Tutto quello che c’è da sapere sull’obbligo di green pass al lavoro

Si parte il 15 ottobre. Ecco come funziona per il pubblico e per il privato. Quali sono le sanzioni. Quando avvengono i controlli. Una guida a tutte le domande

(foto: Stefano Guidi/Getty Images)

Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dipendenti pubblici, privati e autonomi: è questo il contenuto del decreto legge approvato giovedì dal Consiglio dei ministri, che ha esteso l’ambito applicativo della certificazione verde Covid-19, come misura urgente per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato. Secondo i dati diffusi dal governo, la norma tocca 18 milioni di lavoratori pubblici e privati, di cui 13,9 milioni sono già dotati del lasciapassare.

Qual è la validità temporale dell’obbligo?

Il decreto ha stabilito una durata dal 15 ottobre 2021 fino al 31 dicembre 2021, che al momento è il termine previsto dello stato di emergenza. Tale durata riguarda sia il settore pubblico che il privato.

Chi deve essere in possesso del green pass?

I lavoratori dipendenti degli uffici pubblici e coloro che svolgono attività di lavoro dipendente o autonomo hanno l’obbligo di “possedere ed esibire su richiesta” il certificato verde Covid-19. È richiesto anche a coloro che svolgono attività lavorative, di formazione (stagisti) o di volontariato presso le amministrazioni o luoghi di lavoro privato, anche sulla base di contratti esterni. Questo riguarda anche coloro che forniscono servizi come lavoratori autonomi, colf o badanti, uffici professionali.

Nel settore pubblico, l’obbligo include il personale di autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale. Il vincolo vale anche per i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice. Il decreto rimette agli organi costituzionali la decisione relativa all’applicazione della disciplina.

Chi deve controllare?

Sono i datori di lavoro a essere tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni. Entro il 15 ottobre devono definire come le modalità di organizzazione delle verifiche. I datori di lavoro inoltre individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni. I lavoratori esterni passeranno attraverso un doppio controllo: oltre che dai soggetti della sede presso cui esercitano le proprie funzioni, anche dai rispettivi datori di lavoro.

Dove si applica il controllo?

L’obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, il certificato verde è necessario per accedere ai luoghi di lavoro. Quindi i controlli dovranno essere effettuati “prioritariamente” all’accesso ma potranno essere effettuati anche a campione.

Cosa succede al dipendente senza green pass?

Nel settore pubblico, il personale sprovvisto di green pass o privo al momento dell’accesso è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione dello stesso. Dopo cinque giorni di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e la retribuzione non è dovuta a partire dal primo giorno di sospensione.

Nel privato si passa direttamente alla sospensione dopo il primo giorno, ma in entrambi i casi non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Nelle aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di mancata presentazione del green pass, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto stipulato per la sua sostituzione, comunque per un periodo non superiore ai dieci giorni e non oltre il termine del 31 dicembre.

Nei tribunali, il personale amministrativo e i magistrati sono tenuti, per l’accesso agli uffici giudiziari, al possesso e all’esibizione del green pass. Al fine di consentire il pieno svolgimento dei procedimenti, l’obbligo non si estende ai soggetti esterni all’amministrazione della giustizia. Tuttavia, per il magistrato non è prevista la sospensione, ma decade dall’impiego se è assente ingiustificato dal lavoro per oltre 15 giorni perché senza green pass.

Quali sono le sanzioni?

Per coloro che sono colti senza la certificazione sul luogo di lavoro è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1.500 euro e restano ferme le conseguenze disciplinari. Per i datori di lavoro che non abbiano verificato il rispetto delle regole e che non abbiano predisposto le modalità di verifica è invece prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro. Le cifre sono uguali sia nel pubblico che nel privato.

Come ottenere il green pass?

Il certificato verde viene rilasciato a chi ha effettuato vaccino contro Covid-19, ha ottenuto un risultato negativo al test molecolare o antigenico oppure è guarito da Covid-19.

La certificazione è scaricabile dal sito dgc.gov.it accedendo con identità digitale, oppure con tessera sanitaria in combinazione con il codice univoco ricevuto via email o sms; dal fascicolo sanitario elettronico; dall’app Immuni e dall’app Io. Il green pass contiene un qr code da esibire stampato o a display con le informazioni essenziali agli operatori autorizzati al controllo.

Quanto costeranno i tamponi?

Il decreto prevede l’obbligo alle farmacie di somministrazione di test antigenici rapidi a prezzi contenuti che tengano conto dei costi di acquisto. L’obbligo è per quelle farmacie che sono nelle condizioni di aderire al protocollo siglato dal Commissario straordinario d’intesa con il Ministro della salute. Il costo dei tamponi sarà di 8 euro per i minorenni e 15 euro per gli adulti. Le nuove norme prevedono la gratuità per coloro che sono stati esentati dalla vaccinazione. La validità dei tamponi molecolari è stata estesa da 48 a 72 ore.

Il green pass è necessario anche in caso di smart working?

Non è necessario. L’assenza di green pass tuttavia non stabilisce in maniera automatica il diritto di svolgimento del lavoro in smart working. D’altra parte, se la mansione consente il lavoro da remoto, l’assenza di green pass non può essere un modo per sanzionare il lavoratore.

Con quale strumento avviene il controllo del green pass?

Finora il governo ha indicato solo l’uso dell’app Verifica C-19, per esercenti di locali pubblici, pubblici ufficiali, personale addetto nei servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti, strutture ricettive, sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali. La stessa app viene usata dagli operatori operatori autorizzati, per esempio nei porti e negli aeroporti. Il ministero dell’Istruzione l’ha indicata per le scuole statali in abbinamento alla piattaforma sidi.pubblica.istruzione.it.

Fonte : Wired