grandi conferenze internazionali.

Molte le aspettative su questa edizione, che arriva dopo due anni di pandemia.  “Anche perché l’accelerazione cui abbiamo assistito di recente sul clima ha colto tutti di sorpresa”, la chiosa del ministro. Cingolani ha dichiarato che nel 2019 sono stati spesi circa 1.200 miliardi di dollari per contrastare i danni per eventi climatici estremi.

Pre-Cop 26 a Milano: gli eventi e le cifre

Accanto a decine di ministri dell’Ambiente, parteciperanno all’evento anche quattrocento giovani provenienti dai cinque continenti che daranno vita a Youth4Climate: Driving Ambition, panel che simulerà i lavori di una conferenza internazionale e cercherà di raccogliere spunti innovativi e freschi dalle nuove generazioni.

All4Climate-Italy 2021 è, invece, il ricco palinsesto di eventi artistici e culturali di accompagnamento (questo il sito ufficiale con tutti gli appuntamenti). Il 30 settembre ci sarà il concerto dei Rockin 1000, la più grande band del mondo, con una scaletta che va dai Pink Floyd ai Rage Against The Machine agli Oasis. In questo caso sul palco saliranno cento musicisti, selezionati attraverso una app, che eseguiranno brani a tema per un’ora e mezza. Il progetto è nato nel 2015 per iniziativa dell’italiano Fabio Zaffagnini per invitare la band americana dei Foo Fighters a Cesena (per la cronaca, il gruppo arrivò). L’evento sarà a impatto zero grazie a uno studio preliminare dell’agenzia ReteClima e i crediti di carbonio saranno annullati a livello internazionale.

Fonte : Wired