Ministro Bianchi, quest’anno aprite i dati sui contagi da coronavirus a scuola?

Wired rivolge un appello al ministro dell’Istruzione perché le informazioni sulla diffusione del Covid-19 tra studenti, docenti e personale scolastico diventino open data subito

(Foto di Matteo Nardone/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)

Con la sola eccezione di Puglia e Calabria, che riapriranno lunedì 20 settembre, l’Italia è tornata a scuola. E, anche se la curva dei contagi è in calo ormai da diversi giorni, il timore è che il rientro sui banchi sia foriero di nuovi focolai. È già successo, ad esempio, in Trentino. Per questo Wired rivolge un appello al ministro Patrizio Bianchi affinché i numeri sui contagi scolastici vengano resi disponibili come open data.

Del ruolo della scuola nella diffusione del coronavirus si è parlato molto nei mesi scorsi. Della sua centralità in ogni società è superfluo dire, ma basterebbe ricordare come gli insegnanti siano stati una delle categorie cui il vaccino è stato offerto in via prioritaria per ribadirlo.

Lo scorso anno fu necessario ricorrere a una richiesta di accesso agli atti pubblici per scoprire che nel primo mese e mezzo di scuola si registrarono 65mila casi di positività tra insegnanti, studenti e personale scolastico. Numeri che l’allora ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina bollò come “una cantonata“, per quanto arrivassero dal ministero che lei stesso guidava e aveva incaricato di raccogliere.

Ora che ministro, governo e maggioranza sono cambiate, Wired rivolge un appello a chi guida le istituzioni affinché i dati relativi ai contagi di studenti e insegnanti vengano diffusi in formato aperto. Così come già avviene per i contagi tra la popolazione generale e per le vaccinazioni.

L’Istituto superiore di sanità ha annunciato nei giorni scorsi un piano per il monitoraggio della circolazione del coronavirus nelle primarie e nelle secondarie di primo grado. Il documento non chiarisce, però, se si preveda una pubblicazione dei dati raccolti.

Lo scorso anno l’allora ministra Azzolina chiese ai docenti di raccogliere i dati e di trasferirli al ministero. Richiesta che non sembra essere stata ribadita dal nuovo titolare del Miur. Le aziende sanitarie locali, che notificano i provvedimenti di quarantena preventiva per le classi in cui si sia riscontrato un positivo, hanno però contezza dei contagi. I dati ci sono, insomma, così come le competenze per raccoglierli e pubblicarli. E anche la volontà politica, almeno stando a quanto affermato dal presidente del Consiglio Mario Draghi ottenendo la fiducia al Senato. Qui a Wired aspettiamo fiduciosi.

Fonte : Wired